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L’Inferno in paradiso alle Gole dell’Alcantara: la riuscita messinscena diretta da Giovanni Anfuso

Complice l' ulteriore spettacolo naturale dell'eclissi di luna, l' opera ha coniugato brillantemente arte e turismo in un felice esempio che potrebbe essere applicato anche ad altre località

L’Inferno in paradiso alle Gole dell’Alcantara: la riuscita messinscena diretta da Giovanni Anfuso

Taormina (Messina) - Lo scorrere dell’acqua dell’Alcantara è scorrere del Tempo. Un Tempo dettato non dal battito di un orologio, da secondi, minuti, ore, ma dalla Luna (ieri, come per magia, protagonista di un’eclisse). E dai “gironi”. Quelli dell’Inferno dantesco.

Lo scorrere continuo dell’acqua è il sottofondo ipnotico e naturale di quel che accade, in queste notti d’estate, alle Gole dell’Alcantara, dove un impavido manipolo di attori, danzatori e artisti del fuoco, sotto la meticolosa direzione del regista Giovanni Anfuso, trascina gli spettatori nell’Inferno del Sommo poeta.

L’idea della Vision Sicily, sostenuta da Regione Siciliana, dai Comuni di Motta Camastra e Castiglione di Sicilia, dal Parco Fluviale dell’Alcantara, dal Parco Botanico e Geologico delle Gole dei fratelli Vaccaro, dall’Associazione albergatori di Taormina, da Video Bank e Vaccalluzzo Events (che sono anche partner tecnologici), è quella di sposare Arte e Turismo. Matrimonio riuscito. E d’improvviso, si scopre che l’Inferno, in realtà, è il paradiso delle Gole dell’Alcantara, con le suggestioni di una notte dove la Luna si diverte a giocare con gli attori e con il pubblico (per la cronaca, tre sold out di seguito, e si andrà avanti ancora con una trentina di repliche - tre spettacoli al giorni - fino al 12 agosto), dove le luci squarciano l’oscurità, mentre Caron Dimonio con occhi di bragia (Luciano Fioretto), fende l’acqua gelata pronto a trasbordare il suo carico di spettatori-dannati direttamente fra le braccia di Dante (Giovanni Santangelo) e Virgilio (Angelo D’Agosta), con una compagnia completata da Liliana Randi, Giovanna Mangiù, Camillo Sanguedolce, Davide Sbrogiò, Martina Magnano e Vittoria Vaccaro. Gli artisti del fuoco sono, invece, Giorgio Maria Laganà, Soemia Ira e Davide Corrao. Nello Toscano, raffinato musicista e compositore jazz, è l’autore delle musiche che, con le coreografie di Fia Di Stefano - per dirla con lo stesso regista - “fanno esplodere il dolore e il tormento dei dannati” (i danzatori Francesca Castro, Adriana Di Stefano, Ennio Ferlito, Martina Gurrieri, Moussa Kouyate, Anthea Ipsale, Roberta Lazzaro Danzuso, Alessia Nicolosi, Enrica Pandolfo e Giulia Trovato). Che avessero ragione i “metallari” Ac/Dc nel cantare che “Hell ain’t a bad place to be”? L’inferno, in fin dei conti, non è poi così male...

Scherzi a parte, e al di là dell’impegno artistico, va ancora una volta sottolineata l’intenzione che ha spinto la Vision Sicily a produrre l’ “Inferno” partendo proprio dalle Gole dell’Alcantara, location ideale di un format che, spiegano gli organizzatori, può essere applicato a tutte le principali località turistiche della zona, da Taormina e Giardini Naxos fino all’Etna, spingendosi fino alla Cattedrale di sale di Realmonte al Lago di Pergusa, dalle Fonti del Ciane al Castello di Gagliano, dalle Latomie di Siracusa alle Saline di Marsala e Trapani, dal Castellaccio di Lentini all’ingrottato lavico di Adrano, da Mozia a Cava d’Ispica, dall’Anfiteatro romano di Catania al castello di Donnafugata, dagli affascinanti ruderi della chiesa di Santa Maria La Vetere di Militello ai cento angoli della Taormina medioevale o all’area normanna di Paternò. Senza contare le aree archeologiche di Agrigento, Palazzolo Acreide, Segesta, Selinunte, Tindari, Pantalica, Morgantina, Eraclea Minoa, la Villa del Casale di Piazza Armerina e quella di Terme Vigliatore, e la magnifica Noto antica, sulla collina dell’Alveria. E ancora le terre del fuoco: l’Etna, Stromboli. E i tesori segreti delle città, il Bastione degli infatti a Catania e la Palermo dei muri arabi e medievali. E borghi come Erice, Gangi, Montalbano Elicona.

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