Giornata della Terra
Svolta sostenibile di Amts a Catania: più bus elettrici, Ctgo e parcheggi scambiatori
Amts spinge la mobilità: più bus elettrici, parcheggi scambiatori e car/bike sharing per ridurre il traffico e migliorare le corse urbane
La cultura della sostenibilità si costruisce, passo dopo passo. Partendo da scelte che si compiono quotidianamente.
Un esempio concreto? Nell’ultimo anno l’Azienda Metropolitana Trasporti e Sosta, partecipata del Comune di Catania, ha indirizzato la sua attività verso un incremento della mobilità sostenibile, attraverso una razionalizzazione dei percorsi, un rafforzamento della flotta autobus, con più mezzi a bassa emissione, ma anche investendo sui parcheggi scambiatori e implementando il sistema Ctgo, il nuovo servizio di Car e Bike sharing.
«L’obiettivo di Amts, pienamente condiviso con l’amministrazione – precisa, l’avv. Salvatore Vittorio, presidente Amts – è indirizzato al rafforzamento del concetto di mobilità sostenibile che Amts mira a raggiungere attraverso diverse soluzioni. In primo luogo intercettare e ridurre il traffico proveniente dall’hinterland, attraverso un potenziamento strategico dei parcheggi scambiatori, come il Famà di piazza Michelangelo che si trova a poca distanza dalla fermata della metro e che offre prezzi molto contenuti. A breve verranno installate anche le griglie e posti per il Car&Bike sharing, che siamo riusciti a gestire internamente in Amts con una flotta di autonoleggio e bici, di cui siamo ampiamente soddisfatti visti i risultati anche in termini di utilizzo e abbonamento. Il tutto coordinando anche un’attività di collaborazione con Fce e quindi con la metropolitana, in modo che il cittadino possa muoversi agevolmente in città. Il Parco Famà – spiega il presidente – è il fiore all’occhiello della città: uno spazio che Amts cura e gestisce con dedizione quotidiana e che è divenuto un vero punto di riferimento per la comunità, un luogo vivo, accogliente, capace di riunire cittadini di ogni età e di trasformarsi in simbolo concreto di socialità e partecipazione».
Concetti chiari quelli espressi dal presidente dell’Amts. La sua politica di riorganizzazione in Amts è concreta e costante, frutto di un’attenta programmazione che punta in primo luogo al rafforzamento delle linee urbane che risponda alle esigenze dei fruitori del servizio pubblico, che devono poter contare sulla stabilità di corse e orari. Rinnovata anche nella flotta degli autobus a Catania, grazie ai fondi del Pnrr, che hanno consentito l’acquisto di bus elettrici e parallelamente di tutti i sistemi di alimentazione degli stessi specialmente nella Rimessa 8.
«I bus elettrici prima del mio insediamento erano 78 adesso sono 158 con un incremento che passa dal 41% al 65%; abbiamo anche aumentato di due unità la flotta a metano da 65 a 67, questo ci consente di rispondere prontamente in caso di emergenza e offrire un servizio alla città. I bus a gasolio – sottolinea Vittorio – sono stati ridotti da 49 a 19, con una notevole riduzione di emissioni: le percentuali di bus a bassa emissione sono passati in un anno dal 74% al 92%».
Dati che forniscono, inequivocabilmente, la misura della «rivoluzione» avvenuta in Amts: sia in termini di vetture (tale da perseguire quel principio di sostenibilità ecologica, che anche l’amministrazione comunale di Catania segue da tempo) che di ampliamento della rete, come spiega il presidente di Amts.
«Un’altra importante novità – aggiunge – è il progetto di una nuova rete. Si è pensato di razionalizzare i percorsi effettuati da Amts in questo momento, perché basati su una percorrenza che era molto superiore rispetto agli attuali 7 milioni e 200mila km, con la riduzione di questa percorrenza da parte della Regione si è considerato di riorganizzare le linee; questo ci consentirebbe di avere un intermedio medio tra corse che da 34 minuti dovrebbe scendere a 17 minuti permettendo così a chi ha necessità di prendere il mezzo pubblico, di poterlo utilizzare senza preoccupazioni di orario. Lo riteniamo un progetto cardine che vuole portare avanti Amts implementando le linee nelle zone periferiche».
Un’importante svolta nella direzione del rinnovamento è sicuramente quella dell’assunzione di nuovi operatori di esercizio. «Abbiamo trovato grandi insufficienze sul numero degli operatori – conclude Vittorio – con dei concorsi pubblici avviati e già conclusi, abbiamo avuto la possibilità di assumere oltre 50 nuove unità; alcuni con contratto di apprendistato, in modo tale da perseguire l’abbassamento dell’età media dell’operatore di esercizio».