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Ripescaggio in B, attesa infinita: la decisione forse già oggi

Il presidente del Collegio di garanzia Franco Frattini è in Moldova con l'Osce: si attende il suo rientro. Poi la decisione: serie cadetta a 19 o a 22 squadre e criteri per scegliere i club

Ripescaggio in B, attesa infinita: la decisione domani o mercoledì

Serie B a 19 o più squadre: domani o mercoledì il giorno del verdetto. Il Collegio di Garanzia si dovrà esprimere sui ricorsi delle pretendenti al ripescaggio, Ternana, Pro Vercelli, Siena, Catania e Novara, divisi non soltanto sul discorso del reintegro in B ma anche sulla norma anti-illeciti superata dalla giustizia federale.

Sarà solo un tassello della delicata partita politica verso il voto Figc, nella quale oggi si registra lo stop dei Dilettanti di Sibilia all’ipotesi Abodi per la presidenza.

Quanto al capitolo ripescaggi, i treni sono due: quello con Ternana, Pro Vercelli e Siena se la norma dovesse essere ripristinata dal Collegio presieduto da Franco Frattini, quello con Catania e Novara oltre al Siena se invece dovesse prevalere l'ultima interpretazione confermata dalla Corte d’appello federale.

Una questione «delicata», come l’ha definita lo stesso presidente del Collegio, che in questo weekend - tra i suoi impegni diplomatici con l’Osce - si è trovato a riflettere con i membri divisi sul da farsi: ripristinare lo status quo con una B a 22 squadre, oppure scaricare il commissario straordinario, Roberto Fabbricini.

E l’attesa dei club interessati è tanta. Il Collegio si era riunito venerdì, la decisione era stata rinviata all’inizio settimana per la complessità della questione, e ora per la nuova riunione di domani che dovrebbe essere decisiva si attende il rientro in Italia di Franco Frattini, impegnato in una missione Osce di due giorni in Moldova.

Il destino sportivo dei campionati si intreccia a doppio filo però con quello politico. Al centro del dibattito, sempre i poteri del commissario Fabbricini e una battaglia politica per la sua successione come futuro presidente della Federcalcio. Al momento ancora nell’ombra ma dai prossimi giorni destinata ad emergere alla luce del sole non appena le questioni dei ricorsi saranno alle spalle. Sotto la supervisione attenta di Coni e Governo, resta al momento unito più che mai il blocco dei ribelli composto da Lega nazionale dilettanti, Lega pro, Aic e Aia.

Escluso dai candidati Giancarlo Abete per raggiunti limiti di mandato, le componenti che rappresentano il 73% dei voti dovranno indicare un altro nome. Divisi, al momento, soltanto sulle ambizioni dei due pretendenti storici, Cosimo Sibilia (il consiglio della Lnd lo ha incaricato di esprimere il nome per la presidenza) da un lato forte del 34% dei Dilettanti e Gabriele Gravina dall’altro, pronto anche a prendersi la poltrona da direttore generale.

C'è anche una terza via che prende più corpo ed è quella di Andrea Abodi, già candidato sconfitto alle elezioni del Tavecchio bis e ora tornato in lizza. Piace al Governo e alle due leghe maggiori, Serie A e B, che finora sono state escluse dal treno dell’autoproclamata maggioranza. Un ruolo, quello di presidente federale, che Abodi ricoprirebbe però solo per spirito di servizio, per soli due anni e con l’unico obiettivo di mettere mano una volta per tutte al sistema calcio, bisognoso di riforme coraggiose. Ma dalle componenti, il primo no ufficiale all’ipotesi Abodi è arrivato direttamente dal direttivo della Dilettanti, che ha dato mandato a Sibilia di individuare un candidato.

«Deve uscire dalla nostra maggioranza del 73%», ha chiarito il presidente della Lnd, che conta il maggior bacino di voti di tutto il corpo elettorale della Figc.

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