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Allevatrici e casàre, la tenacia e il coraggio delle "pastoresse" di Sicilia

Hanno rotto un cliché ed hanno invaso un mondo fino ad oggi ritenuto maschile e soprattutto patriarcale. Sono le donne pastore, donne che hanno scelto un mestiere difficile in un contesto ancora più difficile come quello degli allevamenti e della pastorizia in Sicilia. Mentre nel resto d'Italia l'immagine delle "pastoresse" ha preso piede, in Sicilia è ancora un tabù fare questo lavoro e lo testimoniano due donne pastore che ci hanno raccontato il loro quotidiano, fatto di impegno, di sacrificio, ma anche di "ostacoli" da parte di un ambiente che non accetta l'idea di una donna pastora, allevatrice, casàra. Rossella Calascibetta a Monreale e Asia Scorpo a Sortino sono state due delle donne che coraggiosamente si sono esposte per denunciare i loro problemi. Altre pastore hanno preferito non parlare pubblicamente. Loro chiedono solo di poter lavorare in pace, portando avanti un sogno costruito consapevolmente. Le loro - un destino spesso comune alle donne-pastore - sono state scelte radicali. Hanno cambiato vita e deciso "altro" per il loro futuro: Rossella Calascibetta, di abbandonare la filosofia per dedicarsi alle sue capre e al lavoro di casàra, Asia Scorpo, di coronare il suo sogno di bambina allevare animali di piccola taglia e vivere in un terreno tutto suo.

Un impegno, come ha sottolineato il prof. Salvatore Bordonaro, associato di di Zootecncia generale e miglioramento genetico dell'Università di Catania, che significa salvaguardia dei territori: "Queste donne sono custodi di territori e tradizioni, sono veramente delle eroine che lottano ogni giorno in zone difficili, malgrado le difficoltà".           

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