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Michele, il palermitano che ha preso per la gola gli inglesi

Ventottenne, ha puntato sullo street food dell'Isola e creato "The Good Rice": cucina in casa e vende i prodotti con il passaparola e i social

Michele, il palermitano che ha preso per la gola gli inglesi

Per lui sono stati ovviamente dei cosiddetti “banchi di prova”, fino a quando dopo avere conosciuto una ragazza italiana, Chiara Amendola di Levico Terme ma genitori napoletani, ha deciso di “saltare il fosso” e di mettersi in proprio, realizzando un suo sogno. In pochi mesi ha creato il “The good rice” il “Riso buono”. Lui non ha un ristorante, non ha un locale tutto suo, come quelli che si vedono per strada con tanto d'insegna. Michele dopo tanti sacrifici ha affittato un appartamento a Walthamstow sulla Victoria Line, precisamente vicino a Blackhorse Road Station e la sua cucina di casa è diventato il suo posto di lavoro. Produce tutti prodotti made in Sicily, tipici dello street food “mordi e fuggi”.

Nel suo menù che viene diffuso attraverso il passaparola e i social, ci sono le arancine, le panelle, la rosticceria tipica siciliana con i calzoni fritti, lo sfincione palermitano, le pizze al taglio per poi passare anche agli anelletti al forno, alla pasta con i “broccoli arriminati”. E poi la regina dei dolci: la cassata, ed ancora cannoli.

Ormai ha preso per la gola gli inglesi che, come lui stesso dichiara non «non avendo tempo per fare un pranzo come si deve, mangiano di tutto. Mangiano per strada correndo».

«Il mio menù comprende l’arancina “accarne”, “abburro”, alla parmigiana, alla Trapanese, alla nutella, agli spinaci. Poi preparo anche tante pizze rustiche e non può mancare la pasticceria siciliana: cassata tradizionale, cassata al forno, buccellati, cannoli e torte siciliane ed italiane. Mi sono cimentato anche con il pandoro e il panettone. Gli inglesi amano sempre più i nostri dolci e la crema di ricotta.

The Good Rice, tipycal Sicilian, è nato nel luglio scorso e in poche settimane ha riscosso e sta riscuotendo tanto successo. Michele viene dalla gavetta. Non ha fatto scuola alberghiera (ha il diploma di liceo scientifico), non ha fatto master corsi di cucina. Ma solo tanto studio e altrettanta passione per i “fornelli”.

«Ho letto tante riviste di cucina che invadono oggi il mio soggiorno di casa. E poi tanta pratica. Mi hanno portato da autodidatta a conoscere dalla A alla Z tutti i segreti della cucina siciliana. S’impara ogni giorno ed è proprio questo il bello della vita. Non fermarsi mai ad apprendere nuovi orizzonti, ma non solo in cucina. E’ valido per ogni cosa nella vita».

I suoi clienti variano dai 25 anni ai 65-70 anni. «Non solo inglesi - aggiunge Michele - tra i miei clienti ci sono anche tanti italiani emigrati. Tanti miei coetanei che hanno la possibilità di mangiare del buon cibo. Ma ho anche tante collaborazioni. Proprio oggi (ieri per chi scrive, ndr) ho fatto provare le mie arancine al proprietario di un locale inglese il quale ha già firmato un contratto per la fornitura di rosticceria tipica palermitana. Io di solito ogni giorno in media produco da 50 a 100 arancine ai vari gusti. Il prezzo? Appena 3,50 sterline. Agli inglesi non sembra affatto caro».

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commenti 1
  • Mirko

    31 Dicembre 2017 - 12:12

    In bocca al lupo caro Michele. Fatti valere!!!

    Rispondi

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