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Denise, la biologa calatina che vuole debellare la leucemia infantile

Ha lasciato la sua terra per frequentare la facoltà di Scienze biomediche nel Regno Unito dove ha anche ricevuto un premio per la migliore tesi di laurea

Denise, la biologa calatina che vuole debellare la leucemia infantile

La Sicilia nel cuore. Pluridecorata nel Regno Unito (migliore laureata dell’anno alla Brunel University), lavorerà a Londra per scoprire l’antidoto a una rara forma di leucemia infantile. Denise Ragusa, 24 anni, di Caltagirone, ha il grande sogno di dare un concreto contributo alla ricerca per concorrere a salvare tante giovanissime vite, ma anche di dedicarsi alla medicina personalizzata, «che è la nuova, vera frontiera della medicina, l’unica capace di tenere conto delle peculiarità del malato e di approntare, così, le cure più specifiche ed efficaci».

Ma conserva un forte rapporto con la sua terra: «A Caltagirone - racconta - ci sono i miei genitori (il fratello più piccolo l’ha raggiunta a Londra, ndc), ci sono i vecchi amici, i luoghi della mia infanzia e adolescenza. I ricordi più belli della mia vita, i rapporti umani più “veri”. E della mia città d’origine mi manca anche il cibo, soprattutto le “cassatelle”, quei dolci tipici alla ricotta dal sapore ineguagliabile».

Il padre di Denise, Giacomo, è caltagironese Doc, funzionario all’Enel; la madre, Jaana Tirkkonen, è finlandese ma da quasi 30 anni vive a Caltagirone, impiegata nell’ex Consorzio Asi alla zona industriale. Denise Ragusa tuttavia sa di essere cittadina del mondo e che il suo futuro è altrove.

Nel maggio del 2017, in visita di ricerca alla sezione di Biologia animale del dipartimento di Scienze biologiche, geologiche e ambientali dell’università di Catania per contribuire a un progetto sulle anomalie del cromosoma 7 in pazienti affetti da leucemia, stupì tutti: ai dottorandi che si interrogavano su quale lingua usare per parlare con lei, rappresentante dell’autorevolissima Brunel University di Londra, rispose candidamente: «L’italiano ma, se volete, anche il siciliano».

La sorpresa degli ascoltatori venne “bissata” quando, nel luglio dello stesso anno, Denise Ragusa intervenne a Firenze, all’XI conferenza internazionale di citogenetica: quella ragazza che, in inglese fluente, discettava con competenza di fronte a una platea di prim’ordine, indossava sì la “casacca” della prestigiosissima università del Regno Unito, ma era italiana. Anzi, siciliana di Caltagirone. Metafora di una nazione e di una regione i cui giovani migliori sono spesso costretti a valicare i confini per mostrare tutto il proprio talento.

L’anno della consacrazione, per la giovane, è stato però il 2018, con la laurea in Scienze biomediche ottenuta un mese fa col voto più alto fra 150 laureati e una serie di riconoscimenti significativi, fra i quali quello per la migliore tesi di laurea conferitole dalla Royal Society of Biology, che le consentirà di partecipare, nella primavera del 2019, alla cerimonia di premiazione dei migliori accademici e ricercatori che si terrà a Westminster, nella sede del Parlamento britannico.

In pochi anni la sua vita ha subìto un’autentica rivoluzione: sino a 19 anni era “solo” una brillante studentessa del liceo linguistico “Bonaventura Secusio” di Caltagirone («Di cui - afferma - conservo splendidi ricordi e che mi ha dato una solida preparazione»), centista al diploma nel 2013.

Poi il grande salto: «Durante la scuola - racconta Denise - avevo fatto una bella esperienza di scambio culturale in un paese della Finlandia, maturando l’idea di frequentare l’università fuori dall’Italia, per confrontarmi con altre realtà. Londra, dove ero andata per tre mesi per acquisire un attestato accademico di lingua inglese, mi ha folgorato. Da ciò la scelta della Brunel e l’iscrizione al corso di Scienze biomediche».

Alla Brunel Denise si mette presto in mostra e nel gennaio del 2015 diventa Ambasciatrice degli studenti, partecipando a eventi, presentazioni al pubblico e apparizioni nelle brochure universitarie, interviste telefoniche e online per promuovere la facoltà di Biomedicina.

Ma la svolta è datata settembre 2016, quando Denise viene selezionata per un tirocinio che sancisce l’avvio della sua carriera di ricercatrice: quello nel Laboratorio di ricerca leucemie e cromosomi con la dottoressa Sabrina Tosi, anche lei di origini italiane. Da allora è stata una continua “escalation”, con numerose pubblicazioni e, nel giugno del 2017, il tirocinio con la Vertex Pharmaceuticals.

Il resto è storia recente, con i premi legati alla laurea, compresi il “Gold Award” per le attività extracurriculari conferitole dal Professional Development Centre della Brunel University, il “Top Student Award” per avere conseguito la media più alta negli esami e il “Trevor Slater Prizd”, per essersi contraddistinta, quale migliore studente dell’anno, in risultati accademici e non. Senza dimenticare l’“University Prize for Life Sciences”, attribuitole dal rettore del collegio.

E adesso per Denise Ragusa si profilano tre anni di dottorato, alla Brunel, finanziato dalla stessa università e da Kidscan, un’organizzazione no profit per la ricerca sui tumori infantili: si occuperà di generare un modello cellulare di un raro tipo di leucemia infantile utilizzando la nuova tecnica di editing genetico Crispr/Cas9. L’obiettivo è poterlo studiare nel dettaglio in laboratorio per trovare una cura adeguata.

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