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Tiziana La Rosa: «Preghiamo Agata ma stiamo a casa»

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Tiziana La Rosa: «Preghiamo Agata ma stiamo a casa»

Di Redazione

«La fede è una luce che deve illuminare il fare quotidiano. Devoti, col sacco e senza sacco, mi appello a voi: rispettiamo tutti le restrizioni anti Covid e impegniamoci a vivere il rapporto con Sant’Agata, nei giorni della sua festa, in modo ancora più intimo. Preghiamo insieme, ma ciascuno da casa propria. Negli ospedali la sofferenza è tanta. Ogni giorno assisto a scene drammatiche, dai ritardi nell’esecuzione delle terapie alla mancanza di personale infermieristico… il paziente è ridotto a un numero. A rimetterci siamo anche noi, malati oncologici».

A lanciare il lungo appello ai “fedelissimi” di Sant’Agata è Tiziana La Rosa, devota anche lei alla Patrona.

Tiziana scopre di avere il primo tumore nel 2014. «La chemioterapia - racconta - aveva ridotto il mio corpo a una larva. Ho provato a reagire alla malattia, sorretta dall’amore di mio marito Peppe, di mia madre e mio fratello, ma pure ho compreso cosa significhi trascorrere buona parte della propria vita negli ospedali, da paziente». A peggiorare la situazione è la comparsa, nel 2019, di altre due metastasi, che hanno aumentato la frequenza di visite e terapie.

Sant’Agata, però, è stata per Tiziana come un faro. «Non ho mai indossato il sacco - dice - perché sono convinta che è possibile manifestare la fede anche senza. E, per motivi di salute, non ho mai potuto vivere la festa dal suo inizio alla fine. Però, ho sempre seguito il percorso della Santa in tv. Ero in preghiera con gli altri fedeli, anche se da dietro lo schermo di una tv. E “lei”, Sant’Agata, mi ha sempre riservato testimonianze di presenza. Come a dire “io ci sono”. Il primo lavoro l’ho ottenuto in prossimità dei “suoi” giorni; sono rimasta illesa per miracolo da un brutto incidente il 3 febbraio di un paio di anni fa; sono stata sottoposta al primo intervento qualche giorno prima delle celebrazioni in onore della Patrona. Insomma, Sant’Agata ha interceduto con il Signore per me, nonostante io non fossi mai stata una fedelissima della Festa. Ho chiesto di raccontare il mio rapporto con la fede, arrivando a più persone possibili e mi è stato concesso. Sono grata anche a Sant’Agata per questo».

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