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Il ritorno (sfortunato) di Pulvirenti in uno stadio dopo 4 anni: «Ma il Catania meritava il pari»

Di Giovanni Tomasello

REGGIO CALABRIA -  Il suo ritorno in uno stadio per assistere dopo 4 anni a una partita di calcio non è stato certamente dei più felici e, comunque, non ha portato fortuna al suo Catania. Lui come al solito sorride perché riesce sempre o vuole a tutti i costi sdrammatizzare qualunque situazione negativa e fa bene.

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Antonino Pulvirenti, patron rossazzurro, così come anticipato da lui stesso, si è presentato puntuale all’appuntamento con l’ad rossazzurro, Pietro Lo Monaco, a Messina all’imbarco dei traghetti destinazione Villa San Giovanni donde i due massimi dirigenti del Catania hanno raggiunto Reggio Calabria.

Entrati assieme allo stadio Granillo, Pulvirenti e Lo Monaco sono poi usciti ognuno per conto proprio ma attenzione solo perché l’ad rossazzurro lascia sempre lo stadio alla fine del primo tempo e francamente non abbiamo mai compreso il vero motivo.

Il patron del Catania invece è uscito dal vecchio impianto reggino cinque minuti prima che finisse la partita e solo soletto ha traghettato riprendendo l’auto che aveva lasciato a Messina. «Cosa posso dire della partita? Che in fondo potevamo anche pareggiare perché a parte la prima mezzora, abbiamo lottato alla pari con la Reggina reagendo al loro gol iniziale dopo appena due minuti».

La reazione è stata un po’ tardiva, non pensa?

«Non è facile giocare in uno stadio come quello reggino, il fattore campo si avverte subito e l’ambiente ostile subito. C’era la Curva Sud stracolma ma la squadra è venuta fuori alla distanza e ha pure cercato con insistenza di raddrizzare la partita, ma la Reggina è una tra le squadre più forti del girone e non è stato facile. Comunque, un pareggio ci poteva anche stare»

Come ha vissuto questo suo ritorno allo stadio per assistere a una partita del suo Catania?

«Mi sono sentito di andare al Granillo perché in me è scattata un qualcosa non facile da spiegare. Forse mi sarò stancato di vedere le partite in televisione dove non si vedono tante cose. Oggi (ieri per chi legge) mi sono reso conto che c’è una bella differenza tra il vedere una partita allo stadio e alla televisione. Non lo pensavo ma è così».

E questo Catania che non riesce a dare il meglio di se in trasferta...

«Non abbiamo giocato male, siamo stati pure sfortunati e non dimentichiamo che al momento diversi giocatori sono fuori per infortunio. Io però credo in questa squadra e sono sicuro che con il tempo crescerà moltissimo».

E con l’ad Lo Monaco cosa vi siete detti prima della partita? C’è da sostituire il direttore sportivo Argurio.

«Credo che Lo Monaco abbia le idee chiare in questo senso, sono decisioni che spettano a lui. Piuttosto io ne approfitto per augurare con tutto il cuore buona fortuna ad Argurio che qui a Catania ha svolto un lavoro prezioso. Argurio è in gamba, farà strada».

Penso s’immagini l’ultima domanda: il Catania resta nelle sue mani o magari ha intenzioni di cederlo. Cosa ci dice del presunto interessamento di Leonardi della Leonzio?

«In tutti questi anni non si è mai presentato nessuno, neanche una telefonata. Leonardi? Mai incontrato in vita mia. Stiamo compiendo sacrifici notevoli per riportare il Catania in alto e vogliamo centrare l’obiettivo. Guardiamo avanti».

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