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Fede, memoria e tecnologia: a Roccafiorita il MU-MA racconta la storia della Madonna dell'Aiuto

Dalla statuetta del 1923 al voto di un soldato e alla statua arrivata da Roma, fino alla costruzione collettiva del santuario sul Monte Kalfa

03 Ottobre 2026, 10:26

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Fede, memoria e tecnologia: a Roccafiorita il MU-MA racconta la storia della Madonna dell'Aiuto

Una statuetta acquistata nel 1923, la promessa di un soldato durante la guerra, una statua arrivata da Roma nel pieno del conflitto e poi il lavoro di un’intera comunità per costruire un santuario sul Monte Kalfa. È la storia della Madonna dell’Aiuto di Roccafiorita, provincia di Messina, una vicenda nella quale fede, memoria e identità del paese si intrecciano e che oggi trova spazio nel MU-MA, il Museo della Madonna dell’Aiuto di piazza Autonomia.

Museo che parte della Rete Musei di Anci Sicilia, un'iniziativa promossa per valorizzare l’immenso patrimonio culturale dell’isola che comprende attualmente 100 comuni coinvolti e oltre 200 realtà museali aderenti. Iniziativa a cui è dedicato il portale musei-sicilia.it: da qui, con un semplice click, sarà possibile andare alla scoperta virtuale dei musei che hanno aderito alla Rete, lasciandosi affascinare dai mille segreti che raccontano, dalle opere che custodiscono e dai segreti che tramandano.

Il museo è stato inaugurato nel 2018, in occasione del 75° anniversario dell’arrivo a Roccafiorita del simulacro della Madonna. A realizzarlo furono, insieme, il Comune, la Parrocchia della Santissima Immacolata e l’Archeoclub Area Jonica, con il contributo diretto degli abitanti. Furono infatti le famiglie del paese a mettere a disposizione fotografie, documenti e oggetti legati alla storia del culto.

Il percorso parte dal 1923. Secondo la tradizione raccontata dal museo, tre ragazzini rimasero colpiti da una statuetta della Madonna durante la fiera di San Pietro e Paolo d’Agrò. Non avendo il denaro necessario per acquistarla, chiesero aiuto alla madre di uno di loro, che destinò all’acquisto parte del ricavato della vendita di una pecora. La statuetta arrivò quindi a Roccafiorita e venne sistemata in una piccola edicola ricavata dai ragazzi.

Vent'anni dopo la devozione si sarebbe intrecciata con la guerra. Carmelo Occhino, originario di Roccafiorita e uno dei tre bambini che aveva voluto acquistare quella statutetta, venne richiamato alle armi. Durante un bombardamento invocò la protezione della Madonna. Sopravvissuto, decise di mantenere il voto fatto e nel 1943, mentre si trovava a Roma, fece realizzare una nuova statua della Vergine. Il simulacro venne poi portato a Roccafiorita, diventando il simbolo attorno al quale si sarebbe sviluppata la costruzione del santuario sul Monte Kalfa.

La prima salita della statua sul monte avvenne il 24 maggio 1945. Da quel momento prese forma il progetto del santuario, realizzato grazie al lavoro degli abitanti e anche al sostegno economico degli emigrati negli Stati Uniti. Il santuario venne inaugurato il 25 agosto 1950 e ancora oggi rappresenta uno dei principali luoghi della devozione di Roccafiorita.

Questa storia è il cuore del MU-MA. Nelle sale sono raccolti documenti, fotografie, oggetti legati alla devozione e testimonianze della comunità. Tra gli elementi della tradizione popolare figura anche il "bilico", una particolare bilancia utilizzata per un'antica pratica votiva: il peso del bambino veniva pareggiato con quello del grano, poi donato al luogo di culto.

Il museo non racconta soltanto una storia religiosa. Attraverso i materiali raccolti dalle famiglie ricostruisce anche un pezzo della storia sociale di Roccafiorita, mostrando quanto la devozione alla Madonna dell’Aiuto abbia accompagnato la vita del paese nel corso del Novecento.

Particolare attenzione è stata riservata anche alla modalità di fruizione. Il MU-MA è stato concepito come uno spazio capace di utilizzare strumenti più moderni per raccontare una storia antica. I contenuti possono essere approfonditi attraverso supporti interattivi e QR Code, collegando il museo ai luoghi fisici della devozione, dal paese al Monte Kalfa.

Il santuario, che domina la Valle d’Agrò dalla cima del monte, resta infatti il punto di arrivo di questo racconto. Il Comune ricorda come la sua costruzione sia stata resa possibile dall’impegno degli abitanti e dalla raccolta di fondi organizzata anche tra gli emigrati.

Ecco che il MU-MA diventa così una sorta di archivio della memoria di Roccafiorita: un luogo nel quale fotografie, documenti e oggetti permettono di seguire il percorso che parte da una piccola statuetta acquistata da alcuni bambini e arriva alla costruzione di un santuario diventato nel tempo uno dei simboli del paese.