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Musica pezzo per vescovo di Noto, ora dice: «Lui non mi paga»

Antonio Cospito, un consacrato della famiglia Dehoniana di Cuneo, aveva accettato di musicare il pezzo "Indimenticabile sei" scritto da mons. Antonio Staglianò. Dalla diocesi di Noto è già partita una diffida per il musicista

Musica pezzo per vescovo di Noto, ora dice: «Lui non mi paga»

Da sinistra Antonio Cospito, mons. Antonio Staglianò

SIRACUSA - Ha accettato di musicare e arrangiare il brano «Indimenticabile Sei» scritto dal vescovo di Noto, mons. Antonio Staglianò, ma, dice ora, «non sono mai stato pagato». Antonio Cospito, dehoniano orante (consacrato della famiglia Dehoniana), residente a Cuneo, aveva sin da subito rinunciato agli eventuali ricavi del brano: «Ogni ricavato dell’opera musicale "Indimenticabile Sei" era stato stabilito con il vescovo sarebbe stato interamente versato all’Elemosineria Apostolica di Papa Francesco - spiega Cospito - Ma io ho coinvolto dei musicisti, abbiamo registrato il brano in uno studio in Liguria. Abbiamo avuto dei costi a cui il vescovo aveva assicurato avrebbe fatto fronte».


Staglianò, 58 anni, calabrese, ordinario di teologia sistematica, autore di numerose pubblicazioni su fede e teologia, ma anche di poesie e decaloghi molto spesso rivolti a temi sociali, è un appassionato di musica. Ha cantato durante le sue omelie canzoni di Noemi e Mengoni e con la chitarra al collo ha suonato e cantato in diverse occasioni. «Lui adesso - spiega Cospito - ha presentato il brano anche in trasmissioni televisive nazionali ma non mi ha più pagato e non mi risponde al telefono. Al contrario ho ricevuto una lettera del suo avvocato».

E dalla Diocesi di Noto è già partita una diffida nei confronti di Antonio Cospito anche se il vescovo preferisce non rilasciare alcuna dichiarazione. «Il vescovo - spiega don Fortunato Di Noto, Vicario episcopale dell’ufficio fragilità e disagio sociale - è stato contattato da questa persona e si è fidato. E quando gli è stato proposto di destinare il ricavato alla carità del Papa non ha esitato. Poi però questa persona ha cominciato a gestire la comunicazione inerente questo brano in maniera del tutto autonoma. Allora lo abbiamo diffidato a non utilizzare più il nome del vescovo». Nessuna somma era stata pattuita? «Assolutamente no.- risponde - Il vescovo non ha mai preso nessun accordo economico con questa persona. Purtroppo in buona fede si è fidato e questo è stato il risultato».

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commenti 2
  • ASTOLFO

    15 Giugno 2018 - 07:07

    Due "credenti" militanti che non si fidano reciprocamente e si combattono con gli avvocati dimostrano che amare il prossimo è così complicato (e forse impossibile!) che nemmeno chi dovrebbe farlo per mestiere e vocazione ci riesce. Mescolare fede, soldi e canzonette, con contorno di avvocati, crea un tale pasticcio, sgradevole e indigeribile, che chi ne ha il potere e il dovere avrebbe l'obbligo di biasimare, se il cristianesimo fosse ancora una cosa seria. Ma lo è?

    Rispondi

  • ASTOLFO

    18 Giugno 2018 - 10:10

    Non bastava ancora la suora cantante. Hanno scambiato San Pietro con Sanremo! Ridicoli.

    Rispondi

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