Inter, scudetto e Cabal: cosa ha detto Beppe Marotta a Giardini Naxos
Il presidente dei campioni d'Italia al convegno "Thinkingreen"
Troppo esperto di cose di calcio, troppo navigato nei mari del calciomercato per non conoscerne trucchi e regole. Così il presidente dell’Inter Beppe Marotta, ospite a Giardini Naxos, in provincia di Messina, del ciclo di convegni "Thinkingreen", ha applicato la norma numero uno dei grandi dirigenti, ovvero parlare di ciò che è stato, ma non di ciò che potrà capitare, facendo giusto il punto a proposito della lotta scudetto: «È chiaro che la griglia delle pretendenti allo scudetto è sempre composta dalle stesse società - le sue parole -, quindi da quelle che si sono piazzate nelle prime posizioni nell’ultimo anno. Quest’anno è arrivato un pò in ritardo, ma in modo autorevole metterei anche il Napoli». Il resto sono valutazioni, ad esempio, sul mancato rilancio per Cabal («Non abbiamo proseguito il nostro interessamento su questo profilo per valutazioni interne nostre e abbiamo preferito fermarci») o sul fatto che c'è ottimismo per il rinnovo di Dumfries, mentre a proposito del tema Gudmundsson ecco un altro grande classico del calciomercato, la bugia innocente, che altro non è se non una mezza verità, per provare a depistare senza svelare le carte: «Onestamente non lo abbiamo mai trattato perché in questo momento il settore offensivo dà garanzie ed è numericamente congruo. In questo momento stiamo fermi così, non abbiamo assolutamente nessun tipo di esigenze».
Vero, ma fino a un certo punto, perché basterebbe trovare un acquirente per Arnautovic e poi Marotta sull'islandese piomberebbe al volo, perché piace molto, è stato seguito da tempo e alzerebbe parecchio il livello dell’attacco nerazzurro. Numericamente, invece, quella del difensore è un’esigenza reale, dal momento che manca un vice Bastoni: al momento la scelta è tra tre profili (Kiwior, Vasquez e Renan), tutti giovani e valorizzabili, a differenza di Hermoso e Rodriguez, piste che sembrano definitivamente abbandonate. Però l’Inter non ha fretta, e da qui a fine mercato potrebbero spuntare occasioni e idee nuove. Il vantaggio di chi si è mosso per tempo, partendo da una base solida e vincente: "Abbiamo un organico già altamente competitivo - ha sottolineato Marotta -, non possiamo dimenticare che confermare il 90% della squadra e mettere tre pedine importanti come Zielinski, Taremi e Martinez rappresenta una garanzia importante per quelli che sono i nostri obiettivi della stagione». Ovvero vincere di nuovo, nel ruolo di lepre del campionato che non vorrà farsi prendere.