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Striscione ultrà reggini contro Catania, undici Daspo

Di Redazione

REGGIO CALABRIA - Il questore di Reggio Calabria, Raffaele Grassi, ha emesso 11 Daspo in relazione agli episodi d’intemperanza accaduti il 28 ottobre scorso allo stadio Granillo nel corso dell’incontro di calcio tra la Reggina ed il Catania.
Nove dei dieci Daspo sono stati emessi nei confronti di altrettanti tifosi della Reggina che «durante l’incontro - riferisce un comunicato della Questura - avevano esposto in Curva Sud diversi striscioni e coreografie alcuni dei quali indirizzati contro le forze dell’ordine, con un evidente contenuto provocatorio, come "Chiuso per repressione - diffidati liberi", ed altri non solo offensivi ed ingiuriosi nei confronti della città di Catania e dei suoi abitanti, ma anche dal palese tenore di discriminazione territoriale nei confronti dei supporter della squadra etnea presenti allo stadio: «nessun elefante vi protegge, prima o poi la lava vi distrugge».

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I Daspo hanno una durata di cinque anni per sette tifosi, mentre per altri due, già destinatari in passato di analoghe sanzioni, i provvedimenti dureranno per otto anni.

Per la prima volta in Italia, inoltre, sempre secondo quanto comunica la Questura, un provvedimento di Daspo é stato adottato nei confronti dello Slo di una società calcistica, il funzionario cioè che gestisce le relazioni tra la società ed i tifosi. Il Daspo, nel caso specifico, é stato emesso nei confronti dello Slo della Reggina «per avere contribuito - é detto nel provvedimento - con condotte reiteratamente omissive nello svolgimento della delicatissima funzione rivestita, agli eventi occorsi durante la citata partita».

L’ultimo Daspo, infine, riguarda un tifoso del Catania trovato in possesso, al termine della partita, di sostanza stupefacente.
«Lo sport - ha commentato il questore Grassi - si fonda sui valori della legalità e del rispetto reciproco e deve essere considerato come palestra positiva di vita e momento di inclusione sociale e di rispetto del prossimo. Striscioni che inneggiano alla discriminazione e all’odio non possono essere accettati. Nella consapevolezza che la maggior parte della tifoseria reggina è costituita da tifosi che considerano lo sport un momento di sana aggregazione, i provvedimenti emessi hanno la finalità di allontanare i pochi soggetti che si recano allo stadio per manifestare odio e violenza».

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