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Lorenzo ed Helga: i campioni italiani degli Oscar delle nozze

Di Maria Ausilia Boemi

Linguaglossa (Catania) - Lorenzo Fiorito (44 anni) e la 46enne Helga Cascio, coniugi di Linguaglossa e genitori di un figlio alle soglie dei 14 anni, sono i wedding planner n.1 in Italia: a Torino all’Italian Wedding Awards, la notte degli Oscar dei matrimoni, hanno infatti sbaragliato la concorrenza con la loro agenzia “Noi due wedding”. Un risultato per loro inaspettato, visto che in Sicilia questa figura non è particolarmente diffusa e che, fino a 8 anni fa, nella loro precedente vita, facevano tutt’altro: Lorenzo, geometra figlio di commercianti (la mamma aveva un atelier di abiti da sposa), «appassionato sin da ragazzino di design e indirizzato dalla madre nel settore bomboniere, articoli da regalo, oggetti per la casa», a lungo a Linguaglossa ha avuto un negozio di articoli da regalo, specializzato poi in liste nozze (un pioniere in quel settore). Helga, avvocato per 6 anni, conosceva invece «il mondo delle nozze solo all’epilogo dei divorzi: ma non era un lavoro per me perché, pur trovandomi benissimo con i colleghi di studio, quello non è un lavoro creativo», mentre lei condivideva col marito «la passione del bello, soprattutto fuori dai canoni, che osa e anticipa le mode».

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«Circa 8 anni fa - racconta Lorenzo - mia moglie mi ha suggerito di seguire un corso a Milano sulla figura emergente del wedding planner e da lì abbiamo iniziato a capire come funziona questo lavoro e ripuntato su una nuova attività. Ma non è un lavoro da svolgere da soli e così ho detto a mia moglie che o questa attività la facevamo assieme oppure non mi ci sarei dedicato neanche io». Una sorta di “ricatto” che ha portato l’insoddisfatta Helga a lanciarsi in un salto nel buio. Che si è rivelato una scommessa vincente. Dall’invito alla location, dal catering all’allestimento, dal fotografo alla bomboniera, gli sposi vengono accompagnati in ogni step da Lorenzo e Helga. Ma non solo gli sposi: «Organizziamo anche altri eventi. Ma per eventi importanti - sottolinea Helga - non intendo quelli con limousine e abito da principessa, ma quelli di persone che ci tengono alla cura della sala, al fatto che ci sia un ordine in ciò che avverrà nel corso della serata: e i registi di tutto siamo noi».

Una scelta difficile all’inizio: «Assolutamente - spiega Helga - anche perché qui in Sicilia siamo 20 anni indietro per quanto riguarda questa figura. Mentre all’estero il wedding planner è una figura professionalmente riconosciuta e al Nord Italia i colleghi sono ben organizzati e hanno uno studio di settore, noi non abbiamo neanche il contratto, che è atipico perché come categoria non esistiamo. Noi facciamo quindi contratti di agenzia, ma la figura del weeding planner è ancora vaga. Inoltre cerchiamo di avere maestranze interne in quanto, essendo artisti, dobbiamo stupire i nostri clienti mentre invece avevamo problemi con fornitori standardizzati». Ecco che così le coppie che arrivano da Lorenzo ed Helga trovano un team interno - oltre agli esterni (fotografo, flower design, catering o megaparty di fiducia, agenzie di transfert, B&B e alberghi) - solitamente formato da 4-5 persone: il grafico laureato in digital marketing, una persona che si occupa del reparto bomboniere, un magazziniere, una ragazza esperta di letture della chiesa («uno dei momenti più complicati per le coppie»). «Il livello delle nostre coppie - sottolinea Helga - è culturalmente alto, quindi è normale che chiedano la perfezione: e questo ci gratifica. In media stiamo 8 mesi-un anno dietro a una coppia. E le spose, che entrano nel periodo pre-ansia negli 8 mesi precedenti le nozze, hanno bisogno di me: una figura di fiducia, che le fa sentire confortate e che sanno le guiderà bene. Per me la coppia viene infatti prima del lato economico, anche perché conosco il ritorno, in termini di pubblicità, che ne avrò dopo».

Coccole agli sposi che attraggono soprattutto gli stranieri: «Sono loro il 70% dei nostri sposi - spiega Lorenzo -. Su ciò è nato un canale di destination wedding con cui diamo informazioni sulla Sicilia. Voglio che queste persone ripartano dall’Isola con un ricordo che faccia loro parlare benissimo della Sicilia, perché noi amiamo questa terra e ci teniamo tantissimo a mostrare il meglio che abbiamo». Il giorno delle nozze resta ancora oggi un evento per il quale spendere, a volte anche più delle proprie possibilità: «Oggi si celebrano matrimoni che possono costare anche 150-200mila euro - racconta Helga -. E la gente li spende. Purtroppo capita anche che la gente si indebiti e questo mi dispiace. A noi per fortuna non è mai successo. Io spero sempre che i soldi li spenda chi può spenderli». «A volte, però - concorda Lorenzo - vediamo che è più difficile fare spendere soldi a chi li ha piuttosto che a chi non li ha, perché chi non li ha pur di apparire fa qualsiasi cosa». «Noi non siamo economici (i nostri prezzi partono dai 6.000 euro in su), e non voglio esserlo - sottolinea Helga - perché offro un servizio di lusso, quindi chi arriva da me si concede un vezzo in più».

E adesso il riconoscimento a livello nazionale all’Italian Wedding Awards: «Si tratta di un premio che riguarda tutte le regioni e le maestranze del matrimonio - spiega Helga -. Le coppie dovevano mandare referenze e su questo sapevo di giocare forte. Sappiamo infatti, dal punto di vista umano, di avere un modo completamente diverso di lavorare rispetto ai nostri competitor del Nord: noi siciliani mettiamo l’anima in ciò che facciamo, mentre loro si mantengono molto freddi e professionali. I colleghi del Nord spesso non conoscono neanche la coppia, ci lavorano tramite email o Skype. Io invece delle nostre coppie so tutto, diventiamo parte della famiglia, restiamo amici anche dopo le nozze: non potrei fare questo lavoro senza metterci il cuore, avrei continuato piuttosto a fare l’avvocato. Tornando al concorso, pensavamo che ogni regione avesse alla fine un vincitore». Invece, si trattava di un premio a livello nazionale per ciascuna categoria: «E noi abbiamo vinto a livello nazionale per la categoria wedding planner - racconta Helga -. Una cosa che mi rende felice non tanto per me, ma perché rappresento la Sicilia, una terra bistrattata e additata come mafia, lupara e gente cattiva. Invece non è così, quindi per me è un orgoglio». L’unica nostalgia della vita precedente, per Helga, «sono i miei colleghi di studio: loro mi mancano. Ma non ho rimpianti, perché quello che faccio ora lo faccio veramente con amore: per me non è più un lavoro, ormai è diventata la nostra vita». Anche per Lorenzo nessun rimpianto, piuttosto la consapevolezza che «la mia attività precedente mi è servita a crescere, a formarmi per dare più professionalità ai nostri clienti».

Un’attività non facile, «in una Sicilia - che seppure molto amata da Helga - è approssimativa: da noi la precisione non esiste. E le coppie, soprattutto le nostre, vogliono la precisione: il che, soprattutto quando lavoriamo con gli stranieri, diventa una tragedia». Di contro, tante soddisfazioni, soprattutto umane: «Le mie soddisfazioni - sottolinea - sono ricevere le foto dei bambini delle coppie che abbiamo seguito. Nasco con gli abiti da sposa e continuo con le ecografie e le nascite, perché riesco ad entrare col cuore dentro le coppie. Noi entriamo nelle famiglie e ciò significa che loro si fidano ciecamente di noi. Per me soddisfazione più grande non ce n’è». Consigli ai giovani? Helga non ha dubbi: «Prima di tutto studiare, diventare autonomi, indipendenti, liberi. Poi, se si trova anche un compagno, ben venga. Soprattutto per le donne». Un buon consiglio, considerato che, come sottolinea Lorenzo, «le nostre coppie (più di 100 matrimoni in 8 anni) sono a basso contenuto di divorzi». E per il futuro? «Vorrei matrimoni che ci dessero più respiro, consentendoci maggiore libertà». Sapendo che l’ingrediente principale del successo dei wedding planner linguaglossesi (con sede anche a Catania) «è l’empatia - sottolinea Helga -. A ogni matrimonio piango lacrime di gioia, perché sono momenti che vivo come se fossero miei».

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