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Francesca Michielin porta la sua musica ai piedi dell'Etna: «Al vulcano ho dedicato un pezzo»

La giovane, ma già affermata, cantautrice, il prossimo 28 luglio sarà con il suo “2640 Tour” a Zafferana Etnea

Francesca Michielin porta la sua musica ai piedi dell'Etna

«Mi sento come una bambina in un negozio di caramelle». È questa la metafora utilizzata da Francesca Michielin per parlare del primo tour estivo della sua già pluriennale carriera, cominciata nel 2011 con la vittoria a X Factor. «Non vedo l’ora di ripartire con le date estive del “2640 Tour” anche se, in questo momento, non so ancora quali saranno le sensazioni di cantare all’aperto – ammette la cantante di Nessun grado di separazione -. Per me l'estate è sempre stata legata ai concerti, ai festival e non vedo l’ora di diventarne parte».

Qual è il primo ricordo della tua estate musicale?

«Da ragazzina i miei genitori non mi lasciavano andare facilmente ai Festival, però ricordo bene due concerti incredibili di Jovanotti e di Damien Rice».

Adesso questo tuo personale negozio di caramelle come te lo immagini?

«Pieno di frutta, di sole, di tramonti stupendi e di soundcheck, magari accarezzata dalla brezza del mare e con l'Autan per le zanzare a portata di mano (ride). Mi fido della magia dell’atmosfera estiva e, anche se in tour sono abbastanza ninja perché ci tengo a fare un buon lavoro, vorrei anche provare veramente a divertirmi».

A Zafferana però non sarai accompagnata dalla brezza del mare, ma dalla carezza dell’Etna…

«Proprio per questo sarà una delle date più significative del tour. Mi ritroverò peraltro ai piedi di un vulcano cui ho dedicato una mia canzone. Ho anche scoperto che allo stesso Festival suonerà il mio artista preferito, Damien Rice».

Tu non sei mai stata sull’Etna?

«Non così da vicino, sono stata qualche volta a Catania, ma mai sul vulcano».

Ne approfitterai per qualche giorno di vacanza in Sicilia?

«Sto cercando di organizzarmi perché mi piacerebbe tanto».

Ti sei già calata nell’atmosfera estiva con il nuovo singolo “Tropicale”, una scelta precisa…

«In Tropicale c'è senz’altro l’ispirazione vacanziera, però la ritmica da festa in spiaggia è contrapposta al sentirsi sempre un po' fuori dall'estate. Non è il racconto di un disagio, ma di quella sensazione di non riuscire mai a godere di questa stagione che, poi, è un po' la storia della mia vita tra esami, influenze, punture di zanzare, caldo atroce o magari il cuore spezzato».

Recentemente hai preso posizione contro la chiusura dei porti con un post su Facebook. Per questo sei stata attaccata. Cosa ti ha spinto a intervenire?

«Generalmente cerco sempre di non intervenire sulle questioni sociali, un po’ per non cadere nella retorica un po’ per rispetto. Stavolta non potevo farlo perché da quando sono molto giovane sono attiva nel volontariato e quella dei migranti è una realtà che conosco bene e che è spesso presente anche nei miei pezzi: in Nessun grado di separazione parlo di abbattimento delle barriera, in Bolivia dell’umanità che fa la differenza. Ho sempre cercato di battermi su queste tematiche, ma in maniera non politica, anche perché non ho un mio partito di riferimento. Mi interessa far riflettere perché al di là delle decisioni del Governo, penso che ognuno abbia il diritto di migrare per cercare di cercare di migliorare la propria vita. Ovviamente ero consapevole che esponendomi sarei stata anche oggetto di critiche. Del resto io non voglio rinunciare alla mia libertà d’opinione».

Tornando alla musica, il 9 luglio aprirai all’Auditorium del Parco della musica di Roma il concerto di Alanis Morissette.

«Non vedo l’ora, anche se l’emozione è tanta perché lei ha sempre rappresentato, in chiave internazionale, quello che per me è stata Elisa in Italia: una musicista e una compositrice che fa un pop ricercato e rock nel vero senso del termine. Quando ero piccola l'ascoltavo e mai avrei immaginato di aprire un giorno un suo concerto».

Qual è il tuo bilancio da 23enne?

«Essendo una perfezionista il mio bilancio è ancora in deficit perché ho un sacco di lavoro da fare, anche su quest’ultimo disco che voglio ancora raccontare per bene. Però sono felice perché ho fatto tante belle esperienze con la giusta calma; ho avuto tempo per continuare i miei studi musicali senza correre. Magari ho avuto un’adolescenza un po’ particolare che però mi ha permesso di formare il mio carattere e imparare a circondarmi di persone che mi vogliono davvero bene».

Al concerto di Zafferana avrai degli ospiti?

«Non ci ho ancora pensato. Però sono anche un po' egoista e non voglio avere nessuno tra me e l’Etna».

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