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Il pm Longo la accusava, il giudice l'assolve
Fiera del Sud, carte al procuratore di Siracusa
 

"Il fatto non sussiste": assolta Calà, imprenditrice accusata di truffa e falsità in scrittura privata. Atti su Frontino, Venezia e "altri eventuali soggetti indagabili" trasmessi ai pm 

Il pm Longo la accusava, il giudice l'assolveFiera del Sud, carte al procuratore di Siracusa 

Il giudice monocratico del tribunale di Catania, Giuseppina Montuori, ha pronunciato sentenza di assoluzione nei confronti di Salvina Giovanna Calà, catanese, di 38 anni, perché il fatto non sussiste.
La donna era accusata di truffa e di falsità in scrittura privata.
 
Secondo quanto sostenuto dall'accusa, rappresentata dall'allora pm Giancarlo Longo, l'imputata, in qualità di legale rappresentante legale della Mvm Holding srl, il 5 gennaio 2013, aveva sottoscritto con Davide Venezia, legale rappresentante della Codaf srl, un contratto di subappalto con oggetto "la progettazione dei dettagli costruttivi e prestazionali dei componenti, il completamento di tutta l'impiantistica (…) impianti elettrici interni ed esterni, speciali di climatizzazione, antincendio, completamento impianti tecnologici e antincendio con collaudo del centro commerciale Fiera del sud" per un importo di un milione 850mila euro.
 
Calà avrebbe alterato con firma apocrifa e falsa scrittura 14 titoli cambiari emessi dalla Codaf srl e intestati alla Mvm Holding e un assegno da 300mila euro.
 
La difesa, rappresentata dal professor Angelo Pennisi, ha depositato una convincente memoria. Nel documento l'avvocato ha sostenuto che "non è ipotizzabile alcuna truffa proprio per la evidente mancanza di qualsiasi artifizio o raggiro posto in essere dalla scrivente in rappresentanza di Mvm. Ma, ancor prima, sono insussistenti gli inadempimenti contrattuali contestati e i conseguenti danni da essi scaturiti essendo stati tutti i titoli consegnati in pagamento dei debiti maturati e, dunque, legittimamente girati e scambiati. Semmai, al contrario, si è verificato il tentativo di Codaf, Emmea e Rgd (del gruppo Frontino) di ottenere tutta una serie di prestazioni rimanendo impunemente insolventi attraverso l'uso di una serie di subdole e fraudolente operazioni che apparentemente avrebbero dovuto dimostrare una condizione di inadempienza delle società subappaltatrici".
 
Merita attenzione il dispositivo della sentenza del giudice Montuori. Che ha trasmesso al procuratore di Siracusa gli atti relativi a Daniela Frontino (manager siracusana), di Davide Venezia (indagato e arrestato nell'inchiesta sul "Sistema Siracusa") e di "altri eventuali soggetti indagabili". Circostanza piuttosto insolita, il giudice ha condannato la parte civile del processo (Venezia) a liquidare le spese processuali, per un totale di 34,761,92 euro, sostenute dall'imputata.

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