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ROMA 14 SET

Sembra mio figlio, genocidio e migranti

La Quatriglio racconta l'ignorato sterminio degli Hazara

Sembra mio figlio, genocidio e migranti

ROMA 14 SET - Maternità, genocidio e migrazione in un racconto epico di struttura classica. E' 'Sembra mio figlio' di Costanza Quatriglio, dal 20/9 in sala con Ascent Film dopo essere passato al Festival di Locarno. E' il racconto della ricerca della madre da parte di un emigrato afghano di razza hazara a Trieste. Sfuggito alle persecuzioni in Afghanistan quando era bambino, a 9 anni Ismail (Basir Ahang) fugge dal suo paese per approdare in Italia con il fratello Hassan (Dawood Yousefi). La madre, che non ha mai smesso di attendere notizie dai figli, al telefono non riconosce Ismail che ormai ha 28 anni. Dopo diverse strane telefonate, Ismail che nel frattempo si è totalmente integrato in Italia, andrà incontro in un lungo viaggio a quella madre assente tornando alla sua terra dove da sempre la sua razza, gli Hazara, è oggetto di un feroce quanto poco conosciuto genocidio. Il film nasce da una storia vera, quella di Mohammad Jan Azad arrivato in Italia dopo aver attraversato Pakistan, Iran, Turchia e Grecia.

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