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Eventi

Letteratura e territorio: i Book Festival di Damiano Gallo animano Noto e Siracusa

Il 26 e 27 settembre, due giorni tra dialogo, sostenibilità e mecenatismo culturale: autori, artisti e progetti per valorizzare la Sicilia

04 Settembre 2026, 09:09

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Letteratura e territorio: i Book Festival di Damiano Gallo animano Noto e Siracusa

Due giorni tra Noto e Siracusa all’insegna della letteratura e dell’approfondimento: tornano Noto Book Festival e Siracusa Book Festival, rispettivamente il 26 e 27 settembre. L’anima, l’organizzatore e direttore artistico è Damiano Gallo, vulcano di idee che in Sicilia ha lanciato diverse iniziative vincenti. Dai format tv che valorizzano e raccontano un’Isola bella e forte, al Parco Faunistico Ibleo, diventato casa per tanti animali. Tanti gli ospiti attesi: Fabio Pilato, Umberto Brindani, Urbano Barberini, Emilio della Fontanazza, Alessia Castellini, Antonio Pablo, Popolo Rubbio, Gabriella De Pieri, Maria Teresa Ruta, Giuseppe Arata e Francesca Maccani. È proprio Damiano Gallo ad anticipare i contenuti dei due Festival che quest’anno sono realizzati grazie all’impegno personale di Damiano Gallo e il sostegno di alcuni sponsor e privati in una sorta di vero e sincero mecenatismo culturale, senza passare da fondi pubblici.

Tornano il Noto Book Festival e il Siracusa Book Festival: cosa dobbiamo aspettarci quest’anno?

“Tornano anche quest’anno con l’obiettivo di consolidare un percorso culturale ormai riconoscibile, capace di unire letteratura, arte, attualità e valorizzazione del territorio.Non saranno semplicemente rassegne di incontri o presentazioni di libri, ma occasioni per creare dialogo. Il pubblico potrà incontrare scrittori, giornalisti, artisti, personaggi dello spettacolo e protagonisti della società civile, in un contesto che mette al centro la cultura e il patrimonio straordinario della Sicilia. Noto e Siracusa sono due città dalla fortissima identità. Organizzare qui eventi culturali significa anche restituire centralità ai luoghi, alle piazze, ai palazzi storici e ai paesaggi che rendono questa terra unica. La mia ambizione è che ogni appuntamento lasci qualcosa: una riflessione, un’emozione, una nuova curiosità o il desiderio di conoscere meglio il territorio”.

In cosa i due festival saranno uguali e in cosa saranno diversi?

“Saranno uguali nella qualità della proposta e nella volontà di fare cultura in modo aperto, accessibile e contemporaneo. Entrambi nascono dalla convinzione che un festival debba coinvolgere il pubblico e non limitarsi a mettere in fila eventi. La differenza principale riguarda l’identità dei due luoghi. Il Noto Book Festival ha un rapporto più diretto con il mondo del libro, della scrittura e dell’editoria. Noto, con la sua architettura barocca e la sua atmosfera, offre una cornice ideale per parlare di letteratura, memoria, bellezza e creatività. Il Siracusa Book Festival avrà invece una vocazione più ampia e trasversale, legata anche alla storia millenaria della città, al teatro, al cinema, all’arte e ai grandi temi del presente. Siracusa è un luogo in cui passato e contemporaneità convivono continuamente, e questa caratteristica si rifletterà nella programmazione. Sono due festival distinti, ma parte di una stessa idea: promuovere la Sicilia attraverso la cultura e costruire occasioni di incontro capaci di andare oltre la dimensione puramente spettacolare”.

I “suoi” Festival servono anche a sensibilizzare. Punti molto sull’ambiente, sulla tutela e sul rispetto del territorio: a che punto siamo?

“Siamo più consapevoli rispetto al passato, ma non ancora abbastanza. Oggi si parla molto di sostenibilità, tutela ambientale e valorizzazione del paesaggio, ma spesso tra le parole e i comportamenti concreti rimane una distanza significativa. La Sicilia è una terra fragile e preziosa. Proprio per questo non possiamo limitarci a mostrarne la bellezza: dobbiamo anche proteggerla. Ogni iniziativa culturale deve interrogarsi sul proprio impatto, sul rispetto dei luoghi, sulla gestione dei rifiuti, sulla mobilità, sull’utilizzo degli spazi e sul rapporto con le comunità locali. Per me la cultura ha anche questa responsabilità: educare alla cura. Un festival può contribuire a diffondere una sensibilità nuova, soprattutto tra i giovani, ma deve farlo con coerenza, attraverso scelte concrete e non soltanto attraverso dichiarazioni di principio. La tutela del territorio non è un ostacolo alla crescita turistica o culturale. Al contrario, è la condizione necessaria perché questa crescita possa durare nel tempo. Se consumiamo ciò che abbiamo, prima o poi perderemo anche la possibilità di raccontarlo”.

Come nasce la scelta degli autori ospiti?

“La scelta degli ospiti nasce dall’equilibrio tra autorevolezza, attualità e capacità di dialogare con il pubblico. Non cerco soltanto nomi conosciuti. Un ospite deve avere qualcosa da raccontare, una storia personale o professionale significativa, un punto di vista capace di stimolare una riflessione. Mi interessano le persone che hanno costruito un percorso e che possono offrire contenuti, non soltanto visibilità. La programmazione deve inoltre essere varia. Per questo cerchiamo di mettere insieme scrittori, giornalisti, artisti, studiosi, professionisti e personalità del mondo dello spettacolo. La cultura non è compartimenti stagni: un libro può parlare di ambiente, un artista può affrontare temi sociali, un giornalista può raccontare la storia attraverso la memoria delle persone. Anche il rapporto con la Sicilia è importante. Quando possibile, desidero coinvolgere figure legate a questa terra, sia perché vi sono nate sia perché hanno scelto di lavorare, investire o impegnarsi in Sicilia. Raccontare il territorio significa anche dare voce a chi lo vive e contribuisce ogni giorno a renderlo migliore”

Quali altri progetti ci sono da qui alla fine dell’anno?

“I progetti sono diversi e rappresentano tutti, in forme differenti, la continuità del mio impegno nel campo della cultura, della comunicazione e della valorizzazione della Sicilia. Dal 14 ottobre sarà in edicola in Sicilia il mio terzo libro, “Sicilia: l’isola che sono”. È un viaggio personale attraverso le città siciliane che ho toccato e conosciuto nel corso della mia vita professionale. Non è una semplice guida e non vuole esserlo: è un racconto fatto di luoghi, incontri, esperienze e sentimenti. In quelle città ho lavorato, organizzato iniziative, conosciuto persone e sviluppato progetti, ma soprattutto ho costruito un rapporto profondo con una terra che amo visceralmente. La Sicilia, per me, non è soltanto un luogo geografico: è una parte essenziale della mia identità. Nel libro racconto anche il legame con le attività di mecenatismo che negli anni mi hanno portato a sostenere iniziative culturali, artistiche e sociali. Sono inoltre in programma l’uscita di un cortometraggio e il lancio di due nuovi programmi televisivi. Si tratta di progetti diversi tra loro, ma accomunati dalla volontà di raccontare storie, persone e territori con un linguaggio capace di raggiungere un pubblico ampio. Il cortometraggio rappresenta un’esperienza particolarmente importante perché consente di lavorare sulla sintesi, sulle immagini e sulla forza narrativa. I due programmi televisivi, invece, mi permetteranno di esplorare ulteriormente il rapporto tra cultura, intrattenimento e racconto del territorio. In tutti questi progetti cerco di mantenere una direzione precisa: usare la mia attività professionale per accendere attenzione sulla Sicilia, sulle sue eccellenze e sulle sue fragilità. Credo che chi ha la possibilità di comunicare abbia anche il dovere di restituire qualcosa alla comunità”.

A sostenere i due eventi ci sono: prof. dott. Vincenzo Costa - Endocrinochirurgo; Studio di ginecologica e ostetricia via Grottasanta 17 Siracusa; OSM Medical Center Trapani-Agrigento Srl; Studio Dentistico Giuseppe Costa; Angelo Guardo; Mavic Tardonato; Zahir Country Resort di Alessia Montani; Smava Srl; Una Hotel Siracusa, Hotel Santi Coronati Siracusa.