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Basket, Lorenzo De Lise e quei suoi occhi grandi che non si sono mai spenti

Due anni fa la vita del cestista spezzata a soli 22 anni da un incidente stradale: ieri sera la comunità cestistica siciliana lo ha ricordato con un'amichevole

Basket, Lorenzo De Lise e quei suoi occhi grandi che non si sono mai spenti

Gli occhi di Lorenzo De Lise non si sono spenti. Riavvolgendo il nastro, lentamente, sfidando la memoria che incrocia il ricordo di un bambino ricciolino e dagli occhi grandi che giocava con un pallone a spicchi più grande di lui, la sensazione di amarezza per una vita spezzata in un incidente stradale in un'alba di dolore di due anni fa, non scompare, ma si riempie della traccia esaltante di una breve, ma intensa carriera agonistica.

Un’intera comunità cestistica nell'Isola e non solo nella sua Cefalù, aveva pianto lacrime prima di angoscia e poi di dolore, senza riuscire a esorcizzare con facilità il distacco e la perdita. Ecco perché ieri sera le giocate spettacolari di Brandon Triche dell’Orlandina o di Marco Evangelisti, uomo-squadra della Fortitudo Moncada di Agrigento, nell'amichevole giocata al palazzetto dello sport di Via Aldo Moro, per ricordarlo, erano parti di un racconto che partiva dagli occhi scuri e profondi di “Lollo” De Lise.

Gli occhi di Lorenzo, crescendo sono diventati grandi in fretta. Hanno contenuto la consapevolezza della fatica che serve per arrivare, nello sport e nella vita, la malinconia e la paura di chi conosce la difficoltà di una prova, e si confronta a testa alta e senza riserve. Quando la strada per la cosa giusta da fare diventa piccola e c’è solo lo spazio di un terzo tempo o di un contropiede per bucare la retina di un canestro o quando il coraggio passa dalla testa e scivola sulla punta delle dita, oltre la linea della distanza più severa del tiro da 3 punti.

De Lise era già stato nel giro della serie A con l'Orlandina nell'anno di Pozzecco in panchina. Nonostante la giovane età, è scomparso a 22 anni, aveva già giocato a a Trapani, Scauri, Marsala e Capo d’Orlando, società che deteneva il cartellino del giocatore, dato in prestito a Cefalù. Più o meno le stesse squadre in cui aveva militato lo zio Ciccio De Lise, che insieme al papà di Lorenzo, Ciro, è stata una delle colonne della favola agonistica del basket cefaludese.

Gli esempi che servono sono quelli che rimangono. Si affermano da soli, spontanei e sinceri. Sopravvivono e camminano sulle gambe di chi continua a credere. Per questo motivo è nata l’associazione APS De Lise #Lollo29" in memoria del giovane Lorenzo De Lise che  si pone l'obiettivo della diffusione dello sport della pallacanestro soprattutto nei confronti dei più piccoli le cui famiglie sono in difficoltà economiche, come ricorda Ciccio De Lise: «quest’anno attraverso l’associazione abbiamo potuto aiutare un compagno di squadra del Marsala di Lollo che è stato colpito da una improvvisa e fulminante forma di leucemia».

Il dovere della memoria dunque accanto alla pratica quotidiana dello sport che a Cefalù, stenta a tornare ai fasti del passato. Eppure la voglia non manca. C’è ancora. La strada per risalire appare complicata e carica di ostacoli. Arrivare a nuovi traguardi quindi sarà ancora più bella. Nel nome di “Lollo”.

 

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