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Edilizia al femminile, la sfida parte dal cuore della Sicilia

Nato il Netwotk PargEn, campagna dell’Ance provinciale per inserire più donne nel settore

08 Marzo 2026, 12:09

12:37

Edilizia al femminile, la sfida parte dal cuore della Sicilia

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Parte di slancio la campagna che l’Ance Enna ha ideato e promosso per invogliare giovani donne a intraprendere un percorso di inserimento nelle aziende edili. Settore, questo delle costruzioni, che in Italia impiega appena il 9% di forza lavoro femminile.

Le cause non sono legate a capacità, ma a barriere culturali, scarsa visibilità di modelli professionali femminili e una percezione del settore ancora legata esclusivamente al lavoro manuale pesante. La campagna del Network PargEn vuole mostrare la normalità di una scelta professionale fondata su competenza, innovazione e prospettive di carriera concrete.

«Avvicinare le donne nelle aziende di costruzioni è una sfida che dobbiamo affrontare consapevoli dei retaggi culturali che dobbiamo superare - dice Vincenzo Talio, imprenditore a capo di un gruppo di oltre 250 dipendenti specializzato in lavori civili ferroviari, da pochi mesi a capo dell’Ance Enna -. Oggi le donne che lavorano nelle nostre aziende sono per lo più impiegate in settori amministrativi, contemporaneamente affrontiamo una duplice sfida: la crescita dirompente di tecnologie in cantiere e la mancanza di giovani da impiegare. Il nostro impegno è quello di far crescere competenze e sono certo che anche le donne contribuiranno fattivamente». Gli fa eco Gaetano Debole, presidente della Cassa e scuola edile di Enna: «Con i sindacati valuteremo ogni possibile percorso di formazione utile a favorire la crescita delle presenze femminili nel nostro settore. Riteniamo che alcune competenze tecnico operative possano trovare consenso. Penso alla conduzione di macchine di cantiere, alla gestione digitale del cantiere, agli ambiti della sostenibilità».

I dati regionali in Sicilia indicano che l’occupazione nell’edilizia è cresciuta del 15,2%, la migliore performance nazionale tra le principali regioni, ben al di sopra della media italiana (+4,8%) e del Mezzogiorno (+9,2%). Secondo i dati Formedil le studentesse iscritte ai corsi di formazione in Italia nel 2022 sono state 9.004, più che raddoppiate rispetto alle 4.007 del 2020, e rappresentano il 32% del totale degli iscritti alle scuole edili. In particolare, le donne iscritte ai corsi per operaie sono passate da 700 nel 2020 a 1.574 nel 2022.

Commenta Sabrina Burgarello, past president di Ance Enna e fautrice del network, che dirige l’azienda di famiglia: «Essere imprenditrici nel settore delle costruzioni è un impegno che ogni giorno affrontiamo senza badare al genere. Nel nostro piccolo i nostri staff tecnici ed amministrativi sono prevalentemente femminili. Speriamo nei prossimi anni di formare anche tecnici specializzati nel nostro settore. Sul piano imprenditoriale quando nel 2017 i colleghi mi hanno onorato della presidenza dell’Ance in Italia eravamo appena in 2 presidentesse, subito dopo fu eletta Federica Brancaccio a capo dell’Ance nazionale. Oggi la rappresentanza è in crescita».

Confartigianato: nell’isola forte dinamismo di genere

Il panorama economico siciliano nel 2025 ha mostrato segnali di forte dinamismo nel settore del lavoro indipendente femminile, che nei primi nove mesi dell’anno è cresciuto del 3 per cento, portando a 95mila il numero di lavoratrici autonome. È quanto emerge da dati analizzati dal movimento Donne impresa di Confartigianato Sicilia che sottolinea come questo slancio si riflette in un tessuto produttivo che conta 113.245 imprese a conduzione femminile, pari al 24,4% del totale, di cui 11.139 sono realtà artigiane attive principalmente nei servizi alla persona, nell’alimentare e nella ristorazione. Un dato significativo riguarda il ricambio generazionale e l’inclusione, con il 11,7% di queste imprese artigiane guidato da giovani under 35 e il 7,1% da donne straniere. Risultati che consolidano il trend del 2024, anno in cui la Sicilia ha raggiunto il massimo storico del tasso di occupazione femminile attestandosi al 37,3%, pur rimanendo al diciottesimo posto nella graduatoria nazionale con un persistente divario di genere di 26,3 punti percentuali rispetto agli uomini. A livello provinciale, nel 2024 Ragusa 49,4% ha guidato l’Isola, seguita da Enna 39,9%, Messina 38,4%, Catania 37,7% e Palermo 37%, provincia che registra il divario di genere più contenuto pari a 23,5 punti. Agrigento 36,9%, Trapani 36,7% e Siracusa 36% mostrano valori intermedi, mentre Caltanissetta 29,2% chiude la classifica con il tasso più basso e il gap uomo-donna più marcato dell’isola, pari a 33,3 punti percentuali.