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Quando l'erede è il pet: ecco come fare testamento

Di redazione

Roma - Cane, gatto, criceto o canarino che sia. Fare testamento a favore di animali o cause sociali è un tema sempre più sentito dagli italiani e i dati parlano chiaro: negli ultimi 10 anni è stato registrato un incremento del 10% del numero di lasciti disposti in favore di Onlus. A donare sono soprattutto le donne, oltre il 60%, e nella metà dei casi il valore del lascito non supera i 20.000 euro.  Ma attenzione, avverte la Lav, il testamento è sempre una questione delicata: meglio informarsi per tempo e fare chiarezza sul futuro dei nostri beni e dei nostri cari, anche di quelli a quattro zampe. In Italia, infatti, a differenza di altri Paesi, gli animali, non possono essere nominati eredi diretti con il rischio di essere assegnati in eredità a qualcuno che non li curi come vorremmo.

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Il testamento è lo strumento che ci consente di scongiurare questo rischio, facendo sì che i nostri animali ne vengano indirettamente beneficiati, designando come erede diretto una persona fisica o giuridica (associazione o fondazione) di nostra fiducia, che amministri l’eredità e assicuri che l’animale venga accudito e curato in base alle nostre specifiche disposizioni. Per chiarire qualsiasi dubbio ed esaminare aspetti pratici la Lav ha organizzato una serie di incontri. 

«Attraverso il testamento le nostre volontà diventano eterne, superano il tempo. Esprimerle ci offre una certezza: qualcuno dopo di noi si impegnerà a mantenerle vive. Con i nostri 40 anni di impegno e attività in favore degli animali, offriamo al pubblico competenza e credibilità, su un tema delicato ma importante per tante famiglie» ha affermato Roberto Bennati, vicepresidente Lav .

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