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Tour, il ragusano Caruso sogna di vincere una tappa

Di Nunzio Currenti

Sarà il Tour delle grandi “mission”. Chris Froome, dopo essere stato assolto da caso salbutamolo nell’ultima Vuelta, punta ad eguagliare, dopo aver centrato la tripla corona nell’ultimo Giro d’Italia, due record storici, centrati da due campionissimi come Merckx e Pantani. Il campione belga vinse tra il 1973 e l’anno successivo, quattro grandi giri consecutivi. Il Pirata, nel 1998, centrò la doppietta Giro-Tour.

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Il tema della Grande Boucle è definito. Il campione inglese (di origine keniane) della Sky è il grande favorito. Da Noirmoutier-en-l'Île sino al 29 luglio battaglia è assicurata. Vincenzo Nibali venderà cara la pelle. Il messinese vuole il bis, dopo il successo del 2014 e l’undicesimo podio in carriera nell’anno in cui cercherà di conquistare l’alloro iridato che gli manca. Froome-Nibali sarà anche la sfida tra due corazzate come la Sky, più volte determinante nella gestione dei trionfi, e la Bahrain Merida, che ha una tipica impronta italiana.

Ma attenzione, visto il percorso a ridurla a una sfida a due. Ci sono i francesi, che sognano il trionfo di Romain Bardet, 33 anni dopo Bernard Hinault e dopo i tentativi andati a vuoto di Fignon, di Virenque, Peraud e Pinot. O la Movistar che cala due assi con Nairo Quintana, ritornato in grande spolvero, Alejandro Valverde che dovette ritirarsi lo scorso anno dopo una brutta caduta nel prologo e Mikel Landfa che in salita è forse il più forte del circus. Battaglia promette Tom Dumolin, l’olandese della Sunweb, vincitore del Giro 2017, che può puntare sulla sua forza nelle corse contro il tempo e la tenuta complessiva nelle grandi salite.

Richie Porte, dopo la sfortunata parentesi dello scorso, può contare su una Bmc, attrezzata per giocarsi le carte sino alla fine e sul ragusano Damiano Caruso, fido scudiero che cercherà un successo di tappa. Le stelle insomma sono pronte e non si risparmieranno di certo su un percorso che presenta tantissime insidie su ogni terreno. Dalle corse contro il tempo, al pavé con la nona tappa, che arriva bel velodromo di Roubaix, agli arrivi in salita (cinque) e alla novità della tappa «Formula 1» con la tappa numero 17, di soli 65 chilometri, che vedrà le partenze scaglionate a gruppo di 20.

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