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Luoghi da scoprire

Viaggio a Naso, la "Terrazza sulle Eolie" dove la storia si fa arte sacra e memoria civile

Un itinerario museale in quattro tappe tra mestieri tradizionali, pittura contemporanea e memoria civica: storia, fede e identità dei Nebrodi nella Rete Musei di Anci Sicilia

29 Settembre 2026, 11:54

12:00

Viaggio a Naso, la "Terrazza sulle Eolie" dove la storia si fa arte sacra e memoria civile

Arroccata sui colli dei Nebrodi e nota come la "Terrazza sulle Isole Eolie", Naso custodisce un patrimonio storico e culturale di straordinaria ricchezza. Attraverso un circuito di siti museali integrato e composito, il Comune offre ai visitatori un viaggio sintetico ma profondo che unisce fede, identità etno-antropologica, pittura contemporanea e storia civica. Il percorso espositivo spazia dalla spiritualità barocca e rinascimentale del Museo d'Arte Sacra, alla memoria del lavoro contadino del Museo Arte e Mestieri del Territorio, passando per la potenza figurativa della Pinacoteca Tano Santoro e la testimonianza civile della Sala dedicata all'Onorevole Francesco Lo Sardo.

Tutti e 4 fanno parte della Rete Musei di Anci Sicilia, un'iniziativa promossa per valorizzare l’immenso patrimonio culturale dell’isola che comprende attualmente 100 comuni coinvolti e oltre 200 realtà museali aderenti. Iniziativa a cui è dedicato il portale musei-sicilia.it: da qui, con un semplice click, sarà possibile andare alla scoperta virtuale dei musei che hanno aderito alla Rete, lasciandosi affascinare dai mille segreti che raccontano, dalle opere che custodiscono e dai segreti che tramandano.

Il Museo d'Arte Sacra  è ospitato negli ambienti suggestivi delle storiche Catacombe del Tempio di San Cono Abate e nasce dalla sinergia tra la Diocesi di Patti, il Comune e le parrocchie locali per tutelare e valorizzare la memoria religiosa del territorio. Propone un percorso espositivo esteso su circa 260 metri quadrati, è suddiviso in 4 sezioni tematiche. La prima sezione, dedicata alle opere lignee e alle maioliche, raccoglie statue e sculture in legno realizzate da artigiani e intagliatori locali per l’arredo delle chiese cittadine. Accanto alle opere lignee sono esposte maioliche che testimoniano l’antica attività dei maiolicari operanti a Naso tra il XV e il XVII secolo. La seconda sezione è dedicata ai paramenti liturgici e alle confraternite. Il percorso comprende paramenti d’epoca ricamati, provenienti dalle parrocchie dei Nebrodi, una storica campana in bronzo e diversi oggetti appartenuti ai pii sodalizi e alle confraternite religiose nasensi. Nella terza sezione, dedicata alle tele e alle opere lapidee, trova posto la "Madonna con Bambino dormiente", raffinata tavola lignea dei primi anni del Cinquecento attribuita alla cerchia di Joos van Cleve. Sono inoltre presenti due dipinti ovali attribuiti a Olivio Sozzi e una ricostruzione schematica della perduta "Porta Piazza". La quarta sezione è invece dedicata agli arredi argentei e agli ex voto. Qui sono custoditi numerosi esempi di oreficeria e argenteria sacra, tra cui calici, navicelle, turiboli, secchielli, ostensori, pissidi, reliquiari e crocifissi, testimonianza della qualità raggiunta dalle maestranze locali. Completa il percorso uno spazio dedicato ai manufatti e agli ex voto legati alla devozione popolare.

Il percorso permette così di leggere la storia religiosa e artistica di Naso attraverso opere e oggetti che provengono in larga parte dalle chiese e dalle confraternite del territorio, restituendo valore a una parte significativa della memoria della comunità.

Il Museo Arte e Mestieri del Territorio racconta, invece, le radici dei Nebrodi. Situato nella frazione di Cagnanò, a circa 6 chilometri dal centro storico, all'interno dei locali restaurati dell'ex scuola elementare questo museo è un vero e proprio custode della memoria demo-etno-antropologica locale. La struttura si suddivide in 4 sezioni espositive e didattiche.

La sezione Falegnameria ed Ebanisteria conserva un'ampia raccolta di attrezzi manuali risalenti alla fine dell'Ottocento, utilizzati dai falegnami e dagli ebanisti del territorio. Quella dedicata alla Vendemmia ospita invece un imponente palmento in legno dei primi anni del Novecento, giunto fino a oggi in ottimo stato di conservazione.

La sezione Mestieri Tradizionali riunisce macchine da cucire d'epoca, strumenti utilizzati dai calzolai, un'antica postazione completa da barbiere, aratri e attrezzi per la lavorazione dei campi, oltre a diversi strumenti musicali legati alla tradizione popolare. Completa il percorso l'area dedicata alla Sartoria e al Laboratorio Didattico, pensata non soltanto per custodire la memoria della tessitura e della sartoria locale, ma anche per renderla esperienza concreta attraverso attività pratiche rivolte in particolare alle scuole e ai visitatori.

"È un onore - spiega il sindaco Gaetano Nanì - per noi custodire tesori tanto preziosi, che ci ricordano la grandezza di una Città che fu punto di riferimento per tutto il territerio circostante e ci guidano nell’oggi lungo la strada della consapevole grandezza d’intelletto, d'ingegno e d'animo dei nostri padri e delle nostre madri. Ma, al contempo, è una grande responsabilità, avendo l’onere di preservarli e restituirli alle nuove generazioni perché siano, aldilà dei beni materiali, d’esempio per la costruzione del futuro che verrà".

La Pinacoteca Tano Santoro è invece ubicata al piano terra del palazzo storico che fu residenza municipale sin dal 1645 (oggi sede della Biblioteca Comunale in Piazza On. Francesco Lo Sardo). La Pinacoteca è una mostra permanente dedicata all'artista contemporaneo Tano Santoro (nato a Naso nel 1940). È stata inaugurata nel 2018: Santoro donò la sua collezione di quadri al Comune di Naso che poi decise di allestire e creare uno spazio espositivo dedicato alle opere dell'artista nato a Naso.

L'esposizione raccoglie tele di grande formato (spesso superiori ai due metri), bozzetti, incisioni e acqueforti. Il percorso illustra l'evoluzione stilistica del maestro: dagli esordi a Milano a contatto con i maestri del Neorealismo e dell'incisione (come Pizzinato, Zancanaro e Motti), fino alla maturazione di un linguaggio personale fondato sul realismo esistenziale, sulla forza del segno grafico e su accese cromie mediterranee.

La quarta tappa, la Sala on. Francesco Lo Sardo, si trova all'interno del Convento dei Frati Minori Osservanti, complesso che risale al 1475, restaurato e adibito a centro culturale polivalente. La prima sala d'ingresso è intitolata all'Onorevole Avvocato Francesco Lo Sardo (Naso 1871 – Napoli 1931), figura di rilievo della storia politica italiana e primo deputato comunista eletto in Sicilia. La sala conserva l'arredo originale del suo studio legale di Roma in stile tardo Cinquecento. Arricchito da ritratti, documenti d'epoca e pannelli biografici che ripercorrono le tappe salienti della sua vita: dalla fondazione del giornale "Il Riscatto" alle battaglie al fianco dei contadini nebroidei, fino all'elezione alla Camera nel 1924, all'arresto da parte del regime fascista e alla tragica morte in carcere dopo la prigionia condivisa con Antonio Gramsci.