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Sant'Agata, inizia la festa: il cuore dei devoti batte nel segno della gratitudine
Le celebrazioni come segno di riconoscenza e devozione. L'edizione 2026 "osservata speciale" in vista dell'Unesco
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Grata alla sua Patrona per l’assenza di vittime durante la mareggiata causata dal ciclone Harry, Catania apre i festeggiamenti di Sant’Agata. Per questa edizione, l’arcivescovo Luigi Renna, ha rivolto ai fedeli un forte appello alla responsabilità personale e civica, ricordando che la festa non può ridursi a spettacolo o folclore, ma deve diventare occasione di crescita etica e spirituale.
Sant’Agata è indicata come modello di coerenza e trasparenza, soprattutto in un contesto sociale segnato da fragilità, povertà di valori e fenomeni di corruzione. Un messaggio rivolto in modo particolare ai giovani, chiamati a essere testimoni credibili attraverso lo studio, il rifiuto delle dipendenze, relazioni autentiche e l’impegno nel volontariato e nella cura della città.
Quest’anno la festa di Sant’Agata è osservata anche con una lente di ingrandimento particolare, in vista di un possibile inserimento nel Patrimonio culturale immateriale dell’Umanità dell’Unesco. In questo contesto si inserisce la presenza in città di Pier Luigi Petrillo, docente di Diritto Comparato all’Università Unitelma Sapienza e alla Luiss Guido Carli di Roma, la cui partecipazione rafforza il percorso di consapevolezza sul valore universale della festa agatina.
Tra le particolarità di questa edizione, il cerimoniale cittadino si aprirà oggi con la consegna della mazza d’argento al nuovo mazziere, Ezio Scerri. La cerimonia, coordinata dall’ufficio guidato da Giuseppe Blandini e Ivana Cianci, vedrà la partecipazione di 70 elementi della banda dei carabinieri provenienti da Roma e uno schieramento di valletti, vigili urbani e vigili del fuoco con il gonfalone del Comune, a simboleggiare la solennità e l’unità della città nel rispetto della tradizione.
Il programma delle celebrazioni prosegue con l’uscita delle storiche carrozze del Senato dal Palazzo degli Elefanti. A mezzogiorno, dalla chiesa di Sant’Agata alla Fornace, muove la solenne processione dell’Offerta della Cera, composta da autorità religiose, civili e militari, capitoli delle basiliche e delle collegiate, ordini cavallereschi, seminaristi e gonfaloni istituzionali. L’offerta della cera, segno di riconoscenza, promessa e supplica, accompagna il cammino fino all’arrivo in Cattedrale, dove il solenne Te Deum e la benedizione eucaristica segnano l’inizio ufficiale delle celebrazioni.
In serata non è previsto il tradizionale ricevimento organizzato dall’amministrazione cittadina a Palazzo degli Elefanti. Tutti i catanesi si ritroveranno invece in piazza Duomo per lo spettacolo pirotecnico della sera del 3 febbraio e per il concerto con il Coro Lirico Siciliano e i Fanciulli di Agata.
Domani, 4 febbraio, giorno del Giro Esterno, la Cattedrale aprirà le porte prima dell’alba per accogliere i fedeli in preghiera: la recita del Rosario. Dalla Porta Uzeda partirà la grande processione delle reliquie sull’argenteo Fercolo, che attraverserà i luoghi simbolo della storia e del martirio della Santa e i quartieri popolari.
Giovedì 5 febbraio, solennità di Sant’Agata Vergine e Martire, in mattinata le autorità cittadine parteciperanno al Pontificale in Cattedrale; nel pomeriggio le reliquie torneranno in processione attraversando via Etnea, piazza Cavour e via Caronda.
Sant’Agata torna a camminare accanto al suo popolo e la città, ancora una volta, si riconosce nel passo lento e solenne della sua Patrona, rinnovando un legame che attraversa i secoli e continua a dare senso al presente.