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Alberto Sironi, il regista che raccontava la Sicilia con occhi da innamorato

Di Redazione

Aberto Sironi era lombardo di Busto Arsizio, viveva in Umbria dove aveva trovato anche l'amore, ma era molto legato alla Sicilia. Sironi si è innamorato della Sicilia quando venne la prima volta da ragazzo per vedere i templi e poi è ritornato più volte prima d’incontrare sulla sua strada Montalbano. La Sicilia era per lui il luogo ideale per ambientarvi delle storie perché in Sicilia c’è tutto, la Svizzera e la Germania, i monti e il mare, luoghi selvaggi e splendide città barocche, è una fonte inesauribile, non per nulla è la regione in cui sono stati ambientati il maggior numero di film e fiction. «Grazie all’amore per quest’isola ho cominciato ad inventare un paesaggio che nei romanzi non c’è - disse in una intervista al nostro giornale  - però ci voleva un paesaggio da fiaba, allora ho tolto le macchine dalle strade, ho messo poche comparse, perché se le strade sono vuote si vede il barocco». 

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Sironi ha contribuito in maniera decisiva al successo di Montalbano ma anche a creare quella chè diventata una vera e propria meta per i tour operator, ovvero la Sicilia di Montalbano. «Una Sicilia che è rimasta anche un po’ fuori dai circuiti tradizionali del turismo - affermava in una altra intervista a La Sicilia - . Sembrava dimenticata quando siamo arrivati noi 15 anni fa. Per fortuna, invece, adesso c’è stato un aumento del turismo, soprattutto straniero. Parlo di luoghi che sembravano addormentati quando siamo arrivati. Ragusa Ibla sembrava un luogo dimenticato da Dio e adesso, invece, è in pieno fermento. Io ho amato molto questi luoghi appena li ho visti la prima volta e il fatto che siano rifioriti, in qualche modo, grazie alla conoscenza che ne diamo attraverso i media, mi ha fatto molto piacere».

Vigata, Marinella, Montelusa. La penna di Andrea Camilleri ha dato nomi di fantasia ai luoghi del suo Comissario Montalbano. Luoghi di una Sicilia lontana nel tempo, quella dei ricordi del giovane Camilleri, che nella regia di Sironi hanno preso un'identità precisa: il Sud est dell'Isola, i paesaggi del Val di Noto e la provincia di Ragusa tutta, città barocche, mare e campagna. Il paesaggio ibleo è divenuto set privilegiato del film che è riuscito a coglierne la sua specifica e singolare bellezza.

E oggi che Alberto Sironi è morto l'Isola gli dà il giusto tributo. Il sindaco di Ragusa riconosce che la città iblea deve molto al regista del commissario Montalbano.  «La scomparsa di Sironi - ha detto Peppe Cassì - addolora molto la nostra comunità. Non solo perchè si aggiunge tristemente alla recente dipartita di Andrea Camilleri, ma anche perchè fu proprio Sironi ad avere l’intuizione di trapiantare nella nostra Ragusa l'immaginario dello scrittore. Una scelta di successo a cui la nostra città deve molto, sotto ben più di un punto di vista». 

«Alberto Sironi ha raccontato la Sicilia con gli occhi di un innamorato. Ne ha esaltato la bellezza, le architetture, i paesaggi, i sapori, i profumi, e inoltre la generosità, l’autenticità e le passioni di quell'umanità traboccante dai romanzi di Andrea Camilleri» ha detto invece il sindaco di Agrigento, Lillo Firetto. «Tra tutti i set scelti, ne amò uno in modo particolare: il Caos, lì dove nacque Luigi Pirandello e dove riposano le sue ceneri. Era il maggio di due anni fa e in quell'occasione - ricorda Firetto -, mi confidò che tra le tante scene girate quella fu la più sentita. Girare in quei luoghi una puntata della serie del Commissario Montalbano con Luca Zingaretti fu per lui fonte di emozione indicibile. Andrea ci continuerà a stupire. Chissà che cosa avrà in mente di realizzare adesso con il regista Sironi. Li immagino insieme, impegnati in nuovi progetti, pieni di nuove idee».

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