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Siracusa

Incendio a Vendicari, sindaco di Noto: «Troppe fiamme dolose»

Di Carmela Marino

Noto (Siracusa) - «Ho seguito passo dopo passo le operazioni di spegnimento dell’incendio divampato ieri pomeriggio nell’Oasi Naturale di Vendicari e siamo tutt'ora in contatto con il Corpo Forestale e l’Azienda Forestale Demaniale per la ricognizione dei danni. Oltre al canneto, l’Oasi risulta comunque fortunatamente indenne, fermo restando l'approfondimento dei danni provocati alle speci e animali. Da un pò di tempo a questa parte, però, si stanno verificando incendi che non sono altro che azioni dolose nei confronti del nostro territorio e delle nostre bellezze. Ultimo quello di Vendicari ieri, ma nei giorni scorsi abbiamo registrato quelli in zona Cavagrande e in zona Cava Tortorone». Lo dice il sindaco di Noto Corrado Bonfanti all’indomani dell’incendio scoppiato tra il Pantano Piccolo e il Pantano Grande di Vendicari, in piena riserva naturale, chiedendo la massima attenzione sulla vicenda e aprendo a tutte le possibili strade che portano L’incendio, che ha mandato in fiamme alcuni chilometri quadrati di canneto nella striscia costiera tra Vendicari e Calamosche, è stato domato in circa 6 ore.

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"Adesso è tempo che tutte le forze in campo, politiche, dell’ordine e associazioni di volontariato, facciamo squadra - aggiunge - Non è una causalità l’incendio, ma una vera e propria dichiarazione di guerra su cui nessuno può tirarsi indietro. In attesa di tutto ciò, non ci resta che leccarci le ferite ed essere grati ai Vigili del Fuoco, al Corpo Forestale ed alle squadre antincendio intervenute ieri con velocità per spegnere le fiamme e limitare i danni". 

«La riserva di Vendicari è un patrimonio storico, culturale e ambientale di valore inestimabile che va tutelato in tutte le stagioni con rafforzamento dei controlli». Lo afferma Coldiretti Sicilia sull'incendio di ieri nell’area naturalistica protetta che, segnala l’associazione, «rappresenta l’ennesimo pericolosissimo campanello d’allarme stagionale di una delle piaghe siciliane più gravi: i roghi dolosi». Secondo Coldiretti Sicilia «bisogna avviare un’intensa campagna che prevenga un’altra estate di fiamme» e «costituire una rete capillare di controllo e intervento del territorio coinvolgendo anche gli agricoltori». «Nell’estate del 2020 - sottolinea Coldiretti Sicilia - furono incendiati boschi centenari impoverendo intere e aree con altissimi rischio geologico. Avviare subito un potenziamento dei controlli significa tutelare tutto il territorio» (AN

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