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Pietro Lo Monaco: «C'è uno spiraglio e il Catania non si arrende»

L' ad della squadra rossazzurra si dice fiducioso sulla possibilità di un ritorno della squadra in serie B, nonostante la formazione a 19 sia stata già decretata dal Collegio di Garanzia del Coni

Pietro Lo Monaco: «C'è uno spiraglio e il Catania non si arrende»

Catania - «Un casino». Pietro Lo Monaco è a Firenze e alle dieci della sera riassume la sua giornata e quella, di riflesso, del Catania, con un’esclamazione che dice tutto.

Direttore, il format che torna a 19 squadre è una sorpresa.

«Ribadisco: un casino, ma c’è uno spiraglio».

Allude al ricorso inoltrato al Tribunale Federale Nazionale, immaginiamo.

«Siamo l’unica società che ha immediatamente inoltrato ricorso. Se si dovesse decidere secondo la legge, allora il Catania sarebbe in B».

Lo aveva auspicato anche nei giorni scorsi, invece, eccola sorpresa.

«Tra poche ore verranno compilati i calendari di C, ma eventualmente se il Tribunale Federale Nazionale dovesse decidere nuovamente il cambio del format, verrebbero tolte dalla lista le squadre».

Come giudica la decisione del Collegio di Garanzia del Coni?

«Francamente è una decisione vergognosa, ancora più vergognosa se si considera il dissociarsi del presidente Frattini che ha detto come stanno le cose».

Una decisione non decisione.

«Chiaramente è sembrato un volere a tutti i costi - ed è un goffo tentativo - di salvare il Commissario Straordinario Fabbricini con una decisione che sa di sovversione».

Certo che, francamente, sembrava che tutta questa attesa potesse precludere a un finale positivo.

«Le dico la verità, mi sorprendo fino a un certo punto».

Si spieghi meglio.

«La provenienza di tutto ciò evidentemente... Insomma, capisci che è sembrato un giochetto messo in piedi ad arte, sovvertendo le regole e mettendo il difficoltà tutto il calcio italiano».

In realtà il problema Serie B a 19 si è ripercosso anche sulle altre categorie, Serie A esclusa.

«Ed era un concetto che avevo espresso anche fino a qualche giorno fa. Infatti i risultati quali sono? La Serie C è partita in ritardo, non dimenticate che siamo in ritiro - noi come tutte le altre società di C - da due mesi e passa. Mai successo a memoria d’uomo».

In che modo riassume la giornata vissuta tra Roma e Firenze a discutere, attendere e commentare con proprietà e avvocati?

«Sarà un giudizio scontato, ma è reale: è una delle pagine più nere nella storia del nostro calcio. Siamo nel non governo più totale».

Il Catania, dicevamo, ha già presentato ricorso. C’è veramente uno spiraglio. Ha sentito ovviamente gli avvocati...

«Continuamente. Per noi non è finita, evidentemente la decisione della B a 19 vorrebbe annullare ogni manovra. Ma il Coni ha involontariamente passato la palla al Tfn e noi al Tribunale Federale ci siamo rivolti perché ci sia una decisione legittima. Andremo a confrontarci, unica società, e sono sicuro che sono stati disattesi tutti i reclami e che potrebbe di nuovo cambiare lo stato delle cose».

Pensierino della notte (insonne, anche questa): secondo lei - Lo Monaco - come andrà a finire?

«Mi auguro che il Tribunale Federale abbia la serenità di giudicare sul format dei campionati».

Lei cosa pensa in merito?

«Siamo convinti che alla fine sarà ripristinato il formato a 22».

Ma, prima dell’audizione, sono in programma i calendari di C.

«Se il Tribunale Federale dovesse decidere secondo la legge, le squadre inserite in Serie C saranno tolte e passeranno in B».

Ieri sono stati pubblicati i gironi di Serie C. Manca una squadra nel raggruppamento Sud.

«Vero, me erano previsti due gironi a 20 e quello meridionale a 19».

Con Rieti e Viterbese.

«La Viterbese ha preso il posto della Ternana, spostata nell’altro girone. Ma non è questo il punto, lo sapete».

Infatti il punto nodale è un altro.

«Questa sentenza parla da sola, un mese per non decidere è già passato. E, badate bene, Frattini ha ammesso che la B deve essere a 22 e non a 19. Insomma, ripeto, c’è uno spiraglio».

La squadra ieri riposava, riprenderà oggi nel pomeriggio. Aspettando altre notizie. Capitan Biagianti ha aspettato l’esito delle riunioni insieme con Bucolo (alla fine tanta rabbia) Lodi era a casa e non ha commentato sui social. Ma era arrabbiato e dicono che abbia sproloquiato in dialetto stretto campano.

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