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Un profilo lavorativo ad hoc per la neofita etnea giunta in California

Giuliana Di Giorgi, 24enne assunta da soli tre mesi in un colosso delle intermediazioni immobiliari di lusso, "insegna"ai suoi capi in azienda i trucchi del digital marketing

Un profilo lavorativo ad hoc per la neofita etnea giunta in California

In perfetto stile californiano, è un uragano di entusiasmo che vuole trasmettere ai suoi coetanei e ai siciliani in generale. La catanese Giuliana Di Giorgi, 24 anni appena compiuti, laurea triennale in Economia e management all'Università Bocconi di Milano e laurea specialistica - conseguita in inglese - in management con un focus nel settore del lusso, del fashion e delle industrie creative alla Luiss Guido Carli di Roma, è entrata perfettamente nello spirito americano del darsi da fare, approfittando di una fiducia che, negli Usa, al contrario che in Italia, viene ampiamente concessa ai giovani.

«Durante il triennio universitario a Milano - racconta - ho partecipato a uno scambio negli Usa, a San Diego, dove ho realizzato quanto fosse diverso il sistema istruzione americano rispetto a quello italiano e dove mi sono innamorata di un mondo completamente nuovo». Esperienza estera, questa volta a Buenos Aires, in Sudamerica («Volevo imparare una terza lingua»), ripetuta anche durante il biennio degli studi della laurea magistrale. «Quindi - sottolinea - un background un po’ particolare: Questo perché ho una voglia instancabile di imparare, di vedere cosa c’è nel mondo per poi implementarlo all'interno del mio mondo. Questa ragione mi ha spinto a fare sempre nuove esperienze all'estero, a rapportarmi con persone da tutto il mondo. Esperienze all'estero assolutamente formative, di crescita e di apprendimento».

Dopo la specialistica, un attimo di stasi per capire cosa fare della propria vita: «Avrei potuto facilmente trovare un lavoro in Italia dove mi hanno chiamato alcune aziende. Ma ho preferito sedermi un attimo e capire cosa volessi fare della mia vita. E, dato che oggi in questo mondo ci sono tantissime nuove opportunità scaturite dal mondo digitale, ho cercato una soluzione che facesse per me e si allineasse con la piega che il mondo sta prendendo adesso». Seguono così alcuni mesi di invio di curriculum negli Usa «fino a quando, data la mia perseveranza e determinazione, ho trovato in California, e precisamente a Laguna Beach, una opportunità all'interno del colosso tedesco nel settore delle intermediazioni immobiliari di lusso Engel & Völkers, presente peraltro anche a Catania».

In California, però, alla giovane Giuliana Di Giorgi è stata data l’opportunità di fare un lavoro completamente nuovo e innovativo. «Dato che ho fatto la tesi sul digital marketing e su come il marketing digitale abbia creato nuove opportunità di lavoro, la mia attuale managing broker, piuttosto che inserirmi all'interno di una matrice aziendale, ha creato un ruolo tutto nuovo cucito apposta per me all'interno dell’azienda». Un aspetto che fa già notare la differenza tra il modo di gestire un’azienda in Italia e il modo di gestirla in America: «Così oggi io mi occupo di digital marketing, che è la nuova frontiera del marketing, e che sostanzialmente sta rivoluzionando il modo di fare business, perché non è più solamente complementare all'attività di vendita ma sta diventando quasi l’attività di vendita stessa. Io mi occupo quindi di creare e implementare una strategia digitale che aiuti la mia azienda ad avere un maggiore riconoscimento nel territorio e, di conseguenza, a incrementare le vendite».

Nulla a che vedere con le semplici vendite online degli immobili: «Si tratta di creare una vera e propria immagine del brand Engel & Völkers Laguna Beach di cui faccio parte, tramite quella che io definisco una sorta di conversazione con il cliente: noi non stiamo solo lanciando al cliente informazioni sui nostri listini, sulle nostre case di grande pregio, ma stiamo dando consigli su cosa fare e vedere a Laguna Beach, consigli di design o su quali siano le strategie più efficaci per ottenere un prestito se si è un millennial. Sto, cioè, cercando di costruire un’immagine del brand, come se il brand stesso diventasse una persona». E, come tale, accompagnasse i potenziali acquirenti in tutti i passaggi possibili, al di là della vendita in sé e per sé, con un vero e proprio servizio di consierge: «Una rivoluzione social - in un settore antico (l’età media degli agenti immobiliari è sui 55 anni) - che diventa parte integrante del brand e che sto guidando, allineando l’immagine del nostro brand all'interno dei 22 shops facenti parte del nostro franchising negli Usa».

Un’attività nuova, messa in mano a una 24enne che lavora da soli 3 mesi in azienda: «Un lavoro molto bello, totalmente nuovo e che soprattutto si può applicare in tanti altri settori». Una rivoluzione affidata a una 24enne appena arrivata in azienda: «Mi danno così tanta fiducia e si rendono talmente conto di quanto queste strategie stanno funzionando, che la mia manager mi porta alle riunioni e mi fa parlare ai meeting». Una ennesima conferma della fiducia che l’America concede ai giovani al contrario dell’Italia: «Esatto, qua c’è tanta fiducia nei giovani, viene tanto apprezzato il darsi da fare, l’attivarsi senza che qualcuno te lo dica. Io posso gestirmi il tempo come voglio e questo mi dà modo di essere creativa e di mettere a frutto i miei studi e quello che so fare». Il prossimo step, per questa vulcanica catanese, è «creare partnership con altre aziende del lusso, come ad esempio Ferrari, per collaborare tra di noi».

Una giovane con le idee chiare anche sul suo futuro, che oggi non vede proiettato in California, ma in Italia, se non addirittura nell'amata Catania: «Il mio obiettivo personale è diventare indipendente professionalmente e crearmi un lavoro che ruoti attorno alle strategie moderne, cioè al digital marketing e all’e-commerce. Questo perché io sono molto legata a Catania e alla Sicilia e non voglio restare tutta la vita in California che, per quanto bella possa essere, non è mai casa. Voglio crearmi un lavoro che mi dia la possibilità di gestire da remoto i miei affari, continuando nel contempo a viaggiare. Il mio prossimo passo è quindi creare un mio business che sia basato sul mondo digitale: ora sto mettendo le basi per questo, ed è il motivo per cui sono tanto entusiasta del mio attuale lavoro. Ciò che faccio oggi non è dunque fine a sé stesso, ma è parte di quello che voglio fare in futuro: sto imparando le strategie digitali per poi metterle in pratica in qualcosa di mio. E oggi è veramente possibile, perché ho visto altre persone farlo, perché in America lo fanno tutti. Vorrei che tutti, anche in Italia, ci rendessimo conto di quello che sta succedendo nel mondo e, se abbiamo un sogno, lo inseguissimo».

Della Sicilia, dove vuole tornare, a Giuliana Di Giorgi «manca da morire la mia famiglia e il cibo: qui non ci sono gli arancini, la pasta alla norma, la tavola calda, le granite, ma soprattutto non ho il contatto diretto con la mia famiglia». Di contro, però, alla giovane che ha assorbito la voglia di mettersi in gioco americana, «non manca il lamentarsi sempre del siciliano, il vedere sempre cosa manca: vorrei invece invitare le persone che hanno un problema a cercare di risolverlo. Molti giovani oggi dicono: “Non c’è lavoro”. Sì, è vero che ci sono poche opportunità, però se si è un minimo creativi secondo me le opportunità arriveranno. Non mi manca quindi il lamentarsi sempre del siciliano».

Certo, Giuliana è ben consapevole che in America c’è una mentalità che permette di esprimersi e portarsi avanti più facilmente e questo «avvantaggia molto. Io spero però che in breve anche l’Italia si metta alla pari. Ho tanti amici che mi dicono: “Voglio venire in America, voglio fare questo e quell'altro”. Però, poi, effettivamente quanti davvero lo fanno? Perché si tratta comunque di un passo sicuramente difficile». E tra le maggiori difficoltà incontrate, la giovane catanese inserisce il fatto che «in America c’è un modo diverso di vivere l’amicizia e la famiglia, quindi trovo difficile interagire con persone che hanno valori diversi da quelli che mi sono stati fortunatamente impartiti. Qui c’è una cultura molto individualista, in cui si va avanti per sé stessi e basta: invece a me piace avere anche l’appoggio degli amici e dei familiari». A pareggiare però la situazione, la soddisfazione, «dopo così poco tempo, di partecipare a riunioni con alcuni degli esponenti più importanti in azienda e di avere conquistato la fiducia dei manager aziendali».

A conferma, per l’ennesima volta, della capacità degli italiani di farsi apprezzare all'estero, anche grazie alla validità degli studi italiani. «Credo che il sistema universitario italiano impartisca un tipo di educazione molto più teorica, ma con basi più solide, rispetto a quella americana molto più pratica ma più ristretta. Secondo me, il mix vincente è studiare in Italia ma allo stesso tempo fare esperienze all'estero che danno quell'elemento pratico che da noi manca. Direi quindi che il sistema italiano quanto a educazione non mi ha deluso». Peccato, però, che poi tanti cervelli fuggano.… «Secondo me, si dovrebbe dare più fiducia ai giovani, garantendo loro la possibilità di mettersi in gioco, di rischiare un po’ di più. In Italia, invece, il contesto lavorativo è molto statico: bisognerebbe spronare i giovani a fare di più, a trovare nuove soluzioni e clienti, dando loro la possibilità di mettersi in gioco. E anche un po’ di meritocrazia in più non guasterebbe». Ecco che così ai suoi coetanei la giovane Giuliana non può che dare un consiglio tutto in stile americano: «Io sono una sognatrice, ma una sognatrice che cerca di realizzare i suoi sogni. Voglio spronare le persone a essere ambiziose, a provare, a mettersi in gioco, oggi, subito. Non bisogna aspettare sempre l’occasione migliore: hai un desiderio, vuoi realizzare qualcosa? Vai, cosa ti ferma? Persegui i tuoi obiettivi».

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