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Dallo stendardo di “Banana” alle “annacate”: tutte le tappe del “martirio” delle candelore

06 Febbraio 2026, 00:10

Dallo stendardo di “Banana” alle “annacate” Tutte le tappe del “martirio” delle candelore

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3 febbraio in via Etnea purtroppo apre il fascicolo delle ombre legate alla festa di Sant’Agata. E le candelore, meravigliose sculture in movimento che illuminano il percorso della Santa, diventano protagoniste di episodi che alcune volte sono finite anche nelle informative antimafia.

Il caso più recente è quello emerso nelle carte dell’operazione “Naumachia” che ha inferto un duro colpo al gruppo mafioso dei Nizza, frangia militare della famiglia Santapaola-Ercolano. Da quello che è messo nero su bianco dai carabinieri, nel corso dei festeggiamenti di Sant’Agata del 2022 sul cereo dei pescivendoli compare uno stendardo con scritto “Banana” che è il nomignolo di Giovanni Nizza, il boss che dal carcere riusciva a mandare direttive all’esterno. Il momento è immortalato anche dai social. L’anno dopo (2023) spunta un altro video con un bimbo legato alla famiglia Nizza seduto sopra la candelora dei pescivendoli. I nuovi vertici del cereo hanno replicato: «Quel nomignolo appartiene a una persona perbene e senza alcun problema giudiziario». Lo stendardo, quest’anno, non era presente.

Nel 2020 andò in scena la sfida di resistenza fra ortofrutticoli e pescivendoli. E ci furono anche dei provvedimenti da parte dell’allora presidente del Comitato dei Festeggiamenti Riccardo Tomasello. Ma i portatori hanno la memoria corta. La prova muscolare avvenne in pescheria, nella stretta via Pardo. I vincitori furono anche quella volta gli ortofrutticoli che si presentarono a piazza Duomo con una coppa.

L’anno prima gli ortofrutticoli erano stati protagonisti di un’altra vicenda. Una «ballata» il giorno dell’Ottava di Sant’Agata. I portatori avevano come “maestro d’orchestra” Gaetano Pellegrino “’u funciutu” - che sta scontando una condanna definitiva per associazione mafiosa al clan Mazzei “carcagnusi” - che in dialetto diceva «Ora balla». E il cereo danzava. Una presenza che non era passata inosservata e finita anche sui giornali. Gaetano Pellegrino è anche fratello del vice presidente vicario del consiglio comunale Riccardo (assolutamente estraneo alle vicende giudiziarie del fratello) che quest’anno ha voluto condividere con uno scatto la vittoria degli ortofrutticoli in via Etnea.

L’elenco dei precedenti non è finito. Nel 2017 la sfilata della Carozza del Senato partì in ritardo per un’accesa discussione fra i portatori della candelora del circolo Sant’Agata e quelli del villaggio Sant’Agata. Ci furono dei provvedimenti del Comitato anche in quell’occasione. E infine di candelore, sfide e scommesse hanno parlato diversi collaboratori di giustizia. Per i rappresentanti dei cerei tutte parole prive di qualsiasi fondamento. «Il folklore fa parte della storia della festa. Sono tradizioni di devozione». Sono le repliche di chi opera attorno al mondo delle candelore.