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I ripescaggi e l'ennesima sentenza farsa che nega l'esistenza dei ricorsi del Catania

Di Giovanni Tomasello

CATANIA - Stavolta non è un “Clamoroso al Cibali” ma un “Clamoroso al Tar del Lazio” e purtroppo anche in forma negativa e inspiegabile  perché forse per allungare una farsa che va avanti da oltre due mesi, il tribunale amministrativo presieduto dalla dottoressa Germana Panzironi ha deciso con un’ordinanza di confermare il format del campionato di Serie B a 19 squadre respingendo il ricorso del Catania avverso i provvedimenti del commissario straordinario della Figc, Roberto Fabbricini.

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Ma quel che lascia esterrefatti e senza parole è la motivazione della decisione dei giudici che scrivono - dopo aver esaminato la richiesta di domanda cautelare - di aver respinto il ricorso perché «la società istante non risulta che abbia ancora impugnato la decisione assunta dal Tribunale federale nazionale del 28 settembre con riferimento al format del campionato di Serie B».

Ma questo non sarebbe vero. Come ci avevano infatti riferito a inizio ottobre e confermato ieri gli avvocati che assistono il Catania «la società etnea in data 5 ottobre 2018 alle ore 14.07  in vista del l’udienza del 9 ottobre, depositava dinanzi il TAR Lazio nel procedimento avverso le delibere del commissario Fabbricini una memoria con la quale insisteva nei motivi di ricorso e produceva i seguenti documenti: ricorso dinanzi il Tribunale Federale,  la sentenza del Tribunale Federale Nazionale,  iI ricorso dinanzi la Corte Federale di Appello e il decreto legge 4 ottobre 2018».

Da quello che si è potuto comprendere il Tar del Lazio ha incredibilmente scambiato la posizione del Catania con quella del Siena scrivendo un’altra sentenza che ha mandato giustamente su tutte le furie il pool di legali del Catania – avv. Gitto, Tedeschini, Chiacchio e Reitano – e gli stessi tifosi rossazzurri che per l’ennesima volta si sono sentiti presi in giro.

Il Catania tra lo stupore generale per l’errore e la confusione provocate dalla sentenza del Tar, ha subito  deciso di presentare ricorso al Consiglio di Stato, chiedendo l’adozione di un provvedimento cautelare monocratico.

L’avv. Giuseppe Gitto appena appresa la decisione e quanto scritto dai giudici del Tar del Lazio, dopo essersi consultato con i colleghi si è subito messo al lavoro e nelle prossime ore sarà inviato un nuovo ricorso, l'ennesimo di questa assurda vicenda che continua a far perdere al sistema calcio quel residuo di credibilità rimasta.

Perché se nessuno ormai crede ai ripescaggi dopo la violazione della legge da parte della legge, è inaccettabile che si nascondino o si neghi l’esistenza di atti di cui il Catania ci ha fatto pervenire un copia e in cui si chiede chiaramente che venga sollecitata la sospensione e il successivo annullamento in sede di giudizio del Collegio sportivo. «Abbiamo subìto e siamo stati danneggiati, ora si nega l’esistenza del nostro ricorso. Non so come si possa arrivare a questo punto, ma noi combatteremo la battaglia fino all’ultimo», dicono i legali rossazzurri.

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