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Sogip: la partecipata acese accessibile a tutti

Il direttore Messina: «L'acqua non è un bene illimitato quindi bisogna operare all'insegna del risparmio»

Di Redazione

«La raccomandazione che facciamo sempre a tutti è che l’acqua non è un bene illimitato e, quindi, occorre agire all’insegna del risparmio. Quando sprechiamo l’acqua, non facciamo altro che abbassare il livello delle fonti di approvvigionamento, con un quantitativo maggiore di energia elettrica per gli emungimenti dai pozzi. A ciò consegue un’incidenza superiore di fonti di inquinamento. Dunque, è un discorso circolare e virtuoso quello che ha come protagonista un cittadino pronto a risparmiare l’acqua nella consapevolezza di un rispetto dell’ambiente». A parlare è il direttore generale della Sogip di Acireale, Salvatore Messina, che fin dal 2003, anno della costituzione societaria, ha determinato le condizioni affinché Acireale potesse dotarsi di una struttura operativa fiore all’occhiello dell’hinterland.  

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Sogip dispone di una dotazione di fonti che riesce ad assolvere al fabbisogno della popolazione acese, garantendo tariffe contenute, uno dei segreti principali del successo della partecipata, che dispone dei pozzi "Masaracchio" e "Nucci" di Piano d'api, "Ellera" della zona Sciarelle, "Guzzi" di Scillichenti nonché, in regime di requisizione, "Raneri" a Piano d'api, "Ferlito" in contrada Felicetto e "Miuccio" a Santa Maria la scala. Di recente, inoltre, è stata acquisita la gestione dei pozzi del Consorzio “Acque Santa Tecla” e “Acque San Francesco”. A rivolgersi alla Sogip per la fornitura dei servizi idrici anche i comuni di Santa Venerina e Piedimonte.

«Stiamo trattando con altri Comuni viciniori come Zafferana e Linguaglossa - afferma il dg Messina -  ai quali potremmo fornire i nostri servizi. Oggi siamo nelle condizioni di non dovere patire alcuna preoccupazione per le crisi che si profilano all’orizzonte, a cominciare dalla scarsa piovosità o dalla carenza di neve sull’Etna, elementi che procurano timori per eventuali disservizi rispetto all’abbassamento o all’impoverimento delle falde. La disponibilità di cui godiamo è pari circa al doppio della quantità che serve, come abbiamo inteso prevedere nei nostri piani industriali».

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