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Cannabis medica, azienda siciliana: «In Italia tanto da fare tra caos normativo e caccia alle streghe di Salvini»

Salute

Cannabis medica, azienda siciliana: «In Italia tanto da fare tra caos normativo e caccia alle streghe di Salvini»

Di Redazione

CATANIA - Lo definisce "un primo passo", che lascia, però, "la Sicilia ancora indietro" rispetto ad altre Regioni e al resto del mondo. Giuseppe Sutera Sardo, è il titolare di Sicilcanapa Trade srl, un’azienda nata a Ispica (Ragusa) nel 2012 che si occupa della commercializzazione di prodotti a base di canapa alimentari, fitocosmetici e tessili. Una scommessa vinta, dice lui che insieme alla moglie Stefania Martorina ha scelto di investire energie e risorse finanziarie per creare una nuova realtà imprenditoriale. «Una start-up innovativa», spiega Sutera Sardo, che per dare vita al suo progetto ha deciso di tornare in Sicilia dal Piemonte. Emigrato di ritorno.

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Per lui il decreto firmato dall’assessore alla Salute della Regione siciliana, Ruggero Razza, che prevede la gratuità della cannabis terapeutica per i pazienti affetti da alcune patologie e resistenti alle terapie tradizionali è «solo un inizio, una goccia nell’oceano», anche se, ammette, «va riconosciuto l’impegno dell’assessore nel dare attenzione a questo tema».

«C'è ancora tanto da lavorare - precisa - perché il decreto riconosce la possibilità di cure a carico del Servizio sanitario regionale solo per tre malattie, mentre le evidenze scientifiche dicono che tante altre possono trarre beneficio dall’uso della cannabis, senza poi considerare il settore della fitocosmesi».

Quello della cannabis, secondo Sutera Sardo, è un settore dalle «enormi potenzialità», con un mercato che in Europa «è valutato per il 2028 in circa 50 miliardi di euro e che in Italia, in base ad alcuni studi, potrebbe portare in un biennio a un gettito fiscale di oltre 5 miliardi».

Senza parlare dei risvolti occupazionali. «Si potrebbero garantire anche 100mila posti di lavoro tra diretto e indotto», assicura. Purtroppo, però, nel Paese regna «una confusione normativa», aggravata dalla «crociata dell’ex ministro Salvini contro la cannabis light». Eppure, spiega il titolare della Sicilcanapa Trade srl, «l'Italia importa dall’estero la materia prima con costi elevatissimi. Inoltre, con l’attuale disponibilità non si riesce a fornire una copertura adeguata a tutti i pazienti attualmente in cura. Senza contare che molti rinunciano a ricorrervi perché non possono permettersi i costi di simili terapie e perché tanti medici non propongono questa strada per scarsa conoscenza in materia».

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