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Il siciliano Cecchinato capitano dell'Italia del tennis

Di Alberto Cicero

Tra Palermo e Calcutta ci sono più di 7.000 km ma Cecchinato se li sarebbe fatti anche a piedi pur di esordire come nº 1 dell’Italia di Coppa Davis proprio nell’anno in cui, dopo una storia centenaria, l’insalatiera d’argento cambia le sue regole. Nel 2019 l’Italtennis trova il palermitano come suo alfiere in India visto che Fognini ha chiesto, e ottenuto, un turno di riposo presupponendo una facile vittoria azzurra.

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Che, in effetti, proprio così facile potrebbe anche non essere. Non tanto per il livello in campo - il nº 1 indiano, il “notissimo” Prajnesh Gunneswaran è il nº 102 Atp - ma per quelle variabili che hanno sempre accompagnato l’Italia quando ha dovuto giocare in India (su 5 precedenti l’unica vittoria indiana è stata proprio sull’erba di Calcutta nel 1985 contro Cancellotti, Ocleppo e Claudio Panatta): ma soprattutto per la superfice erbosa che rappresenta sempre un terno al lotto. Basti pensare che il centrale sul quale giocheranno le due squadre è ancora in fase di … montaggio a poche ore dall’inizio del match.

Marco Cecchinato torna quindi in azzurro dopo due anni e mezzo: aveva esordito in Davis contro la Svizzera nel 2016 a Pesaro a risultato già acquisito (finì 5-0 per l'Italia). «Se tutto ciò mi mette pressione? No - ha risposto il palermitano - essere qui è una bellissima sensazione. Ed è un onore essere il nº 1 di una squadra molto forte e competitiva. Certo i campi in erba non sono facili da gestire. La superficie scelta dai nostri avversari non ci aiuta perché non siamo tanto abituati a giocare sull'erba, ma ci stiamo allenando e adattando. Seppi tra di noi è sicuramente il più forte su questi campi. Per venerdì saremo pronti». Accanto a Cecchinato ci saranno Seppi (sicuro singolarista), Berrettini, Fabbiano e Bolelli. Per il doppio ancora da scegliere la formazione.

LA FORMULA. La nuova formula della Coppa Davis prevede in questo weekend 12 incontri di qualificazione alla fase finale che si giocherà in sede unica a Madrid fra 18 squadre. Già qualificate le semifinaliste dell’edizione 2018 (Francia, Spagna, Croazia e Stati Uniti). Il tutto per compiacere la maggioranza dei tennisti e molti sponsor che volevano una ristrutturazione che prevedesse una concentrazione dell’avvenimento per richiamare più attenzione e togliere settimane “out” dalle agendine dei giocatori. Ma non è solo questa la “rivoluzione”. Si giocherà sempre su 5 incontri, ma concentrati su venerdì e sabato. Due singolari (su 3 set e non più su 5) e poi, sabato, un doppio e gli altri due singolari.

Il RECORD. Non passa inosservata la convocazione di Konstantin Zhzhenov, 14 anni, con la Russia che affronterà la Svizzera in terra elvetica. Se dovesse giocare costituirebbe un record per il proprio Paese ma non quello assoluto che spetta al sanmarinese Marco De Rossi, sceso in campo a soli 13 anni e 319 giorni nel 2011. Il russo lo scorso anno a Reggio Calabria ha vinto il Tennis Europe Masters under 14.

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