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Salute

Coronavirus: Kyriakides, 'in Ue 6-7 vaccini grazie a lavoro comune'

Di Redazione

Bruxelles, 29 gen. (AdnKronos Salute) - L'Unione europea, unendo le forze dei 27 Paesi membri, è riuscita ad assicurarsi un portafoglio di "6, potenzialmente 7, vaccini" contro la Covid-19, per un totale "potenziale" di 2,3 miliardi di dosi, molte più di quelle che servono ad immunizzare la sua popolazione, cosa che le consentirà di aiutare anche altri Paesi.

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A ricordare la 'big picture', al di là dei problemi contingenti con AstraZeneca, è la commissaria europea alla Salute Stella Kyriakides, durante un seminario online organizzato stamani dalla Dg Sante a Bruxelles. "Abbiamo dimostrato - afferma la commissaria cipriota - che davanti a grandi avversità, con una preparazione attenta, duro lavoro e solidarietà possiamo fare grandi passi per affrontare questa pandemia. La strategia Ue sui vaccini è un modello di quello che la solidarietà europea può fare".

"Ci siamo assicurati - sottolinea - un portafoglio di 6, potenzialmente 7, vaccini, per oltre 2,3 mld di dosi potenziali. Non solo per l'Ue, ma da condividere con Covax e i nostri vicini. L'Europa non è un'isola e la pandemia non conosce confini: dobbiamo lavorare a livello globale. Abbiamo ora - continua Kyriakides - due vaccini sicuri ed efficaci", cioè Pfizer-BioNTech e Moderna, "e l'Ema sta ora esaminando la richiesta del terzo, quello di AstraZeneca. L'Ue sta portando il potenziale di questa solidarietà a un nuovo livello: i nostri Stati membri devono essere impegnati per questo, in modo da lavorare insieme". Alla Commissione, evidenzia la commissaria, "lavoriamo per una nuova era della salute in Europa: in questa pandemia abbiamo imparato molte lezioni dolorose, ma credo che abbiamo anche delle opportunità. E una di queste opportunità è costruire un'Europa più forte nel campo della salute", conclude la commissaria.

Per ora i contratti di preacquisto con produttori di vaccini contro la Covid-19 firmati dalla Commissione sono 6: AstraZeneca (400 milioni di dosi), Sanofi-Gsk (300 mln), Janssen di Johnson & Johnson (400 mln), BioNTech-Pfizer (300 mln di dosi, più altri 300 mln, in tutto 600 mln considerando anche i 100 mln opzionali del secondo contratto), CureVac (405 mln di dosi) e Moderna (160 mln di dosi). Sono stati inoltre conclusi i colloqui con un settimo produttore, Novavax, una compagnia biotech del Maryland (Usa) quotata al Nasdaq: il contratto dovrebbe prevedere l'acquisto di 100 mln di dosi, con l'opzione per altri 100 mln.

Nel portafoglio dei fornitori, le case farmaceutiche con la sede centrale in Ue sono tre: CureVac (Germania), BionTech (Germania) e Sanofi (Francia); due sono britanniche (Gsk e AstraZeneca), le altre tre sono statunitensi (4 con Novavax). Per ora sono stati autorizzati alla commercializzazione i vaccini di Pfizer-BioNTech (aziende rispettivamente con sede in Usa e Germania) e di Moderna (biotech Usa). Oggi l'Ema dovrebbe autorizzare quello di AstraZeneca (multinazionale britannica). Il prossimo dovrebbe essere quello di Janssen (Johnson & Johnson, multinazionale Usa), che ha il vantaggio di essere monodose, cosa che velocizzerebbe il processo di vaccinazione della popolazione.

Mentre i problemi nelle consegne di Pfizer-BioNTech, dovuti a lavori di potenziamento della capacità produttiva nello stabilimento di Puurs, in Belgio, sembrano in via di superamento, AstraZeneca ha annunciato un profondo taglio delle forniture all'Ue nel primo trimestre, da 80 a 31 mln di dosi, senza dare alcuna visibilità sul secondo trimestre. E' in corso un duro confronto con la casa britannica: oggi viene varato un meccanismo che consentirà agli Stati membri di bloccare le esportazioni dei vaccini prodotti in Ue.

I contratti di acquisto per ora sono secretati (è in parte noto quello siglato con Curevac, omissato), quindi i prezzi ufficialmente non sono noti. In realtà sono in parte pubblici grazie a un tweet, che risale a dicembre, della sottosegretaria belga Eva de Bleeker, che nella foga di una polemica su Twitter con i rivali dell'N-Va ha rotto il segreto chiesto dalle multinazionali e concesso dalla Commissione. La sottosegretaria ha poi cancellato ma il tweet, con tanto di tabella, è stato screenshottato e pubblicato da un quotidiano fiammingo.

Secondo la tabella pubblicata dalla De Bleeker, mai smentita dalla Commissione, il vaccino di Pfizer e BioNTech all'Ue costa agli Stati Ue 12 euro a dose (per il primo contratto da 300 mln di dosi), poco meno dei 18 dollari (circa 14,7 euro) a dose del vaccino di Moderna. Il vaccino Oxford/AstraZeneca è il più economico (1,78 euro a dose). Per CureVac sono 10 euro a dose, per Sanofi/Gsk sono 7,56 euro, per Johnson & Johnson 8,5 dollari a dose.

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