Da 25 anni Zō eccellenza culturale in Sicilia. Pubblico e privato per la prima factory multidisciplinare italiana
A fine ottobre lo speciale compleanno del centro culturale catanese. Per l'occasione, all’interno delle rassegne “AltreScene” e “Partiture”, tornano alcuni tra gli artisti più noti che ne hanno accompagnato il percorso
Rinascita e progettualità sono stati al centro dei 25 anni di Zō centro culture contemporanee di Catania, “factory” multidisciplinare che ha rappresentato, nel nuovo millennio, la vera novità, nel modo di concepire uno spazio culturale. Tutto ha avuto inizio il 31 ottobre 2001 negli spazi di proprietà del Comune di Catania, nel cosiddetto distretto delle Ciminiere, area storicamente legata alla lavorazione dello zolfo.
Cultura e rigenerazione urbanaUn esempio di rigenerazione urbana, di riconversione industriale in centro culturale di matrice europea che è stato precursore a livello nazionale. La realtà associativa che gestisce Zō ha da poco rinnovato la convenzione con il Comune di Catania per ulteriori 9 anni con obiettivo il Partenariato Speciale Pubblico Privato, forma contrattuale che innova le relazioni virtuose fra pubblico e privato. Sergio Zinna, direttore di Zō: «Nel 2001 siamo nati con un modello in testa, un atto di fede, una forte carica ideale e un processo aggregativo dal basso. Negli anni, poi, abbiamo dovuto affrontare alcune difficoltà non potendo fare affidamento su contributi di alcun tipo. Il Ministero della Cultura, infatti, allora non finanziava strutture come la nostra perché non riconosceva (a differenza di altri paesi europei) l’ambito del multidisciplinare. Una volta inserito il multidisciplinare tra i criteri di assegnazioni dei contributi statali, dal 2018 stiamo stabilmente al primo posto nella graduatoria nazionale del settore col massimo del punteggio».Una mostra multimediale saluterà il 30 ed il 31 ottobre questo “compleanno” speciale e tutta la programmazione 2026-2027 della rassegna teatrale “AltreScene” e della rassegna musicale “Partiture” sarà connotata rispetto al 25° anniversario con la presenza di artisti che sono stati ospiti negli anni passati.

Abbonamenti in corso per la rassegna teatralePer “AltreScene” torneranno alcuni grandi protagonisti italiani del teatro, vincitori di vari Premi Ubu (gli Oscar del teatro italiano), come Licia Lanera con “Altri libertini” dal romanzo di Pier Vittorio Tondelli (28 novembre), o Daria Deflorian la quale con “Quaderno/Greta Garbo” (14 marzo) evoca il “fantasma” della diva svedese; e poi ancora la compagnia Motus con “History of Hate”, il nuovo capitolo di “Frankstein” (4 aprile) o Mario Perrotta col suo “Un bés” che racconta la solitudine di Antonio Ligabue (18 aprile). La stagione inizia l'8 novembre con la nuova versione 2026 di “Sutta scupa” dei palermitani Giuseppe Massa e Giuseppe Provinzano. Pamela Toscano, project manager di Zo: «Quando debuttò, Babel Teatro mise in scena da noi la prima edizione di questo lavoro, quindi questa idea di riaprire con loro ci è sembrata anche una scelta affettiva».

Tra gli artisti siciliani torna Joele Anastasi che firma “Nei letti degli altri” da un testo di Giovanni Testori (10 gennaio) e il 31 gennaio tornano Giuseppe Carullo e Cristiana Minasi con “Asja Lacis”. “Questo non è un amore” di CrepaMuro Teatro (20 febbraio) è un teatro degli oggetti, in cui alcune pipe si animano per “raccontare” storie di uomini in viaggio, migrazioni, amori. L'abbonamento a AltreScene costa € 120, ridotto studenti € 80, e si possono acquistare da Zo (piazzale Rocco Chinnici 6, Catania) dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 13. Info al numero 095. 8168912 e alla mail biglietteria@zoculture.it. Tutte le info su www.zoculture.it.
La rassegna musicale tra neoclassica, elettronica e audio-videoAnche la rassegna musicale “Partiture” ha in cartellone vecchi amici di Zō come il compositore friulano Teho Teardo (10 dicembre) o il compositore di musica elettronica Murcof che chiuderà la rassegna in primavera con “The Etna Session”. Zinna: «Questa è l'evoluzione di un progetto audio-video nato da una residenza di creazione di Murcof sull’Etna, da me seguita nel 2015. Dopo una fase di registrazioni ambientali sul vulcano ed un successivo lavoro compositivo nello studio di Barcellona si è arrivati a questa versione pubblicata recentemente dal compositore messicano».“Partiture” prenderà il via il 4 ottobre con i britannici Keeley Forsyth e Matthew Bourne che presentano “Hand to Mouth”, performance che attraversa concerto, teatro e narrazione. Il 15 novembre è la volta del francese Kanding Ray, il compositore della colonna sonora di “Sirāt”, film di Óliver Laxe, premio della giuria a Cannes 2025. La “Sirāt Live Experience” sarà evento speciale anche del Catania Film Fest, alla presenza del regista Oliver Laxe. L'1 dicembre sarà la volta del sassofonista Antonio Raia mentre a gennaio seguiranno la compositrice svizzera Noémi Buchi e poi la violinista Laura Masotto. In primavera arriverà il duo per violoncello e contrabbasso formato da Caterina Palazzi e Flavia Massimo. Primi in Italia nelle graduatorie del Ministero della CulturaIn sede di rinnovo della convenzione il Comune di Catania ha tenuto ben presente l'aspetto della qualità della proposta culturale svolta da Zō. Qual è l'elemento chiave? Il direttore Sergio Zinna: «Intanto i risultati; già solo tenere in piedi un progetto innovativo come il nostro per tanti anni, in un territorio non agevole, è un risultato non di poco conto. Poi c’è il tema degli investimenti da noi fatti sulla struttura comunale, per la ristrutturazione e la manutenzione, come anche il dato delle ricadute culturali e sociali sul territorio, realizzate in collaborazione con molte associazioni presenti in città. In ultimo, un progetto culturale che diventa anche un’impresa con decine di dipendenti e che viene riconosciuto ai massimi livelli dal Ministero della Cultura sono risultati consistenti da cui partire per valorizzare ulteriormente questa esperienza insieme alla amministrazione comunale».Va poi evidenziato che la programmazione di Zō va tutta nella direzione del sostegno alle nuove generazioni. Pamela Toscano: «La valorizzazione del territorio è per noi un punto importante e quindi c'è un investimento per sostenere gli artisti siciliani che hanno meno di 35 anni: dal nostro progetto europeo “Boarding Pass” alle residenze al progetto “Per chi crea” della Siae, il nostro lavoro si concentra molto sui giovani compositori».Un altro aspetto importante nel lavoro di Zo è l'impatto sociale. Negli anni il centro culturale catanese ha sviluppato una serie di attività indirizzate a fasce della popolazione con maggiore necessità di attenzione come le persone con disabilità, i migranti, le comunità LGBTQ+ e le persone dei quartieri periferici della città. E grazie all'adesione al Cultural Transformation Movement Project, l'impegno di Zo è diventato europeo. Pamela Toscano: «Questo tipo di attività culturali e sociali sono diventate un'esperienza strutturata, sostenuta con fondi nostri, perché abbiamo recuperato un bene pubblico della rigenerazione urbana di un luogo».