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Red Canzian e i Pooh: cinquant'anni e non sentirli

Spettacoli

Red Canzian e i Pooh: cinquant'anni e non sentirli

Di Salvo Pistoia

«Nel 1976 tenemmo un concerto a Venezia, Piazza San Marco, per festeggiare i dieci anni di vita della band, per noi era un traguardo impensabile, quel giorno nessuno di noi immaginava di arrivare alla meta dei 50 anni».

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Le parole di Red Canzian, componente storico dei Pooh, testimoniano lo spirito di longevità che la formazione ha avuto nel lungo e infinito viaggio di concerti, opere e applausi.

Una storia recentemente verniciata a nuovo con le periodiche emissioni sul mercato delle edicole da Sony Music Italia, curata da Paolo Maiorino, attraverso 32 fondamentali compact rimasterizzati nel suono e una nuova veste grafica. Ed è proprio Red Canzian che ci racconta questa epopea.

1973, entri nell'entourage reduce dall'esperienza progressive dei Capsicum Red, l'impatto con un gruppo popolare.

Hai 20 anni e non pensi altro che a suonare, divertirti e saltare sul palco, l'energia che riversavi ad ogni concerto.

L'anno successivo al tuo ingresso, viene editato un'album fondamentale nella vita dei Pooh, "Parsifal"...

Desideravamo realizzare un disco che unisse il pop al lirismo del classico senza alcuna presunzione o narcisismo, un album particolare impreziosito dalla suite che dava il titolo.

Quest'anno il Teatro Massimo di Palermo, ha aperto la stagione con il Parsifal di Wagner...
Le scelte di rinverdire i classici, fanno pensare tutti noi produttori di musica più fruibile, alla maestosità di queste opere.

La recente emissione della vostra discografia...
Interessante e precisa, dobbiamo ringraziare Paolo Maiorino che ne ha curato le nuove illustrazioni, la sua pazienza certosina nell'ascoltarci e farsi raccontare.

Se dovessi portare con te i capitoli fondamentali?
Parsifal, I Colori dei Pensieri, Boomerang, Un Posto Felice, Dove Comincia il Sole, Uomini Soli, Poohlover, senza preclusione verso altri titoli che ritengo ugualmente importanti...

"Opera Seconda", contiene il duetto con Mario Biondi, un siciliano dalla voce soul che avete ospitato nella rilettura di "Ci Penserò Domani"...
Il nastrino dell'interpretazione di Mario, mi arrivò tramite un'amico poco prima che scoppiasse la sua "This is what you are", il resto credo lo conosciate.

Altro mosaico decisivo, la cura nei vostri live.
Abbiamo dato un'aspetto prioritario ai nostri concerti, investendo per dare spettacolarità, in tempi non sospetti.

Siete arrivati al traguardo dei 50 anni di vita, chiudendola definitivamente.
In tanti desiderano un ritorno sulla scena, abbiamo fatto una scelta dolorosa per noi e il nostro pubblico, una scelta per chiudere con dignità un'avventura straordinaria.

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