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Sabrina Fresta: «La libreria è diventata un luogo del cuore»

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Sabrina Fresta: «La libreria è diventata un luogo del cuore»

Di Monica Cartia

Siracusa - La fase 2 è già partita. La voglia di rimettersi in gioco e garantire la sicurezza dei lettori è la priorità più importante. Nonostante continuino le restrizioni per contenere i contagi ed evitare un nuovo picco del covid-19, dobbiamo iniziare a convivere con lo sconosciuto nemico. La città sente la mancanza di tante attività, prima fra tutte quelle culturali. Continua il nostro viaggio alla scoperta delle librerie di Siracusa. L’anima de “La libreria dei ragazzi” è Sabrina Fresta che accoglie un pubblico speciale ovvero i bambini e gli adolescenti.

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Dopo qualche giorno dalla chiusura della libreria, ha postato su fb lo smarrimento e la nostalgia per i suoi lettori. Quali sono stati i suoi pensieri?

«Inizialmente mi sono sentita spiazzata. Già da una settimana avevo sospeso le lezioni di inglese, le letture animate e i laboratori che si svolgono settimanalmente in libreria, ma non mi aspettavo che la chiusura fosse così immediata. Subito dopo, però, mi sono resa conto che era l’unica alternativa percorribile in un momento di estrema urgenza, per salvaguardare la mia salute e quella della mia clientela. Da anni trascorro in libreria tre quarti della mia giornata e, anche quando non sono impegnata lì, una buona parte delle mie energie è dedicata ad essa, a nuovi progetti da realizzare, a cataloghi da studiare per proporre le ultime novità ai miei piccoli clienti. Chi mi conosce lo sa bene: la libreria è, per me, come una “figlia”».

La sua libreria ha come clienti i piccoli lettori. Come hanno affrontato la chiusura? Ha ricevuto messaggi?

«In queste settimane i messaggi di stima e affetto non mi sono mai mancati, sia da parte degli adulti che, soprattutto, da parte dei miei piccoli clienti. Anche se a distanza, ho sentito tutto il loro calore e ciò è stato una spinta fortissima per affrontare questo tempo “sospeso”. Due messaggi, in particolare, mi hanno colpito. Uno è stato quello di una mamma, sentitamente grata perché per coloro che hanno bambini piccoli non è semplice spiegare che bisogna stare chiusi in casa e, dopo aver inventato tutto il possibile per distrarli e intrattenerli, l’opportunità di avere un nuovo libro da leggere è stato “come una passeggiata in bici, una boccata di ossigeno, una giornata al mare, una sgambettata al parco”. L’altro messaggio, invece, che mi ha fatto parecchio sorridere, raccontava di due miei piccoli clienti che giocavano immaginando di trovarsi in libreria: la sorella impersonava me, con tanto di telefono ed agenda su cui segnare i laboratori, mentre il fratellino era l’unico malcapitato utente del laboratorio appena organizzato».

Le è mancato il suo lavoro e il contatto con i ragazzi?

«Sì. Ho sofferto la mancanza del mio lavoro. Questa è stata, indubbiamente, la difficoltà più grande. Con la necessaria sospensione, ho raccolto le idee e riorganizzato le mie giornate, cercando di non trascurare la mia quotidiana attività. Ho quasi subito attivato canali alternativi per restare in contatto con i miei piccoli clienti, trovando così un buon modo per affrontare meglio il periodo. Pertanto è nata l’idea di realizzare dei brevi filmati in cui, ogni giorno, leggevo loro una storia. Si è creato un appuntamento fisso sulla mia pagina Facebook: un momento atteso per tenerci compagnia, anche a distanza. Credo sia stato un bene reciproco».

Quali sono i libri che hanno chiesto i clienti più affezionati?

«Per i più piccoli ho ricevuto tante richieste di testi di prescrittura e precalcolo. Per i lettori più grandi libri d’avventura, gialli, fantasy ed Harry Potter, sempre richiestissimo».

Per i librai la fase 2 è iniziata in anticipo. È stata felice di riaprire?

«Considero realmente i libri un bene di prima necessità, soprattutto in settimane come queste dove non sono possibili altre forme di “evasione”, quindi ne sono stata felicissima».

La libreria non è un supermercato dove entri, compri ed esci. È un luogo in cui si sta del tempo e si cerca e si tocca tutto. Come si è organizzata?

«In libreria ho affisso diversi avvisi in cui raccomando di entrare uno per volta e muniti di guanti e mascherine e sto riscontrando il massimo rispetto di tali precauzioni. Parallelamente continuo con il servizio di consegna a domicilio e, soprattutto, faccio un aggiornamento quotidiano delle mie pagine social. Mi sta a cuore continuare a coltivare quanto più possibile il rapporto umano con i miei clienti. E, se per il momento, non c’è modo di farlo compiutamente in libreria, trovo nei social uno strumento quanto mai utile».

Da quando ha riaperto, ha più vendite?

«Dopo l’ovvio azzeramento delle vendite nella fase di chiusura iniziale, c’è stata una piccola ripresa con il servizio di consegna a domicilio che ho potuto successivamente attivare. Dalla riapertura ho avuto modo sia di ritrovare i clienti più affezionati che hanno fatto scorte, sia di sperimentare la sorpresa di qualche nuovo cliente».

La sua libreria è anche un luogo di corsi per bambini e incontri. Come vivono i clienti e lei questo tempo sospeso?

«Abbiamo tutti un forte desiderio di poter ripartire con le attività. La mia libreria è diventata un “luogo del cuore” per tanti lettori e non vedo l’ora che possa tornare ad essere animata. “Se riesci a far innamorare i bambini di un libro, o due o tre, cominceranno a pensare che leggere è un divertimento. Così forse, da grandi, diventeranno dei lettori. E leggere è uno dei piaceri e uno degli strumenti più grandi della nostra vita”. In questa frase di Roald Dahl c’è tutto il senso del mio lavoro».

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