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Salute

Ecco come 'smascherate' le certificazioni inventate

Di Redazione

Milano, 12 feb. (Adnkronos Salute) - Sono un ricordo i giorni in cui per strada, nei locali, sui mezzi pubblici si incrociavano i sorrisi oltre agli sguardi. Quando ci si lascia alle spalle il portone di casa, ormai è la mascherina l'immancabile accessorio che copre naso e bocca. Prima difesa contro il coronavirus Sars-CoV-2 in tempi di pandemia. Ma come orientarsi nella giungla di proposte? Come scegliere quella giusta evitando rischiose fregature? "Orientarsi non è semplice", dicono gli addetti ai lavori che ne hanno messe alla prova centinaia. Le promesse che accompagnano il 'must have' dell'era Covid: lavaggi infiniti in lavatrice, prezzi stracciati, nanoparticelle, superpoteri scudo. Ma ecco una serie di regole d'oro che si possono seguire per ridurre il pericolo di acquisti avventati. A suggerirle sono gli esperti di un laboratorio che fa proprio questo: testare le qualità delle mascherine.

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Primo punto: non ci si improvvisa 'detective' della mascherina, spiegano all'Adnkronos Salute dal laboratorio torinese di Fonderia Mestieri, qualificato dall'ente accreditato italiano Eurofins Product Testing Italy. "Purtroppo non ci sono test fai-da-te che permettano di riconoscere le mascherine che funzionano male - chiarisce Marco Zangirolami, ex metrologo del Cnr e presidente di Fonderia Mestieri - Le documentazioni sono spesso farlocche e quindi non bastano".

L'esperto però offre una guida per orientarsi fra simboli, codici e riferimenti normativi: "Dividiamo i Dpi dalle maschere chirurgiche. I Dpi, parlando di marcatura, devono avere stampato sopra il marchio CE seguito dal numero dell'ente notificato che le ha approvate. Sono 4 cifre. Andate sul sito del sistema informativo 'Nando' (New Approach Notified and Designated Organisations), della Comunità Europea e cercate il 'body' che corrisponde al numero che avete trovato e vedrete per che cosa è abilitato a rilasciare la certificazione" l'ente in questione responsabile dell'approvazione delle mascherine. "Se compare un body non abilitato ai dispositivi di protezione per le vie respiratorie probabilmente la certificazione è falsa. In ogni caso vedete dove si trova l'organismo che le ha certificate, se in Italia o all'estero e dove. Non è una garanzia ma può aiutare".

Per le mascherine chirurgiche, DM (dispositivi medici), "la marcatura, non trattandosi di dispositivi ritenuti pericolosi per la vita, è in autocertificazione. Vale il solito discorso: c'è chi è onesto e chi un po' meno ma non saprei come aiutare a identificarlo. In ogni caso - avverte Zangirolami - Se trovate informazioni tipo il filtro è lavabile in lavatrice; dura fino a 200 ore; contiene nanoparticelle ammazzatutto; costa 20 centesimi; la usa anche il Papa perché è bianca - elenca l'esperto - ebbene prendete quella del Papa perché è l'informazione più credibile".

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