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La Contessa del Siero, il Duca del Pil, Marco Vinci de Le Occhiale Grosse e la Mondanità dopo la Fase 2

Sicilian Comedi

La Contessa del Siero, il Duca del Pil, Marco Vinci de Le Occhiale Grosse e la Mondanità dopo la Fase 2

Sicilian Comedi Il blog di Ottavio Cappellani

In questo primo wcnet della Fase 2 ha fatto molto discutere il post su facebook di un volto noto della movida siciliana, che si buttava nella movida quando ancora si chiamava “pomeriggio gggggiovani”, post nel quale il volto noto (adesso non è che si riconosce molto perché ha l’occhiale no grosso, di più) invitava tutti gli amici a pigliarsi l’aperitivo (a ccu st’aperitivo v’hana tagghiari i manuzzi) in un locale alla moda troppo uippis. Che giustamente ci hanno detto: “alla tua età ancora ‘ste minchiate?”.
Il volto noto, di cui facciamo solo le iniziali (M. come Marco, V. come Vinci) si è poi difeso con un post che, sinceramente, non l’ha capito nessuno. Però questa rubrichetta, che ha una sua vocazione alla minchiata, se lo chiede: che fine farà la cronaca mondana quest’estate?
Intanto possiamo darvi conto di una festicciola tenutasi in una tenuta baronale, nella quale tutti rispettavano le regole. La baronessina Vira Loga del Tampone si è appartata soltanto coi congiunti, che erano una dozzina, ma essendo congiunti tutti muti. Poi la contessa Maria del Siero ci ha sgraffiato la faccia alla baronessina Vira, ma a distanza, con la canna, che ci ha fatto anche una brutta figura perché dieci minuti prima aveva detto “non la toccherei manco con la canna”. Il Duca Grafico del Pil (da non confondere col Grafico del Depil, che è una casata a se stante) si è presentato con una mascherina di pelo di vergine tibetana, a uso pashmina, col buco in centro per sucarsi il mohito. Nel dancefloor ballavano ognuno a otto metri di distanza, ma lo stesso facevano finta di stricarsi tutti secchisi anche perché si erano sanificati il naso con la polverina igienizzante.
Appartati, un gruppo di imprenditori siciliani che ce la fanno troppo forte, grazie alle mazzette (in soldi, e in polverina sanificante), parlavano preoccupati in cerchio della ripresa economica. Soltanto che, per rispettare le regole, il cerchio era di dieci metri e si parlavano col megafono, e tutti hanno sentito chi pippava, chi si prendeva il viagra e chi dava le mazzette a chi.
Al buffet le polpette te le lanciavano con la fionda. Record di polpette ingurgitate una imprenditrice con le meches soprannominata Gola Profonda. Tutte le imprenditrici erano affamate di cultura, dice che non potevano più stare senza cultura, dice che non vedevano l’ora che riprendevano gli eventi di cultura, che uno che passava (a due metri di distanza, con la mascherina) si è giustamente domandato: ma per cultura cosa intendono?
“La vogliono intappata”, ha risposto un altro, che però si stava riferendo alla bocca (non in quel senso, maliziosi) negli stabilimenti balneari: dice che si può sostituire la mascherina con la maschera e il boccaglio, però non te li devi togliere mai.
Insomma, a giudicare da questa festa, sarà un’estate come un’altra: tutti con la bocca intappata, tutti a litigarsi i congiunti, tutti sanificati con la polverina, e tutti a dirsi l’un l’altro: “Non ti toccherei manco con la canna”, che poi invece si toccano, uh se si toccano.

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