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Ecco la fase due negli ospedali siciliani per smaltire l’arretrato

Salute

Ecco la fase due negli ospedali siciliani per smaltire l'arretrato

Di Giuseppe Bonaccorsi

Catania. Pace fatta tra l’assessore Ruggero Razza e il comitato scientifico? Sembrerebbe di sì tanto che a partire da oggi entrerà in vigore il provvedimento dell’assessorato per avviare la fase 2 negli ospedali. Con piccoli accorgimenti l’assessorato ha infatti diramato il provvedimento corretto che fissa determinati paletti per la riapertura di ambulatori, ma soprattutto per quanto riguarda i pazienti che giungono nei pronto soccorso, i ricoveri, gli interventi chirurgici in urgenza, i test diagnostici preliminari al ricovero, le degenze, i percorsi chirurgici, le prestazioni di ricovero ambulatoriali, le prestazioni in elezione, le prestazioni ambulatoriali, quelle ambulatoriali distrettuali e anche la gestione dei pazienti nelle strutture private accreditate.

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Nonostante le norme indicate si ha l’impressione che alla ripartenza bisognerà prevedere una fase di rodaggio che sarà caratterizzata da confusione e difficoltà logistiche perché appare evidente che tutti quei cittadini che in questi due mesi di chiusura per il Covid hanno dovuto convivere con una patologia adesso cercheranno al più presto di vedere soddisfatte le loro richieste di visita o interventi Ma le operazioni rinviate e le prestazioni ambulatoriali ancora in sospeso negli ospedali siciliani sono decine di migliaia. Per questo ogni ospedale si sta organizzando nel miglior modo. Al Cannizzaro di Catania hanno disposto prestazioni straordinarie degli ambulatori, al Policlinico si prevedono percorsi più snelli. Alla Dermatologia di un ospedale catanese un medico confessa di non capire come sarà possibile smaltire in poco tempo le migliaia di richieste di visita.

All’ospedale di Siracusa si stanno organizzando con il pre triage, ma il nodo più grosso sarà quello di gestire gli ambulatori e individuare delle aree decentrate. «Secondo me - spiega il dott. Nino Bucolo, primasrio di Ginecologia - gli ambulatori devono essere decentrati per evitare che un asintomatico possa accedervi all’interno. Ma facendo un adeguato screening all’entrata dell’ospedale si potrebbe ridurre il possibile contagio. Quindi servirebbero due banconi, uno per il pre triage e l’altro per l’autocertificazione. Solo a quel punto si potrebbe accedere all’ambulatorio. Sarà all’inizio un percorso farraginoso e la gestione del paziente non sarà affatto facile», conclude il medico.

Ma vediamo nel dettaglio cosa prevede il provvedimento dell’assessore Razza. Innanzitutto bisogna avere una adeguata gestione dei posti letto Covid e nel paragrafo dedicato si legge che «entro sette giorni con condiviso dal comitato tecnico scientifico, verranno indicati, dopo “site visit”, gli ospedali identificati».

Uno dei punti principali dell’operazione post Covid riguarda i pronto soccorso: «Il paziente che si presenta autonomamente nel Ps deve essere intercettato dal personale. Quello a basso rischio a seguito delpre triage accederà nell’area di ps. Il paziente ad alto rischio dovrà essere accompagnato in una stanza dedicata per i casi sospetti, con percorsi dedicati e separati dove il paziente attenderà l’esito del tampone» . «Qualora dovesse risultare Covid occorrerà procedere all’attivazione di percorsi Covid».

Nel caso di un paziente che richieda un intervento chirurgico in urgenza si dovrà eseguire immediatamente il tampone e attende il risultato in un’area dedicata ai sospetti. Se a causa di motivi clinici sia impossibile attendere l’esito del test ,dovrà essere gestito come un caso Covid.

Quanto alle degenze queste devono avvenire in modo che sia garantita l’adeguata areazione dei locali.

Tra i percorsi più importanti c’è quello delle prestazioni di ricovero e ambulatoriali. L’assessorato stabilisce che «L’ordine di priorità di ricovero segue l’ordine previsto dalle classi di priorità del Piano nazionale liste di attesa, tenendo conto dell’evoluzione del quadro clinico del paziente. «In particolare nei primi trenta giorni possono avere accesso alle cure non urgenti gli interventi rientranti nella classe A a partite dalla prima settimana, gli interventi B con priorità per quelli per i quali sono trascorsi i 60 giorni e infine gli interventi C e D prioritariamente a quelli programmati prima dei provvedimenti restrittivi.

Per quanto riguarda le prestazioni ambulatoriali «nei primi 30 giorni di ripresa deve avvenire anche per le classi: D - differibile - prioritariamente a quelle sospese nel periodo di vigenza dei provvedimenti restrittivi; P - programmate, che fossero state prenotate prima del blocco».

Il paziente che deve essere sottoposto a ricovero in elezione «deve essere invitato dall’operatore addetto alla prenotazione a limitare il più possibile i contatti sociali nei 15 giorni precedenti all’ingresso nella struttura».

Per le prestazioni ambulatoriali ospedaliere «il giorno prima della visita i pazienti devono essere chiamati (triage pre visita) per un breve questionario da allegare alla cartella.

Quanto alle prestazioni ambulatoriali distrettuali «Nelle prime fasi bisognerà dare priorità alle prestazioni di pazienti con patologie croniche o malattie rare».

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