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Eventi siciliani

“L’ingegnere di Babele”: oltre il ricordo di Gesualdo Bufalino, tra musica, teatro e cinema

22 Luglio 2026, 10:04

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“L’ingegnere di Babele”: oltre il ricordo di Gesualdo Bufalino, tra musica, teatro e cinema

COMISO – C'è un modo per celebrare un grande scrittore che va oltre il ricordo. Non limitarsi alla commemorazione, ma trasformare la sua eredità in un laboratorio permanente di idee, linguaggi e sperimentazioni. È questa la strada scelta dalla Fondazione Gesualdo Bufalino anche per la sesta edizione de "L'ingegnere di Babele", il festival che dal 5 giugno al 5 luglio ha attraversato un mese di appuntamenti tra Comiso, Ragusa e Vittoria, costruendo un dialogo continuo tra letteratura, musica, teatro, arti visive e cinema nel trentesimo anniversario della scomparsa dello scrittore comisano.

Un'edizione particolarmente significativa che ha confermato la crescita della manifestazione, capace di coinvolgere un pubblico eterogeneo e di richiamare artisti di primo piano del panorama nazionale, mantenendo sempre al centro il pensiero di Gesualdo Bufalino. Il titolo stesso del festival, mutuato da un racconto contenuto nella raccolta L'uomo invaso, richiama la Torre di Babele non come luogo della confusione, ma come metafora della pluralità dei linguaggi. E proprio questa pluralità è stata il filo conduttore dell'intero cartellone.

Dalla musica classica al jazz, dal teatro alla riflessione letteraria, dalle arti visive fino al cinema, ogni appuntamento ha trovato nella figura di Bufalino un punto di incontro, dimostrando quanto il suo universo culturale continui ancora oggi a offrire chiavi di lettura straordinariamente attuali.


Il festival si era aperto con lo spettacolo teatrale-musicale "R4cconti" di Giovanni Arezzo e Giorgia Faraone, capace di restituire attraverso una lettura-concerto la forza della parola bufaliniana. Subito dopo era stata inaugurata una delle iniziative più originali dell'intera edizione: la mostra "Quadri per un'esposizione… Qualcuno, per favore, me li dipinge? Giampiero Nanni per Gesualdo Bufalino", nata da una provocazione che lo stesso scrittore aveva lanciato nel 1987 sulle pagine de Il malpensante, immaginando diciannove quadri inesistenti limitandosi a scriverne soltanto i titoli.
A quasi quarant'anni di distanza, l'artista Giampiero Nanni ha raccolto quella sfida trasformando quelle intuizioni letterarie in opere pittoriche. Non semplici illustrazioni, ma interpretazioni autonome, capaci di proseguire il dialogo tra parola e immagine che rappresenta uno degli elementi più caratterizzanti della poetica bufaliniana.


Particolarmente intensa è stata anche la giornata del 14 giugno, nel giorno esatto del trentesimo anniversario della morte dello scrittore. Dopo la partecipazione del festival a "A Tutto Volume" di Ragusa con la presentazione della nuova edizione del volume Cur? Cui? Quis? Quomodo? Quid?, curata da Nunzio Zago e pubblicata da Archilibri, il Loggiato di piazza delle Erbe ha ospitato il concerto del pianista Ruben Micieli.
Il musicista, artista ormai affermato a livello internazionale e di origini comisane, ha proposto un raffinato percorso pianistico culminato nella prima esecuzione assoluta di "Sfumature emotive", composizione originale dedicata proprio a Gesualdo Bufalino.


La musica è stata protagonista anche nei giorni successivi con uno degli appuntamenti più attesi del cartellone: il concerto di Giovanni Caccamo, accompagnato dalla Sicily Orchestra diretta da Luigi Sferrazza. Il cantautore siciliano ha trasformato il Loggiato della Fondazione in uno spazio sospeso tra racconto e musica, ripercorrendo i brani più significativi del proprio repertorio e rendendo un emozionante omaggio a Franco Battiato, maestro e punto di riferimento della sua formazione artistica. Una serata nella quale la parola cantata ha dialogato naturalmente con quella letteraria, confermando ancora una volta come la poetica di Bufalino riesca a trovare corrispondenze nei linguaggi più diversi.
Grande successo anche per il teatro con Fabio Troiano, protagonista del monologo Il Dio bambino di Giorgio Gaber e Sandro Luporini. L'attore ha conquistato il pubblico con una prova intensa, alternando ironia e riflessione in uno spettacolo che, al termine, si è trasformato anche in un omaggio diretto allo scrittore comisano grazie alla lettura di un brano di Bufalino. Troiano ha inoltre confessato il proprio legame personale con Comiso, definendola "una città di cui sono segretamente innamorato", ricevendo l'affetto del numeroso pubblico presente.
Se la parola è stata protagonista del teatro, il linguaggio universale della musica ha trovato una delle sue espressioni più alte con "Bufalino in Jazz", il concerto che ha visto sul palco il Giovanni Digiacomo Quartet insieme al trombettista Fabrizio Bosso. Un omaggio a una delle passioni meno conosciute ma più autentiche dello scrittore, raffinato collezionista e profondo conoscitore del jazz. Il concerto ha saputo fondere eleganza esecutiva, improvvisazione e ricerca musicale, presentando anche il nuovo lavoro discografico Time To Reset, in perfetta sintonia con quello spirito di contaminazione artistica che rappresenta il cuore stesso del festival.


Il gran finale è stato affidato al regista Andrea Traina, autore di un doppio progetto artistico che ha rappresentato uno dei momenti più innovativi dell'intera manifestazione. Prima lo spettacolo teatrale "Il miracolo del bis. Frammenti di un dialogo immaginario", interpretato da Gaetano Aronica con la partecipazione della danzatrice Noemi Castronovo, ha riportato idealmente Gesualdo Bufalino a passeggiare nel Loggiato di piazza delle Erbe grazie anche al contributo dell'intelligenza artificiale. Un dialogo immaginario tra lo scrittore e l'attore chiamato a dargli voce, trasformato in una riflessione sulla memoria, sulla creazione artistica e sul desiderio umano di sottrarre qualcosa al tempo.
Quel percorso si è poi completato al Cinema Golden di Vittoria con l'anteprima del docufilm "Sulle soglie della notte. Gesualdo Bufalino, fotogrammi di una vita immaginaria", ancora scritto e diretto da Traina con Gaetano Aronica protagonista. Più che una tradizionale biografia, il film si è rivelato un viaggio nell'universo umano e letterario dello scrittore, alternando testimonianze, ricostruzioni cinematografiche e riflessioni sul destino che ha accompagnato l'intera vicenda esistenziale di Bufalino, dal suo tardivo esordio editoriale fino alla tragica scomparsa.
Un festival dunque capace di andare oltre la semplice proposta di spettacoli per diventare un autentico progetto culturale, facendo dialogare continuamente il patrimonio culturale con il presente, evitando qualsiasi forma di museificazione.
«Questa sesta edizione ha confermato che la migliore forma di tutela dell'opera di Gesualdo Bufalino è la sua continua reinterpretazione – afferma il presidente della Fondazione Gesualdo Bufalino, Giuseppe Digiacomo – Abbiamo visto musicisti, attori, artisti, studiosi e registi confrontarsi con il suo pensiero senza timore, trasformandolo in nuove forme espressive. È il segno che Bufalino non appartiene soltanto alla storia della letteratura, ma continua a essere una sorgente di ispirazione per chi oggi fa cultura. Questo è il compito che la Fondazione si è assunta e che continuerà a portare avanti con convinzione».
Soddisfazione anche da parte del sindaco di Comiso, Maria Rita Schembari, che sottolinea il valore della manifestazione per l'intero territorio: «L'ingegnere di Babele è diventato uno degli appuntamenti culturali più qualificanti della nostra estate e contribuisce a rafforzare l'identità di Comiso come città della cultura. In questo trentesimo anniversario dedicato a Bufalino il festival ha saputo coinvolgere centinaia e centinaia di spettatori, offrendo occasioni di crescita culturale e di promozione del nostro patrimonio. È una manifestazione che rende orgogliosa l'intera comunità».
Un riconoscimento arriva anche dall'Assemblea Regionale Siciliana. «Sostenere iniziative come questa significa investire nella cultura come motore di sviluppo e valorizzare uno dei più grandi intellettuali siciliani del Novecento – commenta il deputato regionale Giorgio Assenza – La Regione continuerà ad accompagnare percorsi di qualità come quello della Fondazione Bufalino».



Organizzato dalla Fondazione Gesualdo Bufalino, il festival è stato realizzato con il sostegno dell'Assemblea Regionale Siciliana, del Comune di Comiso, del Libero Consorzio Comunale di Ragusa, della Camera di Commercio del Sud Est Sicilia, di Agriplast Spa e di Sac Aeroporto di Catania.
Si chiude così un'edizione che, nel trentesimo anniversario della scomparsa di Gesualdo Bufalino, ha dimostrato come il modo migliore per ricordare uno scrittore sia continuare a far vivere le sue idee. Non custodendole in una teca, ma rimettendole ogni volta in circolo, lasciando che incontrino nuovi linguaggi, nuove sensibilità e nuove generazioni. Proprio come accade in una moderna Babele, dove la ricchezza nasce non dall'uniformità delle voci, ma dalla loro capacità di ascoltarsi e dialogare.