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La prima volta di Tea Falco regista: «Ho raccontato il senso della vita grazie ai siciliani»

L’autrice, catanese, ha girato in lungo e in largo l’Isola e alla fine ha scelto i 20 personaggi più rappresentativi. Il suo “Ceci n’est pas un cannolo” è un film documentario creativo-antropologico

La prima volta di Tea Falco regista: «Ho raccontato il senso della vita grazie ai siciliani»

Tea Falco

Anteprime oggi a Palermo e domani, 14 ottobre, nella sua città, Catania, per Tea Falco regista di “Ceci n’est pas un cannolo” film documentario creativo-antropologico che in prima nazionale è stato presentato lo scorso giugno al BiografilmFestival di Bologna.

Mangiato il frutto del peccato, Adamo ed Eva si ritrovano in una cava di marmo in Sicilia. Lui chiede a lei una pera, ma lei sostiene di avere una mela: fra i due un eterno litigio. Con approccio dissacrante la Falco passa da un personaggio all’altro, ciascuno più assurdo del precedente: adolescenti ed ex detenuti, scienziati e parcheggiatori abusivi, filosofi e transessuali diventano maschere al limite del grottesco. L’amore dell’autrice per la Sicilia (e per i suoi simboli, come i cannoli) viene esaltato al ritmo di canzoni popolari.

Il film è stato prodotto per Cinedance da Isabella Arnaud, catanese anche lei («Ho deciso di realizzare l’opera prima di Tea Falco ancor prima di capire di cosa trattasse, perché conoscevo la sua arte e il suo pensiero, il suo punto di vista originale» afferma). Estroso e divertente il film vede all’esordio dietro la macchina da presa l’attrice lanciata nel cinema da Bertolucci con “Io e te” (anche se Tea aveva già lavorato ne “I Vicerè” di Faenza). Partecipano alla produzione Sky Arte HD, Furculiza e Redstring in collaborazione con Rt Studio e Lorenzo Mieli , supporto della Regione Siciliana - Ufficio Speciale per il cinema e l'audiovisivo, patrocinio della Roma Lazio Film Commission.

Prima proiezione oggi a Palermo (Teatro Garibaldi, ore 19,30) presenti la Falco e la produttrice Isabella Arnaud nell’ambito del Festival Sky Arte: programma vario e nutrito spalmato in due giornate in diverse sedi della città. Fra gli ospiti l’attrice Isabella Ragonese, il cantautore Brunori, Ambra Angiolini, Oliviero Toscani, Massimo Cotto, Rodrigo D’Erasmo, Gioacchino Lanza Tomasi). Domani alle 18,30 al Centro Zo di Catania, altra anteprima del film con la Falco e la Arnaud presenti. Il film è stato girato nelle cave di Custonaci, a Ortigia, Isola delle Femmine, quartieri popolari e case borghesi di Catania, lungomare di Acitrezza, teatrino dei pupi di Mimmo Cuticchio a Palermo.

Felice di presentare “Ceci n’est pas un cannolo” ai siciliani cui è dedicato Tea Falco dice: «Volevo mostrare la nostra anima. Penso che non si debba mai generalizzare con i cliché sulla Sicilia come terra di mafiosi. Ogni posto del mondo ha la propria mafia. C'è la gente corrotta e ci sono gli angeli buoni. Attraverso i siciliani volevo raccontare il senso della vita per me. Lo spiego attraverso la fisica quantistica. È un po’ la spiegazione di Dio, dove Dio siamo noi tutti. Ovviamente è il mio punto di vista. Questo è o non è un cannolo? Ceci n'est pas un cannolo». La Falco ha scelto i suoi protagonisti girando a lungo per l’isola e fermando persone per strada. Alla fine ha trovato 20 personaggi che rappresentano la sua idea di Sicilia: un panettiere, una venditrice ambulante, due fisici quantistici, uno stalliere, un cuoco, l'ultimo lustrascarpe, una madre e una figlia, un anziano che dispensa consigli ai giovani, un latin lover... «Tutti ci parlano della Sicilia perché loro sono la Sicilia».

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