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Coronavirus, Sergio Pintaudi: «Virus molto più aggressivo della comune influenza»

Salute

Coronavirus, Sergio Pintaudi: «Virus molto più aggressivo della comune influenza»

Di Redazione

Catania - «Come dice il mio amico Roberto Burioni, la scienza non è democratica, non conosce distinguo. Dobbiamo agire sulla base delle evidenze, non esagerando con misure estreme ma neanche minimizzando i rischi nascondendo la vera entità della minacciosità del virus, della sua morbilità e della sua mortalità, mostrando di avere il pieno controllo della situazione». Il dott. Sergio Pintaudi, già primario di Rianimazione all’ospedale Garibaldi di Catania, guarda all’emergenza coronavirus con la lucidità di chi ha vissuto in prima linea la propria storia professionale.

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Dott. Pintaudi, alla luce dell’evoluzione dell’epidemia le evidenze cosa dicono?

«Le evidenze dicono che ci troviamo a combattere una malattia, la Covid-19, verso la quale non abbiamo alcuna arma specifica. Una malattia che agisce indiscriminatamente su soggetti anziani con patologie collaterali ma anche su pazienti giovani in pieno benessere, causando una disfunzione devastante del sistema respiratorio per la quale possiamo solo adottare misure di terapia intensiva di mantenimento delle funzioni vitali in attesa che l’organismo reagisca con proprie risorse. Pertanto, come ogni volta che l’umanità ha dovuto scontrarsi con situazioni simili, l’isolamento controllato, non come quello adottato sulla nave da crociera Diamond Princess, è obbligatorio».

Quindi sembra di capire che non condivida l’idea avanzata da chi dice che in definitiva si tratta di dover combattere un’influenza.

«Con l’influenza, che è sostenuta da un altro virus che conosciamo benissimo e verso il quale abbiamo sviluppato dei vaccini, la Covid-19 non ha nulla a che vedere, è molto più aggressiva, si diffonde più rapidamente tra la popolazione e determina la morte anche in soggetti in pieno benessere».

E la Sicilia, dove sono di ieri i primi casi di positività al virus, è pronta?

«La Sicilia ha ottimi professionisti, infettivologi di primo livello, laboratori di analisi all’avanguardia, un Pronto Soccorso, quello del Garibaldi di Catania, dotato di sistemi avanzati di Alto Biocontenimento i cui professionisti sono stati formati a Pratica di Mare presso l’Aeronautica Militare, un sistema sanitario regionale che non ha nulla da invidiare a quelli di altre regioni».

Il sistema del Garibaldi fu lei a promuoverlo. Adesso che è in pensione e continua ad operare nel settore del biocontenimento, se ne sta occupando in Regione?

«Beh, guardi, la storia mi torna in aiuto: “Nemo propheta in patria”».

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