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Prevenzione sotto il sole

Estate siciliana e pelle: in Italia oltre 12mila nuovi casi di melanoma l'anno, la prevenzione parte da qui

Melanoma in aumento e rischio estivo: in Sicilia l'esposizione al sole richiede prevenzione, controlli dermatologici e protezione quotidiana per una diagnosi precoce.

29 Giugno 2026, 09:41

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Estate siciliana e pelle: in Italia oltre 12mila nuovi casi di melanoma l'anno, la prevenzione parte da qui

Ogni anno, con l'arrivo dell'estate, si ripropone un allarme che medici e dermatologi non smettono di lanciare: i tumori della pelle sono in aumento costante e il melanoma, la loro forma più aggressiva, è oggi il terzo tumore più diagnosticato in Italia nella fascia under 50. Secondo i dati del rapporto "I numeri del cancro in Italia 2025" elaborato da AIOM-AIRTUM, nel 2024 sono stati registrati circa 12.900 nuovi casi di melanoma cutaneo nel nostro Paese, con una leggera prevalenza negli uomini. Un numero che vent'anni fa era meno della metà: nel 2004, le diagnosi si attestavano intorno ai 6.000. La traiettoria di crescita è evidente e preoccupante, tanto che i dermatologi parlano ormai di una vera emergenza silenziosa, resa ancora più urgente dai mesi estivi, quando l'esposizione ai raggi ultravioletti raggiunge il suo picco stagionale.

Un'emergenza silenziosa che cresce con il caldo

Ogni anno, con l'arrivo dell'estate, si ripropone un allarme che medici e dermatologi non smettono di lanciare: i tumori della pelle sono in aumento costante e il melanoma, la loro forma più aggressiva, è oggi il terzo tumore più diagnosticato in Italia nella fascia under 50. Secondo i dati del rapporto "I numeri del cancro in Italia 2025" elaborato da AIOM-AIRTUM, nel 2024 sono stati registrati circa 12.900 nuovi casi di melanoma cutaneo nel nostro Paese, con una leggera prevalenza negli uomini. Un numero che vent'anni fa era meno della metà: nel 2004, le diagnosi si attestavano intorno ai 6.000. La traiettoria di crescita è evidente e preoccupante, tanto che i dermatologi parlano ormai di una vera emergenza silenziosa, resa ancora più urgente dai mesi estivi, quando l'esposizione ai raggi ultravioletti raggiunge il suo picco stagionale.

La Sicilia e il sole: un rapporto da gestire con consapevolezza

In questo quadro nazionale, la Sicilia occupa una posizione del tutto particolare. L'isola è tra le aree geografiche d'Italia con la maggiore intensità di radiazione ultravioletta, un primato legato alla latitudine meridionale, al mare che riflette e amplifica i raggi solari, e a una cultura del benessere all'aperto che porta i siciliani a trascorrere molte ore sotto il sole, spesso senza un'adeguata protezione. Non è un caso che nelle regioni del Sud Italia il rischio di esposizione cumulativa nel corso della vita sia statisticamente più elevato.

Eppure, come emerge dalle indagini condotte dall'Associazione Italiana di Oncologia Medica, la consapevolezza sulla prevenzione rimane insufficiente: molti rimandano o non effettuano mai un controllo specialistico della pelle. Scegliere di prevenire le patologie della pelle con una visita dermatologica periodica è invece il primo passo concreto per intercettare qualsiasi alterazione cutanea nelle fasi iniziali, quando le possibilità di guarigione superano il 90%.

Quando un neo diventa un segnale da non ignorare

Il problema è che il melanoma non fa rumore. Si sviluppa quasi sempre in silenzio, a partire da un neo preesistente o da una nuova lesione pigmentata, e per mesi, a volte anni, non provoca alcun sintomo visibile. I medici ricordano la cosiddetta regola ABCDE come strumento di autovalutazione: Asimmetria del neo, Bordi irregolari, Colore non uniforme, Dimensioni superiori ai 6 millimetri, Evoluzione nel tempo. Se uno o più di questi criteri si manifestano, il consiglio è di non attendere.

Eppure in Italia, e nelle regioni meridionali in particolare, la tendenza diffusa è quella di rimandare, convinti che certi "segnali" non siano gravi o che si possa aspettare la fine dell'estate prima di rivolgersi a uno specialista. Un errore che, in alcuni casi, può costare molto caro. La diagnosi precoce del melanoma cambia radicalmente la prognosi: intercettato allo stadio iniziale, questo tumore è quasi sempre curabile.

Protezione solare e abitudini quotidiane: cosa fare davvero

La prevenzione comincia da scelte quotidiane spesso sottovalutate. Usare creme con fattore di protezione solare (SPF 30 o superiore) non è un'opzione riservata ai bambini o alle persone dalla carnagione chiara: è una buona pratica per chiunque si esponga al sole, soprattutto nelle ore centrali della giornata, tra le 11 e le 16, quando la radiazione UV raggiunge i livelli più alti. Indossare occhiali da sole con lenti certificate, cappelli a tesa larga e abiti con protezione UV rappresentano ulteriori misure raccomandate dai dermatologi.

Altrettanto importante è evitare le lampade abbronzanti: uno studio pubblicato su JAMA Dermatology ha dimostrato che l'uso di lettini solari prima dei 35 anni aumenta il rischio di melanoma del 59%. Le abitudini si formano presto, e proteggere la pelle fin da giovani riduce in modo significativo il rischio nel lungo periodo.

Il ruolo del dermatologo e come prenotare una visita senza attese

Accanto all'autoprotezione quotidiana, il ruolo del dermatologo è insostituibile. Una visita specialistica consente di effettuare la dermatoscopia, un esame non invasivo che analizza nel dettaglio la struttura dei nei e delle lesioni cutanee con una precisione diagnostica che nessuna osservazione a occhio nudo può garantire. I medici raccomandano almeno un controllo annuale per chi presenta fattori di rischio: la presenza di numerosi nei, una storia familiare di melanoma, la tendenza a scottarsi o un fototipo chiaro.

Per chi vuole accedere rapidamente a uno specialista, portali come Elty permettono di prenotare una visita dermatologica in pochi minuti, scegliendo tra professionisti disponibili nella propria area. La semplicità di accesso non ha più scuse, e ogni settimana di anticipo nella diagnosi può fare la differenza.

Diagnosi precoce: quando il tempo fa davvero la differenza

I numeri parlano da soli: il melanoma diagnosticato in stadio iniziale ha tassi di sopravvivenza a cinque anni superiori al 98%. Quando viene invece individuato in stadio avanzato, le possibilità di guarigione si riducono drasticamente. Questo significa che nella lotta contro i tumori della pelle il vero protagonista non è solo il medico, ma il paziente stesso, con le sue scelte quotidiane e la sua capacità di non rimandare.

Con l'estate appena iniziata e le spiagge siciliane pronte ad accogliere migliaia di persone sotto il sole, non c'è momento migliore per fermarsi un istante, prestare attenzione alla propria pelle e prendere un appuntamento con uno specialista. Una piccola azione che, a volte, può cambiare tutto.