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Dopo schianto aereo Damiano vuole tornare in Africa: «Mi sento "miracolato", anche se non sono credente»

Il giovane medico catanese è sopravvissuto (tre in tutto i superstiti) all'incidente aereo avvenuto in Sud Sudan lo scorso 9 settembre. Il ricordo di quel terribile momento

Dopo schianto aereo Damiano vuole tornare in Africa: «Non sono credente ma mi sento "miracolato"»

Damiano Cantone

ROMA - «Sono andato in Africa per salvare vite umane e invece sono stato io ad essere salvato. Anche per questo motivo non vedo l’ora di tornare in Africa con gli amici del Cuamm». Così il giovane medico Damiano Cantone ha raccontato per la prima volta ai microfoni di Tv2000, la sua esperienza di sopravvissuto al tragico schianto aereo dello scorso 9 settembre nel lago di Yirol in Sud Sudan, incidente che ha provocato la morte di 20 persone. Cantone, 32 anni, di Catania è tra i tre passeggeri superstiti. Era partito dall’Italia per prestare servizio con i medici del Cuamm, la prima organizzazione non governativa sanitaria italiana per la promozione e la tutela della salute delle popolazioni africane.


Nella lunga intervista video, che sarà trasmessa integralmente stasera su Tv2000 nello speciale del Tg2000 alle 20.40, Cantone ricorda i momenti drammatici del salvataggio, quando tre giovanissimi pescatori locali lo hanno avvistato e portato in salvo su una canoa fino a riva, dove poi è stato trasferito in ospedale. Il medico ha riportato gravi fratture e ferite ma ora è potuto tornare a casa e entro qualche settimana sarà in grado di riprendere a camminare come prima. «Mi sento sicuramente un miracolato, nel senso lato del termine - ha confidato Cantone -. Subito dopo l’incidente non riuscivo a camminare e dalle radiografie successive sono emerse delle fratture vertebrali importanti. Per un pelo sono riuscito a conservare sia la mobilità sia la sensibilità. Non sono credente ma dopo questo episodio mi viene da credere che ci sia qualcosa che in qualche modo detta legge sui nostri eventi». «Grazie allo staff sanitario del Cuamm - ha concluso Cantone - non mi sono mai sentito solo. Per questo non vedo l’ora di tornare là con loro». 

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