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Siracusa

Polemica Lukoil, Salvini: «Non faccio il passacarte»

Di Massimiliano Torneo

Siracusa - «Non faccio il passacarte tra ambasciatori e prefetti. Con tutto il rispetto per i primi, parlo con i prefetti per le ragioni dell'ordine e della sicurezza pubblica, non per fare gli interessi di qualcuno». Ha risposto così, il ministro dell'interno Matteo Salvini, riguardo alla polemica dell'ordinanza antisciopero del prefetto Luigi Pizzi che ha tenuto banco nei giorni scorsi. Nessuna cortesia alla Lukoil, dunque, secondo quanto ha dichiarato il vicepremier Salvini. La polemica da Siracusa aveva attraversato lo Stivale e oltre. Una lettera dell'ambasciatore russo in Italia, indirizzata a Salvini, in cui si chiedeva la salvaguardia degli interessi Lukoil in provincia di Siracusa, minati dai blocchi dei lavoratori, innescava dubbi sull'origine di una ordinanza anti assembramenti già contestata dai sindacati.

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Ieri in occasione della sua visita a Siracusa, la risposta a La Sicilia: «Non faccio favori - ha detto Salvini -. Ascolto le legittime richieste di tutti, che vengono girate ai ministeri competenti, ma non decido di certo chi possa manifestare o meno. Ogni prefetto agisce come pensa sia legittimo nell'interesse pubblico». Questo nell'incontro con la stampa davanti la sede della Capitaneria alle 19. Poi il vicepremier ha incontrato il prefetto nel palazzo dell'ufficio territoriale di governo in piazza Archimede, raggiunta in Apecar bianco. Infine al tempio d'Apollo gremito, che oltre a simpatizzanti e curiosi, ha ospitato un centinaio di rumorose "magliette rosse" contestatrici. Dal palco ha risposto più volte a tono ai contestatori: «Qui non ci sono fascisti ma italiani orgogliosi di essere italiani». E a chi nel pomeriggio ha esposto striscioni pro migranti con la frase «questa è una casa che accoglie» ha detto più o meno «li accolgano a casa loro».

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