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Etna, nel Giardino dei Visionari sboccia la tribù

Di Giorgia Lodato

Catania - «La musica è la nostra preghiera, la dancefloor il luogo sacro, Giardino Dei Visionari la tua tribù». È questo il mantra attorno a cui ruota il progetto Giardino dei Visionari, nato nel 2016 da quattro brillanti menti. I tre catanesi che formano gli Etna, ovvero Jamy e Luca Caruso, fratelli di 33 e 28 anni, e il 32enne Francesco Coco, conosciuto come Parallel, fratello spirituale dei Caruso, e la trentenne Dafne Maio, designer originaria di Formia. In quattro anni il progetto nato a Milano si attesta nel panorama musicale italiano ed internazionale, definendo con forza la propria cifra stilistica e conquistando, evento dopo evento, i più importanti club di Tokyo, Milano, Berlino, Londra, Roma. Fino ad arrivare, finalmente, anche a Catania, dove sbarcherà presto.

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Ma andiamo con ordine. Chi sono gli Etna? E come nasce il Giardino dei Visionari?

«Anni fa, dopo un dj set che abbiamo fatto in Sicilia, abbiamo deciso di salire sull’Etna per vedere l’eruzione – spiegano – erano le 5 del mattino, eravamo scontenti di come andavano le cose e ci siamo ritrovati a parlare delle nostre esperienze e di cosa ci passava per la testa». Così, cullati dai boati dell’Etna, nasce l’idea di non fare più nient’altro che non avesse a che fare con la musica. All’estero era ancora troppo difficile, ma Milano sembrava la meta giusta per realizzare il sogno in comune. Ed ecco che il giorno dopo il trio siciliano, che da quella notte prende il nome di Etna, approda nella capitale meneghina. Squattrinati, impreparati, si sono messi a cercare subito locali in cui fare dj set e hanno cominciato a studiare da autodidatti tutti i campi, dalla musica alla comunicazione. Nei locali sperimentano un po’ di tutto, passando musicalmente da un lato all’altro del continente e facendosi conoscere per lo stile berlinese da club mixato con l’allegria dei beat sudamericani, transitando per il funk africano e la psichedelia. Piano piano si creano il loro giro, grazie anche alle feste private organizzate nel loro loft milanese, sempre più frequentate. Il salto di qualità lo fanno quando iniziano a produrre musica per l’artista Universal Music Joan Thiele - una delle sue canzoni è diventata colonna sonora di Èlite, nota serie tv di Netflix - conquistando nuovi contatti e ricevendo inviti da programmi televisivi e feste di moda, tra cui Lampoon, Yves Saint Laurent, Quelli che il calcio e i più grandi festival italiani.

Da lì un successo dopo l’altro. Gli Etna collaborano e sonorizzano commercials ed eventi dei più grandi marchi di moda (Yves Saint Laurent, Vogue, Nike, Twinset, L’Officiel, Rolling Stones, Fendi, Timberland, H&M), producono le basi per i concorrenti X Factor Italia 2017 e 2018, suonano nei palchi di tutto il mondo, affermandosi in parallelo anche come djs nei club delle capitali Europee. Nessuno, insomma, resta immune dal sound degli Etna e dal loro modo di autoprodurre i suoni - canti, campane, suoni della strada e della natura -, che i ragazzi registrano autonomamente con strumenti improvvisati per poi trasformarli in un sound che mescola l’elettronica alla musica etnica, i canti africani e le percussioni dell’Asia alle drum machines e ai sintetizzatori. Tra le esperienze milanesi la più riuscita è sicuramente quella del Giardino dei Visionari, format cangiante ricco di contenuti: dalle mostre alle street performances, dai retro games con maxischermo alle installazioni video mapping, dai danzatori agli sputafuoco e ai cartomanti, passando per live concerts, dj sets, reading ed eventi culturali.

«Nel 2016 – raccontano - mentre lavoravamo come Etna Music, abbiamo conosciuto Ugo Fava, gestore del bar del giardino del Museo della Triennale, che ha assecondato il nostro bisogno di far conoscere il nostro genere musicale e il nostro modo di intendere la musica. Per noi fare musica è creare una connessione forte con chi ascolta e vuole ballare, un vero e proprio rituale, come dei moderni sciamani che portano il pubblico in un viaggio spirituale». Il format prende vita una sera, durante una cena con Dafne Maio, dj che cura la parte grafica e gli allestimenti, i catanesi Luca Condorelli e Salvo Done, che si occupano di visual, e Giulia Asaro, addetta alla fotografia. «Abbiamo fatto una ricerca per scoprire qualcosa sul giardino e la prima foto che usciva era la fontana di De Chirico, visionario dell’arte nel mondo». Poche parole, qualche connessione, e il gioco è fatto. Aperitivo in versione picnic, yoga, videogiochi, esperienze sensoriali, musica, live, mercatini, esposizioni, free painting, truccatrici. La location è itinerante, dalla Triennale il Giardino viene coinvolto in molti eventi della Milano Design Week, al party segreto di Fred Perry, al live degli Zen Circus organizzato da Nastro Azzurro, alla Rotonda della Besana, al Rooftop Visionair – ristorante da loro gestito -, al Teatro Principe, al Plastic, all’Apollo, al Garage Galassia. Fino ad arrivare a Londra, Berlino, Bali, Tokyo, Indonesia, Taormina.

Un party – diventato in seguito anche agenzia di comunicazione - che ha avuto il piacere di vedere passare dalla sua dance floor vip come Chiara Scelsi, Biagio Antonacci, Maurizio Cattelan, Andro dei Negramaro, Achille Lauro, Carl Brave, Venerus, Mahmood, Marco Mengoni, Marco D’Amore, Anastasio, Clizia Incorvaia, Gaia Gozzi, Francesco Sarcina, Tormento e tanti altri artisti della scena main e indie. E che oggi arriva, finalmente, anche a Catania. «Stiamo cercando di portare tutto quello che abbiamo fatto e visto nella nostra città, in una delle location più belle di tutta la Sicilia e che si adatta al nostro format, essendo immersa nella natura». L’evento sarà totalmente eco sostenibile e plastic free e il ritmo dell’elettronica tribale - o ethno (fusione tra techno ed Etna) – avvolgerà la location siciliana per trasportare dentro la tribù il pubblico stanco dei soliti eventi e delle solite serate e desideroso di un party coinvolgente e all’avanguardia.

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