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Stasera, al Teatro Antico di Taormina, andrà in scena “Cavalleria Rusticana”. Sicilian Comedi ospita la testimonianza di una delle protagoniste, Marianna Cappellani, che torna sul palcoscenico dopo uno stop dovuto alla nascita di sua figlia Michelina.

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di Marianna Cappellani

È una emozione grandissima per me interpretare al Teatro Antico di Taormina il ruolo di Santuzza in Cavalleria Rusticana di Mascagni e per questo ringrazio il Maestro Davide Dellisanti Direttore artistico del Taormina Opera Stars per avermi scelta. Amo quest’ opera e da siciliana far vivere questo personaggio di Verga con le sue molteplici sfaccettature è davvero interessante, perché Santuzza è passionale, remissiva, supplichevole, gelosa e vittima anche lei del senso di possesso nei confronti di Turiddu che la porterà suo malgrado a farlo uccidere da Alfio. Verga affronta un tema purtroppo ancora attualissimo dell’amore vissuto come possesso che sfocia nella tragedia. Con i miei colleghi è nata subito una grande intesa sia artistica che personale, così come con il direttore d’orchestra Mariano Patti. Turiddu sarà interpretato da Delfo Paone; Alfio da Giorgio Schipa (pronipote del grandissimo Tito Schipa) Lola da Sabrina Messina per la prima e Clelia Croce per la seconda recita che andrà in scena giorno 22 e Mamma Lucia da Michela Moroni. La regia è di Lino Privitera. Vorrei ringraziare il Presidente dell’Associazione Aldebaran Maurizio Gullotta e i suoi soci per la loro passione e il loro coraggio, la cultura ha bisogno di privati appassionati e coraggiosi. Spero che questo periodo così difficile per l’arte venga superato presto, abbiamo bisogno di nutrirci di bellezza soprattutto in un periodo storico come questo in cui stiamo conoscendo il lato più oscuro e brutto dell’animo umano. Invito tutti a nutrirsi di bellezza e l’arte, in qualsiasi forma essa si esprima, è bellezza. La lirica è una forma d’arte meravigliosa che sposa la recitazione, la musica, le scene, i costumi e racconta passioni ardenti, gelosie, battaglie, sogni ed illusioni, drammi e speranze, sconfitte e preghiere, l’uomo raccontato dalla musica, dal canto. Passiamo la vita ad allenarci costantemente, ogni giorno inseguendo la perfezione, ambendo alla beltà di quell’arte che è la musica. È una sfida continua con noi stessi per cercare di superare i nostri limiti, è una grande passione, tutto per far vivere grandi emozioni al pubblico ed è importante educare i giovani all’ascolto di questa meravigliosa arte nata in Italia

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