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Le creazioni innovative di Zuffanti pluripremiate nella Grande Mela

Un architetto catanese a New York

Le creazioni innovative di Zuffanti pluripremiate nella Grande Mela

Laurea in Architettura e tesi sperimentale su “Riqualificazione urbana di Fatou”, fanno presto di Giorgio Zuffanti (foto) un architetto siciliano promettente nel campo del design che si è già proposto alla ribalta internazionale. Dapprima approda in terra cinese e assume l’incarico di Senior Project Designer presso la sedi di Pechino e Shanghai nello Studio Area 17, firmando progetti commerciali, residenziali e di retail per importanti brand internazionali, curandone anche la progettazione degli arredi. Ma per Giorgio Zuffanti la Cina è solo una buona opportunità da cogliere al volo; ben presto, infatti, il network di relazioni costruite negli anni, gli stimoli professionali e il talento gli danno l’opportunità di entrare in contatto con i responsabili dello studio Doban Architecture di Brooklyn (NY), noto per i numerosi premi internazionali conseguiti nell’ambito di architettura e design. Altra grandissima emozione che condivide con la moglie Edvige (che a dispetto del nome è catanese doc); è tempo di organizzare un trasloco alla volta della Grande Mela.

Il background internazionale e la capacità artistica insieme a una curiosità frizzante e poliedrica consentono a Zuffanti di iniziare una collaborazione con l’azienda di arredi Think Fabricate, con cui crea la serie “Dialogue”, una composizione di tavolo e panche, che ha debuttato all’ultima Fiera del Design di Brooklyn conseguendo la nomination per il Best of Year Awards 2016, prestigioso riconoscimento a cui gli addetti ai lavori aspirano. «Quando mi è stato proposto il progetto - afferma - ho deciso di abbracciarlo complessivamente, a partire dalla progettazione dello stand; ho giocato con la forma dell’esagono, filo conduttore della linea e utilizzato materiali come il legno ed il feltro». Dal progetto all'opera il passo è breve: la scelta dei materiali è ricaduta su legno di noce e acero americano, con un elegante intaglio in ottone che caratterizzano tavoli e panche, prodotti poi a Brooklyn. Ogni creazione presentata racchiude un’anima ben definita: «Lo spirito del tavolo e delle panche - racconta l’architetto - è quello di avvicinare le persone-commensali, lì sedute non solo per consumare un pasto ma anche e soprattutto per scambiare idee, parole, pensieri in modo vivace, in tutt’uno con il corpo in legno armonioso e fonte di energia».

Nel frattempo arriva un importante riconoscimento: la nomina a rappresentante della Sezione Architettura e Design per i Giovani professionisti della Camera di Commercio di Brooklyn. I giovani e il successo, un binomio non sempre vincente in Italia e soprattutto in Sicilia: «E’ una terra unica per cultura e arte - racconta con un velo di nostalgia - di cui mi pregio di essere figlio ma è sorda dinnanzi alle nostre esigenze e aspirazioni; ogni riconoscimento ottenuto riesce a compensare la lontananza dalla mia città».

Un portfolio clienti sempre più consistente all’interno del quale si leggono anche 30 Locust Avenue e 387 Hueguenot: nel primo caso si tratta di un building destinato agli studenti del Monroe College, cliente top dello studio che ha seguito tutti i progetti nello Stato di New York e a Saint Lucia (Caraibi). «Un gioco di volumi - racconta l’architetto - racchiuderà 94 innovative costruzioni modulari in legno, installate direttamente in cantiere. I materiali e le forme scelte sono a basso impatto ambientale, come tutti i progetti che il mio studio elabora e gli arredi, sia interni che esterni, sono progettati su misura». Tra le note distintive a firma Zuffanti, la pensilina esterna, un gioco di legno e acciaio che incorpora una seduta esterna per gli studenti. La tecnica delle costruzioni modulari in legno caratterizza anche la costruzione dell’edificio a sei piani e 60 appartamenti nella città di New Rochelle, a poca distanza da Ny City: «La scelta dei materiali di rivestimento guarda al contemporaneo con un gioco di esagoni e luci creato nella facciata, che intensifica l’effetto artistico del palazzo. E poi, un’installazione, il cui schizzo nacque durante una breve parentesi in Sicilia, ispirato da una goduriosa granita con panna». Non una semplice costruzione residenziale ma un ambiente multiuso: «Ho previsto grandi spazi adibiti ad uso commerciale e un importante galleria d'arte, luogo di incontro e di cultura».

A New York quel che sorprende è «l’energia, la vitalità e la capacita di esprimersi liberamente».

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