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La partita più importante del Catania: stasera saprà se giocherà in serie C o serie B

Di Redazione

Il collegio di garanzia sta discutendo sui ricorsi di cinque club, tra cui il Catania, che hanno chiesto il ritorno della serie B a 22 squadre. La decisione finale è attesa per il tardo pomeriggio. Per i rossazzurri vi sono due scogli: il primo è quello di un effettivo ritorno della B a 22 squadre, mentre il secondo è la conferma del criterio per il ripescaggio.

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Tutto è cominciato in estate dopo fallimento di Cesena e Bari e la mancata iscrizione dell’Avellino. Dunque l’ipotesi era quella di ripescare tre squadre secondo una “classifica” che avrebbe dovuto tenere conto di risultati recenti, della storia e del bacino d’utenza. Ma sono stati esclusi, in un primo tempo, i club che hanno avuto negli ultimi tre anni penalizzazioni per illecito amministrativo. A quel punto le ripescate sarebbero state Siena, Ternana e Pro Vercelli. Ma il Novara, retrocesso, ha però fatto ricorso chiedendo ed ottenendo che il suo illecito amministrativo non diventasse un ostacolo. Fa ricorso e vince e tira nella volata anche il Catania, che ha sì avuto contestati illeciti amministrativi ma che come storia e bacino d’utenza non ha eguali o quasi. A quel punto le ripescabili sono diventate Novara, Catania e Siena. Senza contare l’Entella che ha chiesto di essere riammessa per la vicenda delle plusvalenze fittizie di Cesena e Chievo.

La sentenza attesa per stasera farà dunque, sportivamente, chiarezza perché il collegio di garanzia del Coni è l’ultimo grado di giustizia sportiva. Poi si potrà solo ricorrere alla giustizia amministrativa ma “solo” per ottenere eventuali risarcimenti. Il Collegio è dunque chiamato a stabilire se la B sarà a 19 o a 22 squadre e nel caso decidesse per il 22 dovrà decidere secondo quali criteri si potranno fare i ripescaggi.

E intanto l'avvocato della Figc ha duramente attaccato il Catania. «Quel che mi preoccupa dal punto di vista della giustizia sportiva, è che stiamo assistendo a un secondo campionato. Un campionato giudiziario a sei squadre, più altri partecipanti. Ed è un campionato giudiziario che diversamente dal campo si gioca senza esclusione di colpi» ha detto Giulio Napolitano, padre della riforma della giustizia sportiva voluta dal presidente del Coni, Giovanni Malagò, intervenendo in difesa della Figc e del suo commissario straordinario Roberto Fabbricini, davanti al Collegio di Garanzia dove sei club che ambiscono al ripescaggio hanno chiesto l’annullamento della delibera che prevede la Serie B a 19 squadre.

Riferendosi alla denuncia del Catania, Napolitano ha aggiunto: «Ieri è accaduto un fatto grave, che il commissario straordinario della Figc è stato denunciato per abuso d’ufficio dopo una vita dedicata allo sport. Questo trasforma il giudizio odierno in una sorta di processo penale con rito immediato: stiamo creando i presupposti per un’incriminazione o una condanna per abuso d’ufficio, cosa che trovo molto grave».

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