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Burgio, tra maioliche e mummie: viaggio nella memoria e nell'arte della Sicilia

Il MUCEB e Museo delle Mummie: maioliche in blu cobalto, alchimie contemporanee e memoria francescana nella Rete dei Musei di ANCI Sicilia

06 Luglio 2026, 09:47

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Burgio, tra maioliche e mummie: viaggio nella memoria e nell'arte della Sicilia

Frammenti di ceramica rinvenuti dagli scavi effettuati dalla Soprintendenza

Nel cuore della Sicilia più genuina, tra valli e rilievi che scolpiscono il paesaggio, Burgio, piccolo comune in provincia di Agrigento, custodisce un patrimonio culturale di rara intensità, oggi pienamente (e meritatamente) inserito nella prestigiosa Rete dei Musei di ANCI Sicilia.

Un'iniziativa promossa per valorizzare l’immenso patrimonio culturale dell’isola che comprende attualmente 100 comuni coinvolti e oltre 200 realtà museali aderenti. Iniziativa a cui è dedicato il portale musei-sicilia.it: da qui, con un semplice click, sarà possibile andare alla scoperta virtuale dei musei che hanno aderito alla Rete, lasciandosi affascinare dai mille segreti che raccontano, dalle opere che custodiscono e dai segreti che tramandano

Burgio rappresenta una tappa imprescindibile per chi voglia comprendere l’identità isolana, coniugando l’eccellenza della tradizione ceramica alla solennità della memoria. Il percorso tra i suoi tesori ruota attorno a due poli imprescindibili: il MUCEB (Museo della Ceramica di Burgio) e il Museo delle Mummie, in cui materia e spirito dialogano in un continuum narrativo.

Il MUCEB, il Museo della Ceramica, ha sede nel suggestivo chiostro dell’ex monastero di Santa Maria delle Grazie, edificio monumentale del 1580 già abitato dai Frati Minori Riformati. Qui un itinerario espositivo attraversa i secoli: dalle origini della manifattura locale alla fine del Cinquecento fino alle espressioni artistiche contemporanee. L’identità ceramica di Burgio si forma infatti grazie all’arrivo di maestri di Caltagirone alla fine del XVI secolo, da cui deriva uno stile inconfondibile, basato sull’uso sapiente del blu cobalto, del bianco stannifero e di raffinate tecniche decorative.

Produzione di pavimenti prodotti dalle botteghe di Burgio dal XVI al XIX secolo

Tra i reperti più significativi spiccano i frammenti rinvenuti nel cosiddetto "quartiere dell’arte", testimonianza dell’abilità con cui gli antichi artigiani fondevano simbolo e funzione. Il Settecento segna l’epoca d’oro della produzione: le botteghe si specializzano in vasi da farmacia, albarelli, bottiglie e idrie. Elemento distintivo è la luna antropomorfa, un volto stilizzato dipinto sul retro dei contenitori, riflesso del fascino lunare che nei secoli ha suggestionato poeti e scienziati. Emblematico l’albarello in maiolica policroma del 1703, con un volto di luna e l’iscrizione "Niccolò Lo Cascio Alia Maramia".

Accanto ai contenitori da farmacia, il MUCEB, la cui direzione artistica è curata dal dottor Mariano Merlino, conserva una preziosa raccolta di pavimenti maiolicati prodotti tra XVI e XIX secolo, destinati a chiese e dimore nobiliari. Le decorazioni presentano moduli ripetitivi su quattro, otto o sedici mattoni, con motivi a volute ed elementi vegetali. La tavolozza è quella della tradizione: verde ramina, giallo ferraccia e un profondo blu cobalto, cromie che ancora oggi segnano l’estetica del borgo. Dialoghi contemporanei e alchimie cosmiche Il MUCEB è anche un laboratorio di scambio culturale.

Di recente ha ospitato “Sguardi di Mare: Le rotte della Cultura di Savona approdano in Sicilia”, iniziativa che ha rinsaldato il legame tra Liguria e Sicilia. Dodici artisti dell’associazione savonese "Qui Arte" hanno donato opere realizzate con l’antica tecnica giapponese del Raku, connessa alla filosofia Zen e al concetto di "gioia" o "piacere". Modelli plasmati a mano e cotture che coinvolgono terra, acqua, aria e fuoco arricchiscono la collezione permanente, confermando il MUCEB come riferimento internazionale per la ceramica d’arte.

In questo solco si inserisce la mostra "Alchimie Ceramiche" di Mario Lo Coco, artista siciliano capace di trasformare l’argilla in forme di alto valore estetico e concettuale. Le sue sculture, con volumi ellissoidali che paiono pulsare di vita, invitano a un viaggio cosmico: tra terra e universo, tra anima e carne, il fuoco e il magma si solidificano in presenze che evocano "scie della Via Lattea" e "luci di cieli stellati".

Cripta del Convento dei Cappuccini con esposizione delle mummie nelle nicchie e nelle casse lignee

All’estremità meridionale di Burgio, in contrada Mazzadimuro, sorge il Convento dei Cappuccini, fondato nel 1580 e ricostruito nel 1634 su progetto di un frate fabbriciere. Il silenzio e l’austerità francescana introducono al Museo delle Mummie, spazio di grande valore storico e antropologico. Qui sono conservati 49 corpi mummificati, riportati alla loro antica espressività attraverso un complesso restauro avviato alla fine degli anni Novanta. Diversamente dall’imbalsamazione egizia, i frati cappuccini adottavano la tecnica dei "colatoi": i cadaveri, disposti in ambienti ventilati per circa un anno, subivano un’essiccazione naturale; poi venivano lavati, trattati con sostanze aromatiche e vestiti con cura.

Le mummie di Burgio offrono un affresco vivido della società tra XVIII e XIX secolo. Esposte in nicchie o in sarcofagi lignei finemente intagliati, conservano gli abiti originali in velluto, seta, taffettà e pizzi. Accanto alle salme compaiono corredi preziosi — monili, corone di spine, rosari, calzature d’epoca — che attestano il desiderio delle famiglie di mantenere un rapporto tangibile e "confidenziale" con i propri defunti. L’architettura del luogo è pensata come mediazione simbolica, dove anime e vivi possono incontrarsi nella memoria perenne.

La chiesa del convento è uno scrigno di tesori. Sull’altare maggiore campeggia una tela attribuita allo Zoppo di Gangi, con l’Eucaristia e i sette Sacramenti, incorniciata da una sfarzosa struttura lignea barocca in cui draghi, melograni e foglie si intrecciano in un gioco di rosso rubino e verde oliva. I restauri hanno restituito la luminosità cromatica del dipinto e l’integrità delle opere di fra’ Felice da Sambuca, le cui tele narrano episodi della vita dei santi cappuccini.

Figura eminente della spiritualità burgitana è il Venerabile fra’ Andrea da Burgio (1705-1772). Nato Nicolò Sciortino e cresciuto come pastorello, abbracciò la via della povertà e dell’obbedienza, servendo come missionario in Congo e in Angola. Famoso per le doti di guaritore e la santità di vita, continua a essere un faro per la comunità, che lo onora come modello di semplicità e letizia francescana. Nel museo a lui dedicato, la sua eredità si intreccia con la storia del convento, offrendo un tempo di meditazione profonda.

«Burgio è un piccolo scrigno che custodisce tesori importanti - racconta il sindaco Vincezo Galifi - un caratteristico borgo della Sicilia, situato nell'entroterra della provincia di Agrigento. È conosciuto per le sue antiche tradizioni artigianali e per il suo ricco patrimonio storico e culturale. Uno dei simboli del paese è la ceramica artistica, lavorata da secoli con tecniche tramandate di generazione in generazione. Le ceramiche di Burgio sono apprezzate per la qualità, i colori vivaci e le decorazioni che richiamano la tradizione siciliana. Burgio è famoso anche per la produzione di campane, grazie alle sue storiche fonderie che rappresentano una delle più antiche d'Italia e continuano a mantenere viva questa preziosa arte artigianale. Ogni bottega di ceramisti, ogni vicolo, ogni campana forgiata nelle nostre fonderie racconta una storia che merita di essere conosciuta e valorizzata».

«Il Museo della Ceramica e il Museo delle Mummie sono luoghi dell'anima - aggiunge - dove il visitatore può comprendere secoli di sapienza artigiana e di memoria collettiva. Burgio è un luogo dove storia, arte e tradizioni si uniscono, offrendo ai visitatori un'esperienza culturale unica e contribuendo a valorizzare l'identità del territorio. Invitiamo, quanti desiderano scoprire un angolo autentico della Sicilia interna, a visitare Burgio: un borgo che ha fatto della bellezza discreta e della qualità dell'accoglienza la propria vocazione. Oltre alla visita dei musei, durante l’anno vegono organizzate initiative culturali, mostre, incontri ed eventi sia nel periodo estivo che in quello invernale, con l’obiettivo di promuovere il patrimonio storico e culturale di Burgio e coinvolgere cittadini e visitatori. Come Amministrazione comunale, continuiamo a investire su cultura e turismo, convinti che il futuro di Burgio passi anche dalla capacità di far dialogare tradizione e innovazione, memoria e sviluppo. Vi aspettiamo per vivere Burgio non da semplici turisti, ma da ospiti».

Un itinerario d’eccellenza nella Rete dei Musei di Anci Sicilia: visitare i musei di Burgio significa attraversare la materia primigenia della ceramica e toccare le vette della spiritualità e del ricordo.

La Rete dei Musei di ANCI Sicilia promuove con orgoglio questi luoghi, dove il rigore del restauro incontra la passione di una comunità fiera delle proprie radici. Burgio invita a scoprire le sue botteghe, la maestà del chiostro di Santa Maria delle Grazie e la quiete del Convento dei Cappuccini. È un invito a riconoscere come l’arte sappia farsi eterna, sia quando nasce nel fuoco di una fornace sia quando si preserva nel silenzio di una cripta. Qui ogni mattonella maiolicata e ogni abito di seta raccontano una storia di devozione, ingegno e bellezza che continua a vibrare nel tempo.